<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303</id><updated>2012-02-02T16:25:18.094-08:00</updated><title type='text'>cuordicarciofo</title><subtitle type='html'>Illustrazioni di Tesoro Giulia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>539</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5262590030813624561</id><published>2012-02-02T16:23:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T16:25:18.101-08:00</updated><title type='text'>Ricostruzione di un ricordo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-sROH7eNT39w/TyspVsdc_lI/AAAAAAAAEQM/1WTcZNks7z8/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sROH7eNT39w/TyspVsdc_lI/AAAAAAAAEQM/1WTcZNks7z8/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704698805683551826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-A-9QPBA8ytI/TyspIhEUjgI/AAAAAAAAEQA/hSbdhGm4FeA/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-A-9QPBA8ytI/TyspIhEUjgI/AAAAAAAAEQA/hSbdhGm4FeA/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704698579287051778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Tengo le  mani dentro le tasche, ti guardo, o meglio, è come se ti guardassi,  mentre resto voltato di fianco, e intanto rifletto su cosa sia questo  disagio che provo. Intorno a noi tutto è uguale, non sembra sia cambiata  neppure la nostra espressione di sfida, quando restiamo in silenzio a  studiarci, cercando il punto più debole in cui affondare le piccole  cattiverie di sempre. Mi giro, dico in un soffio che forse è l’ora di  andare, tu non rispondi, forse ti perdi in fondo alla stanza che pare  allungarsi e rendere enorme la distanza che da tanto tempo ci sta  separando, senza che ce lo siamo mai detto. Qualcosa oscilla, come  l’aria surriscaldata da una gran fiamma.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Vorrei  sdraiarmi, penso; sdraiarmi da solo in un letto qualsiasi, immaginando  attorno a me la notte di questa città buia ed estranea, chiuso in un  bozzolo composto di soli pensieri scollegati tra loro: qualcosa è  cambiato dentro di me, non mi rendo conto di cosa, non riesco neppure a  capire per quale motivo questo possa accadere. Tu ti avvicini, mi  sfiori, apri la porta, siamo pronti, possiamo procedere. Ti guardo un  momento, una perplessità mi attraversa la mente, aspetta, ti dico, poi  torno indietro, rientro dentro la stanza, cerco qualcosa che sono sicuro  di dimenticare. Non importa, dico, ho tutto con me, mi basta questo  sapore di niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Infine  siamo fuori, e le persone, la strada, le facciate di queste case, senza  alcuna caratteristica, formano lo sfondo di un pensiero che non riesce a  formarsi compiutamente. Cerco con gli occhi qualcosa che non riconosco,  e alla fine trovo soltanto le cose di sempre, eccettuato i miei passi  che sembrano farsi flemmatici, quasi indecisi. Tu dici: muoviamoci, non è  il caso di perdere ancora del tempo, ed io non so quale tempo stiamo  cercando di recuperare, visto che tutto si è dilatato, ogni attimo sta  diventando il contenitore di tanti altri attimi, come se non ci fosse  altro da fare che scegliere cosa vogliamo cercare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Rallenti,  attendi che io ti raggiunga, ti volti verso di me e mi costringi a  guardarti: ecco, d’improvviso ti vedo con gli occhi di qualche altra  volta che non mi rammento, ma ti riconosco, so che è quella l’esatta  espressione che cercavo da qualche parte dentro di me, e mi viene da  sorridere, perché non saprei come spiegarti la sensazione che provo. E’  come se tutto adesso si raddensasse in un attimo, come se un semplice  gesto rispondesse da solo di tante altre cose, ne rappresentasse il  compendio: una sciocchezza qualsiasi che parlasse per ore di qualcosa  che non abbiamo perduto, anzi, è qui, lo sento, e non vorrei che  fuggisse mai più, anche se sono cosciente che la realtà sarà un’altra.  Riprendiamo a camminare vicini, forse non ha neppure importanza il luogo  verso cui siamo diretti, importante è che tratteniamo il più a lungo  possibile almeno qualcosa di noi, un piccolo segno preciso che definisca  un’intesa.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Non dico  niente, le parole non servono, ascolto i rumori di questa città in  movimento che a volte ci lascia impauriti di quanto possiamo incontrare.  Tu adesso guardi avanti, sembri non curarti di niente, neppure di me:  eppure so per certo che abbiamo condiviso lo stesso pensiero, un’unica  riflessione come una dolce carezza, un medesimo lontano ricordo, che  forse è l’unica cosa che ancora abbia un senso.     &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;          &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5262590030813624561?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5262590030813624561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/02/ricostruzione-di-un-ricordo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5262590030813624561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5262590030813624561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/02/ricostruzione-di-un-ricordo.html' title='Ricostruzione di un ricordo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sROH7eNT39w/TyspVsdc_lI/AAAAAAAAEQM/1WTcZNks7z8/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8082541305791393002</id><published>2012-01-31T12:35:00.000-08:00</published><updated>2012-01-31T12:37:01.536-08:00</updated><title type='text'>L'evidenza dei gesti.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-lN2mRFlXm4I/TyhQ1fY28II/AAAAAAAAEPc/G7aB-43Tn30/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-lN2mRFlXm4I/TyhQ1fY28II/AAAAAAAAEPc/G7aB-43Tn30/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703897807953784962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;L'evidenza dei gesti.&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;        &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Si era deciso a passare davanti alla palazzina dove lei abitava, non  riusciva più a resistere senza concedersi almeno quel tentativo. Aveva  un disperato bisogno di rivedere il suo viso, la sua espressione,  incrociare il suo sguardo, magari sentirne la voce, perché continuare da  lontano, lungo la strada, ad osservare le finestre del suo  appartamento, non era assolutamente più sufficiente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Aveva percorso il marciapiede quasi di fretta, come avesse un impegno  preciso, ma quando si era ritrovato davanti al portone condominiale si  era accorto che era socchiuso. Aveva spinto leggermente il battente, e  in un attimo era entrato, senza pensieri, come fosse la normale  prosecuzione di tutte le cose. L’andito era buio e silenzioso, lui si  era fermato, aveva osservato l’inizio del corrimano di legno di fianco  alle scale, e aveva pensato alla mano di lei che lo sfiorava ogni  giorno, mentre saliva o scendeva. Poi aveva messo un piede sul primo  gradino, ma non per affrontare davvero la scala, anche se sapeva  perfettamente che abitava al secondo piano, quanto per illudersi di  provare le stesse sensazioni di lei.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Lentamente i suoi piedi si erano mossi per portarlo quasi autonomamente  verso il suo appartamento, e lui aveva aspirato con piacere l’aria  fresca e immobile, forse profumata di lei. Qualcuno, provocando un  rumore secco e inquietante, aveva azionato in quel momento, mentre lui  era già al primo piano, il motore elettrico dell’ascensore, facendolo  sentire perduto, come se all’improvviso fosse evidente che era una  sciocchezza e un errore trovarsi lì. Stava immobile, appoggiandosi al  muro, cercando come di scomparire in quei pochi secondi in cui  l’ascensore lasciava sentire distintamente la sua corsa dall’alto fino  al basso. Infine, dopo un debole ticchettio di suole di scarpe, il  silenzio fu ripristinato, e lui si senti di nuovo in dovere di salire  ancora, fino al piano superiore.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             In un impulso insensato aveva creduto possibile suonare il suo  campanello, farsi trovare sul pianerottolo al buio, disarmato di  qualsiasi ragione, ma accantonò velocemente l’idea. Non c’era un motivo  per arrivare fin lì, pur cercandolo in ogni maniera: solo uno sciocco  poteva comportarsi in quella maniera, eppure consapevole di questo, lui  continuava lentamente a salire un gradino alla volta, lentamente, come  fosse un’attività inesorabile. Infine era davanti al portone, come se  una forza sconosciuta ce lo avesse fatto arrivare, e il silenzio che  intorno continuava a regnare, mostrava perfettamente quanta immobilità  ci fosse in quella logica scandita dal niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Nei suoi desideri, lei avrebbe aperto la porta, come cosciente della  sua presenza; lo avrebbe accolto, si sarebbe mostrata felice di quel  sacrificio, della sua forza di volontà, di quel mostrarsi così deciso ad  andare fino in fondo alle sue convinzioni. Il senso di sospensione era  fortissimo, il terrore che qualcosa o qualcuno interrompesse  quell’attimo, sembrava l’unica controindicazione allo starsene sul  pianerottolo, fermo, quasi premuroso anche di non respirare. Forse si  commosse, ma giusto un momento, cercando di immaginare i pensieri di  lei, i gesti, i comportamenti; infine si mosse per andarsene via, non  c’era altro da fare. Scese i gradini senza quasi più sangue dentro le  vene, senza più forza che lo sorreggesse, e giunse al portone  affrontando la violenza dell’esterno e della strada. Lei era lì,  d’improvviso, le chiavi dentro una mano: lo guardava, poi si faceva  vicina, gli sfiorava il viso con le sue labbra, con un dolce sorriso,  senza dir niente, come se tutto fosse già più che evidente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;           Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8082541305791393002?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8082541305791393002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/levidenza-dei-gesti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8082541305791393002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8082541305791393002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/levidenza-dei-gesti.html' title='L&apos;evidenza dei gesti.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-lN2mRFlXm4I/TyhQ1fY28II/AAAAAAAAEPc/G7aB-43Tn30/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-781093360223761467</id><published>2012-01-27T09:36:00.001-08:00</published><updated>2012-01-27T09:43:43.103-08:00</updated><title type='text'>Le ragioni profonde.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-QVsHDm_p1uY/TyLiQCSAFhI/AAAAAAAAEPQ/fK0_Y4gFZSQ/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 318px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-QVsHDm_p1uY/TyLiQCSAFhI/AAAAAAAAEPQ/fK0_Y4gFZSQ/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702368843322627602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://magnonove.myblog.it/archive/2012/01/26/le-ragioni-profonde.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Probabilmente non aveva pensato proprio a niente iniziando a colpire,  si era semplicemente sentito attraversare da una fenomenale scarica  elettrica, che aveva subito generato un impulso del tutto irresistibile,  la furia cieca e inumana. Era rimasto immobile e in silenzio per quasi  tutta la sera, chiuso nella sua camera da letto con una bottiglia di  birra e la televisione, nell’attesa che quelle donne con poco cervello,  rimaste in cucina per una delle riunioni settimanali che tenevano  regolarmente, la finissero con quei loro discorsi monotoni e  insopportabili.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             A un certo punto, sentendo forse dire il suo nome nella stanza dove  stavano tutte, gli era venuta addirittura voglia di uscire, andarsene a  respirare un po’ d’aria fresca fuori da lì, ma non aveva avuto il  coraggio di farsi vedere, di mostrare a quelle donne che lui si era  chiuso dentro una stanza, che stava lì come uno scemo, e non aveva  niente di meglio da fare. Così, con il volume audio al minimo, era  tornato a cercare qualche programma alla televisione, senza trovare  niente di niente, niente che gli potesse togliere il disagio che  continuava a provare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Poi aveva appoggiato l’orecchio alla porta, come per cercare di  comprendere il motivo di tanto parlare, ma aveva capito ben poco, se non  che sua moglie interveniva soltanto ogni tanto per confermare qualcosa  che dicevano le altre, giusto per dire, e con voce più bassa di tutte,  spiegando che lei era d’accordo, che si ritrovava in tutto ciò che le  altre dicevano. A lui montavano i nervi a sentir dire cose del genere, e  così era tornato a sdraiarsi sopra il suo letto, e a starsene lì, senza  pensieri, senza nulla da fare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Tutto  quel ritrovarsi nei ragionamenti degli altri era assurdo, pensava.  Impossibile credere che le proprie opinioni fossero così condivisibili,  ognuno aveva la propria storia, idee differenti dagli altri, un proprio  diverso punto di vista. C’era qualcosa di sbagliato in tutta quella  faccenda, più ci rifletteva e più ne era sicuro, ma la cosa più  importante di tutto era adesso smettere completamente di pensare,  lasciare che quelle faccende proseguissero per proprio conto,  svaporassero nella bocca di quelle povere deficienti, almeno fino a  quando non fossero davvero diventate un problema anche per lui.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Era  difficile persino dire agli amici che a casa sua accadevano cose del  genere: anzi, se ne era sempre guardato bene dallo spiegare ai ragazzi  del bar che sua moglie faceva parte di un gruppo dove si affrontavano  quelle scemenze, e si perdevano dei pomeriggi interi a parlare di fatti e  circostanze che parevano inventati apposta per rovinare l’equilibrio  della famiglia. Se ne sarebbe addirittura vergognato se qualcuno avesse  sospettato una cosa del genere, e per questo fino ad allora aveva sempre  preferito far finta di niente, come se quelle riunioni non  riguardassero minimamente anche sua moglie. Così, quando lei aprì uno  spiraglio della porta di camera per chiedergli di andare di là, a  parlare un momento con quelle sue amiche, lui rimase di sasso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ascoltò  quasi in silenzio quello che avevano da dirgli quelle galline, non si  preoccupò neppure di rispondere alle cose che gli venivano chieste, e  poi lasciò che gli si stampasse sul viso il sorrisetto di chi sa  benissimo a quale gioco stessero giocando tutte quante, ed attendesse  soltanto che lo lasciassero in pace, perché lui non ci cascava in certi  tranelli, non era assolutamente il tipo che si faceva mettere sotto da  tre o quattro femmine, con tutti i loro discorsi. Fu poco dopo, quando  tutte se n’erano ormai andate, che gli parve di non poter sopportare più  quella storia. Aveva preso un’altra birra dal frigo, l’aveva aperta in  silenzio, ne aveva bevuto già qualche sorso, e quando sua moglie fece  per passargli vicino, lui seppe d’improvviso che era lei il centro di  tutti i suoi affanni, di tutti i malesseri che spesso provava. Col primo  schiaffo la gettò a terra, ma solo quando la prese a pedate, con tutta  la forza che aveva, sentì la forza di chi ha tutte le ragioni del mondo:  non c’era neppure bisogno di dire qualcosa, era evidente che lui aveva  ragione.&lt;span style="text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-mWJ7TpUWxV8/TyLgplM3XCI/AAAAAAAAEPE/eosZykUW8es/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-781093360223761467?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/781093360223761467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/blog-post_1848.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/781093360223761467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/781093360223761467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/blog-post_1848.html' title='Le ragioni profonde.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QVsHDm_p1uY/TyLiQCSAFhI/AAAAAAAAEPQ/fK0_Y4gFZSQ/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-6402623000271906888</id><published>2012-01-27T07:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T08:14:03.955-08:00</updated><title type='text'>Le ragioni profonde.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-EnbqM0lWTfQ/TyLJoTjYD5I/AAAAAAAAEO4/jCaOSVqycYg/s1600/IMG_0003-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EnbqM0lWTfQ/TyLJoTjYD5I/AAAAAAAAEO4/jCaOSVqycYg/s400/IMG_0003-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702341772485070738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-S_PzKrmALIA/TyLJUYmmXtI/AAAAAAAAEOs/b-Z26JNMw6A/s1600/IMG_0005.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-S_PzKrmALIA/TyLJUYmmXtI/AAAAAAAAEOs/b-Z26JNMw6A/s400/IMG_0005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702341430243385042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               Probabilmente non aveva pensato proprio a niente iniziando  a  colpire,  si era semplicemente sentito attraversare da una  fenomenale  scarica  elettrica, che aveva subito generato un impulso del  tutto  irresistibile,  la furia cieca e inumana. Era rimasto immobile e  in  silenzio per quasi  tutta la sera, chiuso nella sua camera da letto  con  una bottiglia di  birra e la televisione, nell’attesa che quelle  donne  con poco cervello,  rimaste in cucina per una delle riunioni  settimanali  che tenevano  regolarmente, la finissero con quei loro  discorsi  monotoni e  insopportabili.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               A un certo punto, sentendo forse dire il suo nome nella   stanza dove  stavano tutte, gli era venuta addirittura voglia di uscire,   andarsene a  respirare un po’ d’aria fresca fuori da lì, ma non aveva   avuto il  coraggio di farsi vedere, di mostrare a quelle donne che lui   si era  chiuso dentro una stanza, che stava lì come uno scemo, e non   aveva  niente di meglio da fare. Così, con il volume audio al minimo,   era  tornato a cercare qualche programma alla televisione, senza trovare    niente di niente, niente che gli potesse togliere il disagio che    continuava a provare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               Poi aveva appoggiato l’orecchio alla porta, come per   cercare di  comprendere il motivo di tanto parlare, ma aveva capito ben   poco, se non  che sua moglie interveniva soltanto ogni tanto per   confermare qualcosa  che dicevano le altre, giusto per dire, e con voce   più bassa di tutte,  spiegando che lei era d’accordo, che si ritrovava   in tutto ciò che le  altre dicevano. A lui montavano i nervi a sentir   dire cose del genere, e  così era tornato a sdraiarsi sopra il suo   letto, e a starsene lì, senza  pensieri, senza nulla da fare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Tutto    quel ritrovarsi nei ragionamenti degli altri era assurdo, pensava.    Impossibile credere che le proprie opinioni fossero così condivisibili,    ognuno aveva la propria storia, idee differenti dagli altri, un  proprio   diverso punto di vista. C’era qualcosa di sbagliato in tutta  quella   faccenda, più ci rifletteva e più ne era sicuro, ma la cosa più    importante di tutto era adesso smettere completamente di pensare,    lasciare che quelle faccende proseguissero per proprio conto,    svaporassero nella bocca di quelle povere deficienti, almeno fino a    quando non fossero davvero diventate un problema anche per lui.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Era    difficile persino dire agli amici che a casa sua accadevano cose del    genere: anzi, se ne era sempre guardato bene dallo spiegare ai ragazzi    del bar che sua moglie faceva parte di un gruppo dove si affrontavano    quelle scemenze, e si perdevano dei pomeriggi interi a parlare di  fatti e   circostanze che parevano inventati apposta per rovinare  l’equilibrio   della famiglia. Se ne sarebbe addirittura vergognato se  qualcuno avesse   sospettato una cosa del genere, e per questo fino ad  allora aveva  sempre  preferito far finta di niente, come se quelle  riunioni non   riguardassero minimamente anche sua moglie. Così, quando  lei aprì uno   spiraglio della porta di camera per chiedergli di andare  di là, a   parlare un momento con quelle sue amiche, lui rimase di  sasso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ascoltò    quasi in silenzio quello che avevano da dirgli quelle galline, non si    preoccupò neppure di rispondere alle cose che gli venivano chieste, e    poi lasciò che gli si stampasse sul viso il sorrisetto di chi sa    benissimo a quale gioco stessero giocando tutte quante, ed attendesse    soltanto che lo lasciassero in pace, perché lui non ci cascava in certi    tranelli, non era assolutamente il tipo che si faceva mettere sotto da    tre o quattro femmine, con tutti i loro discorsi. Fu poco dopo,  quando   tutte se n’erano ormai andate, che gli parve di non poter  sopportare  più  quella storia. Aveva preso un’altra birra dal frigo,  l’aveva aperta  in  silenzio, ne aveva bevuto già qualche sorso, e  quando sua moglie  fece  per passargli vicino, lui seppe d’improvviso  che era lei il centro  di  tutti i suoi affanni, di tutti i malesseri  che spesso provava. Col  primo  schiaffo la gettò a terra, ma solo  quando la prese a pedate, con  tutta  la forza che aveva, sentì la forza  di chi ha tutte le ragioni del  mondo:  non c’era neppure bisogno di  dire qualcosa, era evidente che  lui aveva  ragione.&lt;span style="text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; Bruno Magnolfi &lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/le-ragioni-profonde.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;   &lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-6402623000271906888?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/6402623000271906888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/le-ragioni-profonde_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6402623000271906888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6402623000271906888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/le-ragioni-profonde_27.html' title='Le ragioni profonde.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EnbqM0lWTfQ/TyLJoTjYD5I/AAAAAAAAEO4/jCaOSVqycYg/s72-c/IMG_0003-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-98518951871283489</id><published>2012-01-24T07:11:00.000-08:00</published><updated>2012-01-24T07:12:16.873-08:00</updated><title type='text'>La gravità degli eventi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ErkRYas2e8Q/Tx7KIwOsrDI/AAAAAAAAEM0/ezSYmjp_lb4/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ErkRYas2e8Q/Tx7KIwOsrDI/AAAAAAAAEM0/ezSYmjp_lb4/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701216430031940658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://magnonove.myblog.it/archive/2012/01/23/la-gravita-degli-eventi.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            La donna  guidava con prudenza la vecchia automobile. Il marito, seduto al suo  fianco, aveva sonnecchiato per parecchi chilometri, fino a dimenticarsi  quasi del tutto il motivo del loro viaggio. Il piccolo dolore ad un  piede che aveva provato al momento di indossare le scarpe, forse un po’  troppo nuove, si era attenuato poco per volta, fino quasi a scomparire  del tutto durante il viaggio iniziato col buio. Fuori dai finestrini  aveva albeggiato da poco, e la giornata era apparsa grigia, ricca di  nuvole e di uggia. Lui aveva tolto la scarpa, poi era tornato a  indossarla.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Lei aveva  ripassato mentalmente più volte le frasi di circostanza da dire ai  cugini, ai cognati, a tutti quei parenti che non ricordava neppure di  conoscere, o aveva visto soltanto nel giorno lontano del suo matrimonio,  ma che proprio da lei forse aspettavano qualche parola significativa.  La cerimonia era fissata alle undici, loro sarebbero arrivati nel  piccolo paese presumibilmente poco dopo le nove. Tutto continuava a  snodarsi con regolarità, poi lui aveva aperto un po’ gli occhi, aveva  osservato il profilo di sua moglie, infine aveva chiesto di fermarsi ad  un bar, giusto per concedersi un caffè e smuovere i piedi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Va bene,  aveva detto lei, c’è una stazione di servizio fra tre o quattro  chilometri. Erano rimasti in silenzio, lei aveva percorso l’ultimo  tratto di strada concentrata sulla sua guida, poi aveva azionato  l’indicatore di direzione, la macchina aveva accostato rallentando, e  infine si era fermata, lasciando nell’aria un silenzio vagamente  antipatico. Lui era sceso nell’aria nebbiosa sbattendo il proprio  sportello, lei aveva atteso ancora un momento, come per raccogliere  tutte le idee. Un’angoscia sottile pareva vorticare davanti a  quell’autogrill, erano entrati all’interno modulando una certa  normalità, la donna aveva subito detto, evitando di voltarsi, di  ordinarle un caffè mentre andava un momento nel bagno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’uomo  aveva appoggiato i gomiti sopra al bancone del bar, aveva ordinato il  paio di caffè, poi si era concentrato sulle bottiglie di liquore alle  spalle del cameriere. Provava come un costante ronzio dentro alle  orecchie, un vago senso di appannato gli passava sugli occhi, e in  quella fase, aveva lasciato trascorrere diversi minuti, forse anche in  numero maggiore di ciò che poteva sembrare necessario. Si era guardato  attorno, aveva sorseggiato il suo caffè avanti che si raffreddasse, poi  aveva mosso qualche passo verso la porta chiusa delle toilettes.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Era  tornato al bancone, aveva atteso ancora qualche minuto, infine era  tornato verso la porta, era entrato lentamente, era andato verso il  settore destinato alle donne, aveva detto soltanto impersonalmente:  tutto bene?, nel silenzio completo dei piccoli locali. La risposta  mancata lo aveva allertato, così era tornato verso il bancone, aveva  spiegato ad una ragazza del bar che forse era il caso di controllare  qualcosa che pareva non andare. Infine era tornato a guardare soltanto  per un attimo la superficie lucida delle bottiglie di liquore, ed era  rimasto così, senza voltarsi, cosciente che qualcosa di grave era  sicuramente accaduto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-98518951871283489?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/98518951871283489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-gravita-degli-eventi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/98518951871283489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/98518951871283489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-gravita-degli-eventi.html' title='La gravità degli eventi.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ErkRYas2e8Q/Tx7KIwOsrDI/AAAAAAAAEM0/ezSYmjp_lb4/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7539922178377784304</id><published>2012-01-24T07:09:00.000-08:00</published><updated>2012-01-24T07:10:44.042-08:00</updated><title type='text'>Raggiunta libertà.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ehVt_cmUFw0/Tx7J7ucA_aI/AAAAAAAAEMo/uMtbkTlhjTE/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ehVt_cmUFw0/Tx7J7ucA_aI/AAAAAAAAEMo/uMtbkTlhjTE/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701216206212627874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                          &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Continuavo,  a momenti, a sentire l’infido e leggero dolore dell’ago nel polso, e la  presenza di quel corpo estraneo che mi avevano introdotto dal naso,  fino ad ingombrarmi la gola. Ero tornato a svegliarmi, tempestato da  chiazze di colore che vedevo allargarsi nella mia testa, e la coscienza  del tempo rimasto in sospeso, un vuoto pneumatico, colmo di niente,  unita alla sensazione di dover quasi attendere senza impazienza l’arrivo  di una leggera sfumatura ulteriore, di una tonalità cromatica  incomprensibile, almeno al momento.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Non  avevo alcuna voglia di immaginarmi quel letto d’ospedale su cui ero  disteso, quegli strumenti elettronici, che mostravano e facevano sentire  ad ogni secondo la propria presenza fin troppo razionale, capace di  organizzare e sancire qualsiasi variazione, qualunque debole differenza  tra un prima ed un dopo. Lasciavo le palpebre degli occhi abbassate,  quasi al limite, nell’offrire alla debole vista soltanto uno spicchio  del campo visivo di fronte, giusto lo spiraglio sufficiente a captare la  luce del giorno sulla parete, un piacevole riverbero diffuso del sole,  che da qualche parte continuava tranquillamente a brillare, ne ero più  che sicuro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ero  da solo nella cameretta, ed avevo intravisto un’infermiera, una persona  che non conoscevo, venire a consultare, ogni cinque minuti, il responso  di quegli strumenti, controllare le flebo, gli aghi, i tubicini, tutti  quei piccoli oggetti invasivi che mi tenevano in vita, quella vita così  compromessa. Contavo fra me ogni tanto i respiri che ancora riuscivo a  produrre: il meccanismo del corpo era al limite, ne ero consapevole, la  situazione stava sfuggendo di mano, inutile illudersi, eppure, privo di  qualsiasi desiderio, valutavo ancora quei piccoli indizi, quel surrogato  di niente, che forse stupidamente, una volta di più, cercavo di  assaporare .&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;In  mezzo alle ciglia dei miei occhi, il mondo che riuscivo a vedere era in  qualche maniera già privo di me: in poco tempo al mio posto ci sarebbe  stato qualcun altro ad occupare quel letto; e chissà in quanti sarebbero  ancora passati da lì nei mesi a venire, e forse tutti quanti avremmo  avuto gli stessi pensieri, le medesime sensazioni, come se  un’ordinarietà, fino ad allora quasi incomprensibile, fosse riuscita a  plasmarci, proprio per farci provare le medesime cose, instillare degli  identici effetti. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Sentivo  l’ago, vedevo la luce, intuivo la superficie delle lenzuola: lo scopo  principale restava almeno non provare dolore, illudersi che quel  passaggio intrapreso senza gran sofferenza, fosse in questo modo più  umano, più caritatevole, maggiormente accettabile. Andarsene da soli, in  un luogo così impersonale, aveva comunque il suo fascino, questo  sarebbe stato un mio normale pensiero, in condizioni diverse, se non  fossi stato impegnato in riflessioni lontane.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;All’improvviso  il dolore dell’ago si era mostrato come l’unica cosa che riuscissi a  sentire, della luce filtrante dalla finestra ormai non mi interessava  più niente, era come un grido quello che avrei voluto rendere pubblico,  ma le forze non erano per nulla capaci di permettermi un’attività di  quel genere. Restavo immobile, come unica cosa da fare, chiudevo le  palpebre degli occhi, mi concentravo sull’ultimo sottile dolore che  riuscivo a provare, fino a quando anche quello smise di tormentarmi, con  grande sollievo, lasciandomi libero.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7539922178377784304?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7539922178377784304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/raggiunta-liberta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7539922178377784304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7539922178377784304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/raggiunta-liberta.html' title='Raggiunta libertà.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ehVt_cmUFw0/Tx7J7ucA_aI/AAAAAAAAEMo/uMtbkTlhjTE/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8602215382832561276</id><published>2012-01-21T15:10:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T15:11:16.298-08:00</updated><title type='text'>L'acquario del mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-vkLetOAYvgc/TxtF85KHtTI/AAAAAAAAELw/-HLBk85BcpE/s1600/IMG_0002-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-vkLetOAYvgc/TxtF85KHtTI/AAAAAAAAELw/-HLBk85BcpE/s400/IMG_0002-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700226665805231410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             Fuori, la città era ostile. Lei era uscita di proposito per  affrontarla, per andare incontro a quello che oramai le pareva  inevitabile, ciò nonostante, adesso provava una leggera paura, un  disagio profondo, che dimostrava forse la sua evidente incapacità al  confronto con gli altri. Si era preparata, aveva abbandonato, dopo  averle sputate, le sue pastiglie dentro un vaso da fiori, e aveva  pensato per tempo a tutto quanto, premurandosi giusto di lasciare un  gesto di affetto verso il piccolo acquario incantato, con i suoi amati  pesciolini rossi: ne aveva accarezzato il vetro con molta lentezza, li  aveva osservati nuotare nell’acqua uno ad uno, e si era quasi divertita,  ancora una volta, ad appannarne la superficie con il proprio fiato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             La strada procedeva diritta avanti a sé, e faceva freddo, anche se si  era coperta, e aveva addirittura indossato la sciarpa, proprio quella  che normalmente le opprimeva il collo e non sopportava. Scendendo le  scale non aveva incontrato nessuno, ma forse, pensava con leggero  piacere: adesso qualcuno probabilmente si sarà già reso conto della mia  assenza. Sicuramente, per procedere avanti, lei camminava, ne aveva una  vaga coscienza, ma era come se il marciapiede le si srotolasse via sotto  ai piedi, ed il resto, gli alberi, le case, i portoni dei palazzi,  tutto quanto semplicemente le scivolasse vicino, come in una prospettiva  inventata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             Lungo il viale aveva incontrato soltanto due o tre persone a piedi, ma  non le aveva guardate, si era anzi voltata dall’altra parte, proprio per  non dover dire ciò che pensava di loro, di tutti quanti. Poi aveva  visto una panchina vuota e si era seduta. Era sicura di avere la forza e  l’energia sufficienti per riuscire a combattere contro qualsiasi cosa  fosse venuta a sfidarla, però non voleva guardare attorno a sé, le  bastava osservare qualcosa sul marciapiede, e sapere che lei era lì,  decisa, con le idee chiare. Aveva visto due bambini che si avvicinavano,  così aveva nascosto la faccia dentro alle mani, ma quelli si erano  fermati, avevano cercato di guardarla con maggiore curiosità, e prima  che arrivasse la mamma, lei aveva già perduto la capacità di ignorarli. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             Si era messa ad urlare, ad un tratto, che andassero via, via da lì, che  voleva stare da sola, che non c’era proprio niente da continuare a  guardare, e quei bambini, impauriti, erano andati verso la mamma, ma lei  oramai aveva sentito che la crisi la stava prendendo, che non sarebbe  riuscita a resistere, che tutto le stava vorticando intorno alla testa, e  che la strada e il marciapiede si attorcigliavano tra loro senza che  potesse far niente. Le erano tremate le gambe, le braccia, aveva dovuto  quasi sdraiarsi sulla panchina, ma non era intervenuto nessuno, e così,  poco alla volta, in pochi minuti, le era passata la crisi, e tutte le  cose avevano ripreso a funzionare in maniera quasi normale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             Infine lei si era alzata, aveva mosso due o tre passi in avanti, poi  aveva atteso il primo passante. Quello camminava senza problemi, come un  soldato convinto delle proprie risorse: le sue scarpe erano lucide, il  cappotto abbottonato, il suo respiro rilasciava nell’aria una nuvoletta  di vapore sfogliata immediatamente dal vento. Lei pensò a sé, ai suoi  pesciolini nudi nell’acqua, ed ebbe un moto di rabbia. Rimase ferma più a  lungo di quanto si sarebbe aspettata, e quando il passante riuscì a  superarla, lei rimase incapace di qualsiasi offensiva immaginata fino ad  allora, come se avesse perso l’energia sufficiente, o la capacità di  sapere che cosa davvero era importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;             Tornò a sedersi sulla panchina ancora vuota, si concentrò sul nuoto dei  suoi pesciolini che adesso quasi vedeva muoversi da qualche parte, con  le loro piccole code guizzanti, e quando arrivò l'ambulanza con quelle  persone gentili, seppe che poco dopo li avrebbe rivisti, e questo fu  sufficiente a farla felice.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;            Bruno Magnolfi  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8602215382832561276?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8602215382832561276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/lacquario-del-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8602215382832561276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8602215382832561276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/lacquario-del-mondo.html' title='L&apos;acquario del mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vkLetOAYvgc/TxtF85KHtTI/AAAAAAAAELw/-HLBk85BcpE/s72-c/IMG_0002-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7769529130791425774</id><published>2012-01-18T14:48:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T14:49:24.120-08:00</updated><title type='text'>Nuda proprietà.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-LwI6BVvZeuI/TxdMUMfCxLI/AAAAAAAAELU/mc4Gwe3ZZK8/s1600/IMG_0002-3.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-LwI6BVvZeuI/TxdMUMfCxLI/AAAAAAAAELU/mc4Gwe3ZZK8/s400/IMG_0002-3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699107763293177010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Parlavano, quasi come se il tempo, almeno in quella stanza, avesse  interrotto il suo corso, e le parole, centellinate senza alcuna fretta,  scandissero a modo loro quel pomeriggio. Lei diceva che si sentiva stufa  della situazione, che avrebbe voluto vedere un certo rinnovamento,  delle nuove idee, nuovi modi di essere in tutti coloro che la  circondavano, senza precisare nient’altro. Diceva: qualcosa dovrà pur  succedere, tutto quanto non può restare identico all’infinito. Poi si  era mossa nervosamente nella stanza, infine era andata a sedersi, come  cercando dentro di sé una calma maggiore, nell’attesa che almeno si  annuisse alle sue convinzioni. I miei pensieri sono forgiati in un  metallo pesante e indistruttibile, pensava, sono certa delle mie  riflessioni, non vedo niente in grado di cambiare ciò di cui sono  convinta.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Lui allora aveva detto qualcosa tanto per alleggerire la situazione:  non c’è niente che imprigioni le idee, se non la convinzione che non  possa esistere altro di maggiormente adeguato alla realtà che non sia il  proprio pensiero. Aveva parlato quasi sottovoce, come a se stesso, e  intanto si era alzato, e aveva girato lentamente nel grande soggiorno,  quasi la verità fosse là dentro, forse in un angolo, magari proprio tra  un mobile di legno e una parete, ma poi era tornato a sedersi, proprio  dov’era stato seduto fino ad allora, sulla grande e comoda poltrona che  prediligeva.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Lei   lo aveva osservato, aveva forse intravisto qualcosa di ridicolo in quei  modi, ma di quel suo piccolo pensiero non era neppure riuscita a  spiegarsene il vero motivo. Poi  aveva aperto una vecchia rivista  illustrata, rimasta da qualche giorno sul  tavolinetto lì accanto,  limitandosi a voltare le pagine e ad osservarle, ma con distacco, quasi   con  disinteresse. Certe  volte  invidio  la  tua  calma,  aveva   detto; ma è evidente che in un momento così sarebbe auspicabile per  tutti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ad  un tratto era squillato il telefono, e lui aveva risposto senza  spostarsi minimamente da dove si trovava. Lei aveva osservato  l’espressione consueta che gli si era formata sul viso, e il debole  sorriso che aveva formato nel dire: buonasera Fabrizio, ci sono novità?  Poi era rimasto in silenzio, ascoltando con attenzione quanto gli veniva  riferito. Era difficile per lei comprendere qualcosa dai suoi gesti  oppure dagli sguardi, ma ugualmente cercava di tradurre in pensiero  quanto poteva soltanto immaginare. Lui aveva detto: si potrebbe  tentare…, senza che fosse chiaro a che cosa si riferisse; ma quel senso  di debole speranza compresa in quelle parole, era già sufficiente a  farle immaginare qualcosa di positivo, un cambiamento, una spinta verso  una nuova direzione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Appoggiò  la rivista e tornò ad alzarsi dalla sua poltrona, si avvicinò alla  finestra, osservò la serata imminente tra gli alberi del piccolo parco  di fronte, e attese che la telefonata si concludesse con dei saluti  ordinari. Non ci sono molte speranze, disse lui dopo una piccola pausa.  Fabrizio dice che le cose sono ormai compromesse, per ora è salutare per  noi continuare a non farci vedere in azienda, ma secondo lui per domani  potrebbe essere addirittura auspicabile per noi allontanarsi dalla  città. Lei parve punta con uno spillo, si volse di scatto e lo osservò  con occhi quasi sgranati. E’ inammissibile, disse. Ci dovrà pur essere  una soluzione diversa. Un silenzio di piombo si introdusse velocemente  dentro al salone, lui continuava ad osservare qualcosa sul pavimento,  lei a seguirne il profilo. Siamo spacciati, disse con un filo di voce,  come parlando a se stesso; possiamo soltanto defilarci, i soldi e le  proprietà fortunatamente sono già ben al sicuro.&lt;span style="text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7769529130791425774?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7769529130791425774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/nuda-proprieta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7769529130791425774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7769529130791425774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/nuda-proprieta.html' title='Nuda proprietà.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-LwI6BVvZeuI/TxdMUMfCxLI/AAAAAAAAELU/mc4Gwe3ZZK8/s72-c/IMG_0002-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5462645522243337557</id><published>2012-01-14T14:15:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T14:16:55.811-08:00</updated><title type='text'>Vicino all'orizzonte.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Z-HCIrojo8Y/TxH-sSk5U0I/AAAAAAAAEKk/vMQtRsJESPg/s1600/IMG_0005.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Z-HCIrojo8Y/TxH-sSk5U0I/AAAAAAAAEKk/vMQtRsJESPg/s400/IMG_0005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697615040454677314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;       &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Certe  volte Ernesto se ne sta lì, seduto su quella vecchia panca di legno,  accosto ad una baracca in disuso, a guardare il mare poco lontano in  quelle mille pennellate di luce del sole quasi al tramonto. Non c’è  niente di strano, a lui è sempre piaciuta quell’ora del pomeriggio,  quando la giornata si appresta a calare sull’acqua: in quegli attimi gli  tornano a mente tante piccole cose della sua gioventù, forse piccoli  eventi che nella sua mente si sono ormai trasformate, ma cosa importa,  quei particolari sono diventati soltanto più dolci, adesso, privi  dell’asprezza che avevano un tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Poi si  alza, fa un gesto con la sua mano aperta, e se ne va verso casa: non ha  alcuna importanza che qualcuno lo ritenga soltanto un vecchio da solo,  uno che non riesce neppure a stare con gli altri. Lui si guarda ogni  sera ancora un po’ attorno, riflette ancora qualcosa prima di rientrare  nella sua abitazione, e sa per certo che tutta la sua vita è ciò che  riesce ancora a pensare, quel che riesce a immaginarsi una volta di più,  proiettata in fondo a quell’orizzonte di mare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5462645522243337557?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5462645522243337557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/vicino-allorizzonte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5462645522243337557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5462645522243337557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/vicino-allorizzonte.html' title='Vicino all&apos;orizzonte.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Z-HCIrojo8Y/TxH-sSk5U0I/AAAAAAAAEKk/vMQtRsJESPg/s72-c/IMG_0005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-526289554895647141</id><published>2012-01-14T10:25:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T10:27:32.196-08:00</updated><title type='text'>Bambino triste</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-ks7WQTyWcjc/TxHI9_FfneI/AAAAAAAAEKY/Udgn0BVVJI4/s1600/IMG_0004.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ks7WQTyWcjc/TxHI9_FfneI/AAAAAAAAEKY/Udgn0BVVJI4/s400/IMG_0004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697555970832440802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="submitted"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;    &lt;/div&gt; &lt;div&gt;               Oltre lo stradone polveroso che costeggiava un fosso  d’acqua nera e piena di immondizia, non c’era niente, solo terreni  abbandonati su cui spuntavano erbacce e ciuffi di canne mezze marce.  L’accampamento dei nomadi si trovava poco più avanti, e non si capiva  come facesse quella gente a vivere lì, in una zona così insana,  maleodorante, anche se nessuno in fondo se ne preoccupava veramente.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;   &lt;div&gt;               I ragazzetti che abitavano negli ultimi palazzoni popolari  della periferia, certe volte si spingevano tutti insieme fino da quelle  parti, forse per semplice curiosità, oppure per andare a vedere le  persone più disgraziate di loro, o soltanto per gioire nel rendersi  conto delle miserie che vedevano. Insieme agli altri andava anche lui,  ma in genere restava indietro di un passo o due mentre tutti  camminavano, e la maggior parte delle volte non diceva niente, a meno  che uno degli altri ragazzi non gli chiedesse qualche cosa.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;               Lui era sempre stato così, si era sempre comportato in  quel modo, non gli interessava raccontare le proprie cose a tutti come  facevano loro, piuttosto preferiva rimanersene in silenzio, osservarsi  attorno, ogni tanto, guardare le scarpe degli altri che gli camminavano  davanti, e fantasticare su qualcosa, qualcosa che spesso non sapeva  neppure lui che cosa fosse.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;               Un giorno gli altri si erano nascosti là vicino per tirare  sassi contro le baracche dei nomadi, ma lui no, a lui non interessavano  cose di quel genere, lui non aveva mai sentito dentro di sé la  necessità dell’azione, fare a botte, misurarsi nella corsa e cose di  quel genere; gli era sufficiente starsene vicino agli altri e perdersi  per tutto il tempo nei suoi pensieri strampalati.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;               Così, in un giorno in cui era uscito di casa da solo e  camminava lentamente senza meta, quando qualcuno incontrandolo gli aveva  chiesto dove fossero i suoi amici, lui aveva risposto con semplicità  che non ne aveva di amici, che non ne aveva mai avuti, e che forse il  suo modo di essere non gli avrebbe mai permesso neppure di averne.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;               Questa cosa si seppe, e allora i ragazzi iniziarono a  portarlo in giro con loro anche più spesso, cercarono di farlo  sorridere, di fargli vedere le cose più divertenti di cui erano a  conoscenza, ma lui, per quel periodo, si limitò a seguirli in silenzio  come aveva sempre fatto, fino a quando un giorno si fermò sullo stradone  polveroso, vicino al campo nomadi, e rimase lì immobile, soltanto per  dire: anch’io, quando sarò più grande, voglio costruirmi una baracca, e  venire a vivere qui, insieme a questa gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Magnolfi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;    &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-526289554895647141?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/526289554895647141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/bambino-triste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/526289554895647141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/526289554895647141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/bambino-triste.html' title='Bambino triste'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ks7WQTyWcjc/TxHI9_FfneI/AAAAAAAAEKY/Udgn0BVVJI4/s72-c/IMG_0004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4629329331526879880</id><published>2012-01-14T05:35:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T05:36:35.594-08:00</updated><title type='text'>L'osservazione attenta del mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-kbD528hpfNQ/TxGEtaXdv5I/AAAAAAAAEJ0/jCTCzeTqw9c/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-kbD528hpfNQ/TxGEtaXdv5I/AAAAAAAAEJ0/jCTCzeTqw9c/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697480919307108242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;L'osservazione attenta del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Silenzio. Pierre si muove leggermente sulla sua sedia, poi  torna ad osservare qualcosa fuori dalla finestra. Se ne sono andati  tutti, adesso, li ha seguiti con lo sguardo fino a quando non hanno  svoltato oltre l’angolo, in fondo alla strada, e sono spiriti di colpo  dalla sua vista. Sono ragazzi normali, che passano un’ora o due al  pomeriggio in quei giardinetti proprio lì accanto, a raccontarsi chissà  cosa, magari delle storie un po’ buffe, tanto per farsi tutti assieme  delle belle risate ogni tanto. A Pierre piace guardarli dalla finestra,  non c’è niente di male, pensa a volte tra sé, osserva quei gesti, quelle  espressioni, ed è per lui quasi come essere lì, insieme a loro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’altro  giorno due si sono litigati, hanno alzato la voce e si sono scambiati  persino qualche spintone. Non c’è niente da meravigliarsi, pensa Pierre,  certe volte possono capitare cose del genere. Sono piccole prove per  mostrare il carattere, la personalità, e nient’altro. Lui ha continuato  ad osservarli da dietro la tenda, si sentiva forse di patteggiare per  uno piuttosto che l’altro, ma ha cercato di restare neutrale. Poi tutto è  rientrato, ognuno di loro è riuscito a porre un limite a quel  confronto, persino quelli che sono rimasti in disparte, quelli che erano  rimasti soltanto a guardare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Un paio di  volte Pierre è passato quasi con indifferenza da quel giardino, proprio  nell’ora quando c’erano tutti: voleva sentire le loro voci, osservare  più da vicino quei ragazzi non ancora maturi, comprendere meglio i loro  gesti e quei loro atteggiamenti. Ma è difficile per lui mostrarsi serio e  disinteressato, con la testa magari dentro le nuvole, come un passante  qualsiasi. Conosce ormai quasi tutti, persino i loro comportamenti, i  loro modi, e allora quelle volte è soltanto rimasto lì, ad osservarli  più da vicino, ma qualcuno di loro lo ha forse notato, si è girato di  spalle sollevandosi dalla panchina, per dire agli altri, magari,  qualcosa di spiacevole nei suoi confronti. Gli altri ragazzi  probabilmente hanno guardato Pierre, hanno puntato gli occhi su di lui  come sopra una bestia strana, lui che si sente così ordinario, normale, e  lo hanno fatto fuggire con quel loro atteggiamento, anche se in fondo  lui non ha capito del tutto neppure il perché.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Sono stato  a lungo ammalato, quando avevo proprio la vostra età, avrebbe potuto  inventarsi così, su due piedi, tanto per giustificare la sua curiosità.  Ma non è vero, non c’è stata nessuna malattia, niente di niente, se non  una normalissima curiosità per quei ragazzi così allegri, così pieni di  vita, tanto da riempirgli il cuore di gioia, in certi giorni, con quei  loro semplici, spontanei, buffi atteggiamenti. E’ difficile mostrarsi  attratti da quell’età senza essere subito scambiati per qualcos’altro,  intravedere rapidamente un interesse che non attraversa neppure per  scherzo il cervello di Pierre. Lui questo lo sa, così lascia correre, e  si accontenta di mettersi seduto alla finestra del suo appartamento, e  di osservare anche soltanto per qualche minuto quella gioventù che quasi  lo sfiora. Gli piace guardare e studiare quella maniera per lui  distante e istintiva di interpretare il mondo e la vita, perché è solo  questo che riesce a farlo sentire ancora un po’ vivo, capace di gioire e  meravigliarsi con loro, fuori da quella tomba in cui le abitudini della  vecchiaia lo hanno ormai rifilato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4629329331526879880?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4629329331526879880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/losservazione-attenta-del-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4629329331526879880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4629329331526879880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/losservazione-attenta-del-mondo.html' title='L&apos;osservazione attenta del mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kbD528hpfNQ/TxGEtaXdv5I/AAAAAAAAEJ0/jCTCzeTqw9c/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3990038492427796525</id><published>2012-01-12T13:50:00.000-08:00</published><updated>2012-01-12T13:51:58.876-08:00</updated><title type='text'>Un giorno storico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-z3gloqEVhfM/Tw9V90BTEdI/AAAAAAAAEJo/63sAJe4lCjw/s1600/IMG_0004-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-z3gloqEVhfM/Tw9V90BTEdI/AAAAAAAAEJo/63sAJe4lCjw/s400/IMG_0004-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696866574071435730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                          &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ci  eravamo sistemati vicini a degli altri, in un angolo ancora libero  della grande aula magna della facoltà di Lettere, occupata da un mese  dal movimento degli studenti, ed avevamo steso sul pavimento i nostri  modesti sacchi a pelo, costituendo un giaciglio abbastanza accettabile  dove passare la notte. Il giorno seguente, ed eravamo lì soltanto per  quel motivo, si sarebbe allungata lungo le strade di quella Bologna  quasi assediata, un’importante manifestazione di cui già alla vigilia si  era parlato sopra ai giornali in termini terrorizzanti, immaginando gli  scontri e le violenze che ci sarebbero state, previsioni risultate non  del tutto fondate, rispetto all’importanza del momento di cui si sarebbe  poi parlato per mesi, forse anche di più.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            In tutti i  modi ci eravamo sistemati lì, io e la Rita, e ci era quasi parso di  avere raggiunto un grande obiettivo solo per essere davvero durante quei  giorni in quella città, insieme a tutti coloro a cui ci sentivamo  vicini. Avevamo girato in lungo e in largo le strade e le piazze, per  assaporare a fondo il momento, sentirci parte di un insieme di cui  ripassavamo mentalmente le idee, le voglie, ogni intuizione, come  fossimo tutti al cospetto della fondazione del nuovo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Più tardi  ci eravamo sdraiati, in silenzio, con le luci al neon spietate lungo i  soffitti, formando cuscini con i nostri vestiti: io mi ero messo fermo,  sdraiato, ad osservare una piccola parte del pavimento vicino al mio  viso, come cercando un’immagine macro di qualcosa che sentivo dentro di  me, ma che forse non riuscivo del tutto a comprendere. Poi mi ero  accostato alla Rita, lei aveva detto qualcosa, ci eravamo stretti come  cercando di darci a vicenda una forza maggiore, e quel gioco infantile  di sciocca e leggera intimità, ci era parso improvvisamente qualcosa di  estremamente importante, forse addirittura degno di essere salvato in  mezzo ai fatti storici fondamentali a cui la nostra nazione stava  assistendo.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Qualcuno  continuava a suonare e a cantare da qualche parte nei corridoi e nelle  altre aule, altri parlavano a voce forse troppo distesa, come fosse  inutile cercare di dormire in un momento del genere: troppo febbrile la  preparazione di tutto, troppo importante ciò che stava accadendo. Alla  fine chiusi i miei occhi, con un braccio disteso fuori dal mio sacco a  pelo, fino ad abbracciare la Rita, come una certezza importante, vicino a  me, una presenza della quale probabilmente non avrei potuto fare a meno  durante quei giorni. Ricordo di avere pensato qualcosa in quegli ultimi  attimi, qualcosa che tradotto in semplici parole, poteva essere più o  meno così: scriverò un racconto su questo, domani, o quando avrò tempo;  dovrò ricordare il sapore di quello che sento, il significato di quello  che vedo, il suono di quanto riesco e riuscirò ad ascoltare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Ecco, sono  trascorsi forse troppi giorni, troppi anni e addirittura decenni, per  non risultare adesso un comportamento spudoratamente nostalgico, ma il  racconto che pensavo era questo, e anche se forse non ne valeva neppure  la pena, non ha alcuna importanza: ho compiuto un atto che mi ero  ripromesso di fare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3990038492427796525?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3990038492427796525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/un-giorno-storico_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3990038492427796525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3990038492427796525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/un-giorno-storico_12.html' title='Un giorno storico.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-z3gloqEVhfM/Tw9V90BTEdI/AAAAAAAAEJo/63sAJe4lCjw/s72-c/IMG_0004-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3939190301538691306</id><published>2012-01-12T12:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-12T12:08:30.720-08:00</updated><title type='text'>Con le mani non proprio pulite (ripresa cinematografica n. 9).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-RD7-PeywPPQ/Tw89mkbjecI/AAAAAAAAEJQ/cQN1UM7Ufhk/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RD7-PeywPPQ/Tw89mkbjecI/AAAAAAAAEJQ/cQN1UM7Ufhk/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696839786470537666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Cammino, un passo dietro l’altro, senza neppure sapere per  dove. Sto bene attento a dove metto i miei piedi, i lastricati in pietra  di questa città a volte sono un’insidia difficile da valutare. Incontro  qualcuno, persone normali, tutte da sole, strette nei loro soprabiti,  quasi a superare quel senso di inospitale che procura questa serata  umida e uggiosa, fredda, in cui l’aria stessa, come anche la superficie  di tutte le cose, appare sgradevole, distante dalla voglia di starsene  comodamente seduti dentro un locale, per esempio, oppure nella propria  abitazione, ben calda, confortevole.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Attraverso la strada, non transita alcuna vettura, gli unici rumori che  sento sono quegli stessi prodotti dalle mie scarpe sul marciapiede.  Scendo il gradino, appoggio il piede sinistro con disinvoltura, ma  proprio in quel punto la pioggia recentemente caduta ha formato una  leggera fanghiglia, sufficiente a compromettere il mio equilibrio. Cerco  di riprendermi da quella precaria condizione appoggiando velocemente a  terra l’altro piede, ma scopro all’improvviso di essere troppo vicino ad  una insidiosissima piccola pozza fangosa, e che ormai sto scivolando,  repentinamente, senza possibilità di recuperare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Per istinto allungo le mani in avanti, cerco di salvare il salvabile,  ormai devo accettare ciò che sta succedendo, non posso far altro, la mia  sbadataggine mi ha fatto giungere fino a quel punto. Mi ritrovo  disteso, lungo la strada, le mani e gli avambracci immersi in quella  scura e vischiosa fanghiglia, densa e anche fredda, quasi un prodotto  fatto apposta per sporcare qualsiasi cosa la sfiori. Cerco di rialzarmi  velocemente, sento dolore ad un braccio, ma non è niente di grave,  soltanto una piccola lussazione, nient’altro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Da lontano qualcuno mi vede, viene verso di me, mi osserva, dice  qualcosa come per mostrarmi la sua solidarietà, poi si allontana. I miei  abiti sono tutti infangati, le mani e i vestiti sgocciolano dappertutto  acqua sporca, mi sento in condizioni penose. Rimango fermo per  raccogliere un momento le idee, poi cerco in qualche tasca un fazzoletto  per ripulirmi alla meglio. Il senso di sgradevole che ho provato  sull’immediato, adesso si attenua leggermente: osservo il piano stradale  e non mi pare così odioso come in un primo momento. Sicuramente ad  altri è accaduta la medesima cosa, penso, e intanto riprendo a  camminare, anche se lentamente, continuando a strofinare le mani con il  fazzoletto. Non è poi brutto come potrebbe sembrare sporcarsi un  pochino, penso: in fondo siamo tutti un po’ sporchi, nessuno di noi può  immaginare di conservare perennemente immacolato se stesso, come fossimo  tutti degli esseri puri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Riprendo il mio passo, mi pare di avere accettato tranquillamente ciò  che è successo, ne sono contento, all’improvviso mi sento perfino  orgoglioso di avere un carattere che si adatta così facilmente a  condizioni sicuramente difficili ma inevitabili. Giro ad un angolo, poco  più avanti c’è un bar, entro dentro infangato come mi trovo, e vado a  sedermi. Il cameriere dice buonasera, io gli sorrido, chiedo una birra,  poi giro un’occhiata generale in tutto il locale: i clienti adesso mi  paiono tutti un po’ come me, sporchi; probabilmente ognuno ha una sua  macchia, cerco di riflettere, qualcosa che la rende una persona vissuta,  un cittadino come tutti noi siamo. Sono contento, penso, non c’è niente  di diverso tra me e loro, bisogna assomigliarsi per vivere bene, è  questo l’elemento più importante di tutto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;           Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3939190301538691306?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3939190301538691306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/con-le-mani-non-proprio-pulite-ripresa_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3939190301538691306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3939190301538691306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/con-le-mani-non-proprio-pulite-ripresa_12.html' title='Con le mani non proprio pulite (ripresa cinematografica n. 9).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RD7-PeywPPQ/Tw89mkbjecI/AAAAAAAAEJQ/cQN1UM7Ufhk/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7414481491074831353</id><published>2012-01-03T07:48:00.000-08:00</published><updated>2012-01-03T07:49:38.040-08:00</updated><title type='text'>La concretezza del pensiero.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3fHpP53KRtY/TwMjbv2u2OI/AAAAAAAAEHw/onjPGJCyZ1Q/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3fHpP53KRtY/TwMjbv2u2OI/AAAAAAAAEHw/onjPGJCyZ1Q/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693433313535908066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;           &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Qualcuno, dentro al locale piuttosto affollato, aveva detto a voce  abbastanza alta proprio il mio nome, quasi come volesse richiamare su di  sé almeno un po’ della mia attenzione. Ero rimasto fermo, invece, in  silenzio, proseguendo, come niente fosse stato, a leggere il mio libro  mentre prendevo il caffè. Spesso, nel pomeriggio, andavo lì, a quei  tavolini, e mi mettevo seduto, le spalle al bancone, e riflettevo su  qualche dipinto da portare avanti o da completare. Certo, come pittore  non ero così famoso da giustificare qualcosa come quello che era appena  successo, ciò nonostante ero praticamente sicuro di aver sentito  benissimo dire il mio nome dalla bocca di qualche avventore, anche se  non volevo certo voltarmi per vedere chi fosse ad avermi riconosciuto.  Ma poi non accadde più niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Attesi almeno dieci minuti, poi richiusi il mio libro, finii quel caffè  ormai quasi freddo, e mi voltai lentamente, come per ordinare ancora  qualcosa. Ma non riuscii a notare niente di strano o di diverso dal  solito, così pagai la mia consumazione al cameriere, ed uscii senza  fretta, abbottonando la giacca e calzando il cappello. Anche fuori, la  piazza, alle prime luci elettriche che si stavano già accendendo, era  bella come al solito, e non sembrava che niente di diverso fosse  intervenuto in quei pochi minuti. Guardai da più parti, cercai sulla  faccia della solita gente qualcosa di particolare che andavo forse  cercando, ma non trovai niente. Eppure, sembrava che qualcosa fosse  cambiato, forse addirittura dentro me stesso, come se qualcuno,  improvvisamente, mi avesse ricordato chi ero.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Già, forse era proprio quello il punto fondamentale: spesso mi calavo  nella realtà che osservavo in modo talmente incantato da dimenticarmi di  qualsiasi altra cosa. Mi piaceva, soprattutto, stare così in mezzo alla  gente, e osservare un modo di camminare, o una buffa espressione, e mi  interrogavo, spesso, su ciò che magari potesse mai significare.  Passeggiai con le mani dentro alle tasche per poche decine di metri, poi  tornai indietro, rientrai dentro al caffè, ed andai ad osservare quel  tavolo e la sedia dove ero rimasto seduto, come avessi dimenticato dei  guanti, lì accanto, o qualcosa del genere. Non c’era niente,  naturalmente, anzi, al mio posto si erano seduti un signore ed una  signora, ed erano intenti a parlare, tanto da non accorgersi neppure di  me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Così andai verso il banco, il cameriere mi chiese se volessi ancora  qualcosa, ma io, senza neppure lasciarlo finire, gli chiesi senza  perifrasi se lui sapesse chi ero. Certo, disse quel cameriere, la vedo  spesso qui ai nostri tavoli, è uno dei nostri più assidui clienti,  questo è per me ciò che conta, della vita fuori da qui non mi interesso  per niente, non sono certo un curioso. Non intendevo dire questo, cercai  di dire io, volevo soltanto sapere se lei conoscesse il mio nome,  nient’altro. No, signore, mi dispiace, il suo nome io non lo conosco.  Così tirai fuori di tasca, velocemente, un mio biglietto da visita, e  glielo porsi, cosa di cui, il cameriere, con una certa sorpresa, mi  ringraziò immediatamente, e arrotondando un arrivederci ed un sorriso,  scandì forte le sillabe del nome che aveva appena letto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Tornai verso la strada perplesso, girai per un po’ lungo una via di  negozi, e poi rincasai. Forse c’era un errore in tutto quanto, pensavo;  forse cercavo intorno a quel mondo che credevo, chissà per quale motivo,  di conoscere, qualcosa che di fatto non esisteva. Entrai nel mio studio  dove stazionavano sui cavalletti alcune pitture da completare. Erano  lì, le vedevo, le potevo toccare: eppure, adesso pensavo, erano così  vere, così sostanziali, così importanti, ma forse soltanto per me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7414481491074831353?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7414481491074831353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-concretezza-del-pensiero.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7414481491074831353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7414481491074831353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-concretezza-del-pensiero.html' title='La concretezza del pensiero.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3fHpP53KRtY/TwMjbv2u2OI/AAAAAAAAEHw/onjPGJCyZ1Q/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-871436066470982390</id><published>2012-01-03T07:44:00.000-08:00</published><updated>2012-01-03T07:47:46.682-08:00</updated><title type='text'>(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-t2DMkxalVlo/TwMjEipBBmI/AAAAAAAAEHk/Bpbsqwwrq60/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-t2DMkxalVlo/TwMjEipBBmI/AAAAAAAAEHk/Bpbsqwwrq60/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693432914851726946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-nzrkIPaNylA/TwMinFgy_AI/AAAAAAAAEHY/hDzSbE50dSA/s1600/IMG_0003.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-nzrkIPaNylA/TwMinFgy_AI/AAAAAAAAEHY/hDzSbE50dSA/s400/IMG_0003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693432408816417794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               La piazzetta del paese, da un anno all’altro, appariva   identica,  invariabile, con le sue panchine di legno nel centro, intorno   alle quali  erano state ricavate delle aiuole che costituivano   nell’insieme un  piccolo giardinetto, con quattro alberi di tiglio messi   in modo  simmetrico, dalle foglie verde scuro perennemente polverose.   Lui, potevi  incontrarlo lì, seduto, generalmente intento a leggere   qualche  giornale, immerso nei suoi pensieri, o certe volte impegnato a   scrivere  qualcosa sopra a dei fogli bianchi, o anche sopra qualche   vecchio  quaderno. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               Nessuno ricordava di averlo mai visto lavorare, o  occuparsi  di  qualcosa, forse un’invalidità permanente lo aveva reso  inabile a   qualsiasi attività, o forse aveva una piccola rendita che  gli permetteva   di mandare avanti le giornate così, senza uno scopo  preciso. In ogni   caso stava là, in modo assiduo, da solo, praticamente  in ogni stagione,   come se quello fosse l’unico luogo dove si trovasse  a suo agio, in  pace,  soddisfatto di sé e delle sue riflessioni. Lo  salutavamo, è  evidente,  se si incontrava lungo il marciapiede, quando  magari se ne  tornava verso  casa, ma lui rispondeva in genere con  appena un  bofonchio, segno  evidente della sua scarsa disponibilità  verso gli  altri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               Una volta dei ragazzetti gli avevano urlato dietro   qualcosa, tanto per  ridere, ma lui non si era preoccupato più del   dovuto. Si era fermato,  aveva girato indietro solo metà del suo corpo,   ed era semplicemente  rimasto lì per qualche minuto, ad osservare quel   gruppo che si  allontanava, come se già soltanto quello sguardo fosse   una punizione più  che sufficiente. La maggior parte delle volte, però,   nessuno faceva mai  troppo caso alla sua persona, come se la sua figura   fosse scontata,  facesse parte di quel panorama paesano, e non ci  fosse  da preoccuparsene  troppo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               Un giorno qualsiasi, poi, senza neppure un motivo   apparente, come fosse  per la prima volta, lui aveva iniziato a parlare.   All’improvviso chissà  che cosa era scattato dentro di lui, aveva   iniziato a fermare per  strada qualcuno, e gli chiedeva qualcosa, e poi   di seguito iniziava a  parlare di sé, delle sue convinzioni, di ciò che   pensava, a volte  addirittura anche della sua opinione sul nostro   piccolo paese. Da un  giorno all’altro aveva iniziato a parlare di tutto   con tutti, anche di  cose che non interessavano troppo, come se  dovesse  rifarsi di un lungo  periodo solitario, in cui non aveva detto  niente.  Raccontava che a lui  sarebbe piaciuto girare, andarsene a  spasso nel  mondo, e questo ai più  di noialtri sembrava praticamente  incredibile,  proprio lui che era  sempre sembrata la persona più  inamovibile tra  tutti, quasi incastrata  dentro a quelle poche  abitudini di cui aveva  fatto sfoggio da sempre.  Eppure adesso questo  diceva.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;               E infine sparì dalla strada, d’improvviso, come si fosse   stufato di  tutto, come se avesse iniziato a cercare di starsene in casa   il più a  lungo possibile. Non lo si vedeva più nella solita  piazzetta,  non si  incontrava lungo la via, ma nessuno stette davvero a   preoccuparsi di  quella sua nuova stranezza, e il fatto di non   incontrarlo sul  marciapiede, per alcuni fu quasi motivo di   alleggerimento, rispetto a  quei suoi discorsi un po’ noiosi e   inconcludenti. Così passarono alcune  settimane, forse anche di più, e   solo per caso si scoprì a un certo  punto che era partito. Allora parve   mancare di più a tutti noi, e molti  solo allora si ricordarono di   essere suoi concittadini, e qualcuno prese  quasi a parlarne con   nostalgia, come se quella assenza fosse una  perdita per coloro che lo   avevano conosciuto, anche se alla fine  parecchi paesani si abituarono   velocemente a non incontrarlo più sul  marciapiede, perché lui era   andato via veramente, e ognuno se ne dovette  fare una propria ragione:   era andato sul serio, come a qualcuno aveva  confessato di voler fare   prima o dopo, ed ora era possibile soltanto  immaginarlo in chissà quali   dei suoi giri, sicuramente a spasso nel  mondo.&lt;/p&gt;             Bruno Magnolfi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-871436066470982390?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/871436066470982390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-piazzetta-del-paese-da-un-anno_03.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/871436066470982390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/871436066470982390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-piazzetta-del-paese-da-un-anno_03.html' title='(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-t2DMkxalVlo/TwMjEipBBmI/AAAAAAAAEHk/Bpbsqwwrq60/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7190871595181042185</id><published>2012-01-02T16:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-02T16:11:35.329-08:00</updated><title type='text'>.(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-x-4RBRlNuzM/TwJHbKMC_-I/AAAAAAAAEHM/5CtypF9y8FA/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 319px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-x-4RBRlNuzM/TwJHbKMC_-I/AAAAAAAAEHM/5CtypF9y8FA/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693191410866651106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              La piazzetta del paese, da un anno all’altro, appariva  identica,  invariabile, con le sue panchine di legno nel centro, intorno  alle quali  erano state ricavate delle aiuole che costituivano  nell’insieme un  piccolo giardinetto, con quattro alberi di tiglio messi  in modo  simmetrico, dalle foglie verde scuro perennemente polverose.  Lui, potevi  incontrarlo lì, seduto, generalmente intento a leggere  qualche  giornale, immerso nei suoi pensieri, o certe volte impegnato a  scrivere  qualcosa sopra a dei fogli bianchi, o anche sopra qualche  vecchio  quaderno. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Nessuno ricordava di averlo mai visto lavorare, o occuparsi  di  qualcosa, forse un’invalidità permanente lo aveva reso inabile a   qualsiasi attività, o forse aveva una piccola rendita che gli permetteva   di mandare avanti le giornate così, senza uno scopo preciso. In ogni   caso stava là, in modo assiduo, da solo, praticamente in ogni stagione,   come se quello fosse l’unico luogo dove si trovasse a suo agio, in  pace,  soddisfatto di sé e delle sue riflessioni. Lo salutavamo, è  evidente,  se si incontrava lungo il marciapiede, quando magari se ne  tornava verso  casa, ma lui rispondeva in genere con appena un  bofonchio, segno  evidente della sua scarsa disponibilità verso gli  altri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Una volta dei ragazzetti gli avevano urlato dietro  qualcosa, tanto per  ridere, ma lui non si era preoccupato più del  dovuto. Si era fermato,  aveva girato indietro solo metà del suo corpo,  ed era semplicemente  rimasto lì per qualche minuto, ad osservare quel  gruppo che si  allontanava, come se già soltanto quello sguardo fosse  una punizione più  che sufficiente. La maggior parte delle volte, però,  nessuno faceva mai  troppo caso alla sua persona, come se la sua figura  fosse scontata,  facesse parte di quel panorama paesano, e non ci fosse  da preoccuparsene  troppo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Un giorno qualsiasi, poi, senza neppure un motivo  apparente, come fosse  per la prima volta, lui aveva iniziato a parlare.  All’improvviso chissà  che cosa era scattato dentro di lui, aveva  iniziato a fermare per  strada qualcuno, e gli chiedeva qualcosa, e poi  di seguito iniziava a  parlare di sé, delle sue convinzioni, di ciò che  pensava, a volte  addirittura anche della sua opinione sul nostro  piccolo paese. Da un  giorno all’altro aveva iniziato a parlare di tutto  con tutti, anche di  cose che non interessavano troppo, come se dovesse  rifarsi di un lungo  periodo solitario, in cui non aveva detto niente.  Raccontava che a lui  sarebbe piaciuto girare, andarsene a spasso nel  mondo, e questo ai più  di noialtri sembrava praticamente incredibile,  proprio lui che era  sempre sembrata la persona più inamovibile tra  tutti, quasi incastrata  dentro a quelle poche abitudini di cui aveva  fatto sfoggio da sempre.  Eppure adesso questo diceva.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              E infine sparì dalla strada, d’improvviso, come si fosse  stufato di  tutto, come se avesse iniziato a cercare di starsene in casa  il più a  lungo possibile. Non lo si vedeva più nella solita piazzetta,  non si  incontrava lungo la via, ma nessuno stette davvero a  preoccuparsi di  quella sua nuova stranezza, e il fatto di non  incontrarlo sul  marciapiede, per alcuni fu quasi motivo di  alleggerimento, rispetto a  quei suoi discorsi un po’ noiosi e  inconcludenti. Così passarono alcune  settimane, forse anche di più, e  solo per caso si scoprì a un certo  punto che era partito. Allora parve  mancare di più a tutti noi, e molti  solo allora si ricordarono di  essere suoi concittadini, e qualcuno prese  quasi a parlarne con  nostalgia, come se quella assenza fosse una  perdita per coloro che lo  avevano conosciuto, anche se alla fine  parecchi paesani si abituarono  velocemente a non incontrarlo più sul  marciapiede, perché lui era  andato via veramente, e ognuno se ne dovette  fare una propria ragione:  era andato sul serio, come a qualcuno aveva  confessato di voler fare  prima o dopo, ed ora era possibile soltanto  immaginarlo in chissà quali  dei suoi giri, sicuramente a spasso nel  mondo.&lt;/p&gt;             Bruno Magnolfi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7190871595181042185?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7190871595181042185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-piazzetta-del-paese-da-un-anno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7190871595181042185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7190871595181042185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/la-piazzetta-del-paese-da-un-anno.html' title='.(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-x-4RBRlNuzM/TwJHbKMC_-I/AAAAAAAAEHM/5CtypF9y8FA/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3457695687614131634</id><published>2012-01-01T12:29:00.000-08:00</published><updated>2012-01-01T12:31:04.676-08:00</updated><title type='text'>(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-dBR33fSrgnk/TwDCZ9ztHcI/AAAAAAAAEHA/ogkJATX1Rl8/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dBR33fSrgnk/TwDCZ9ztHcI/AAAAAAAAEHA/ogkJATX1Rl8/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692763680340254146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             La piazzetta del paese, da un anno all’altro, appariva identica,  invariabile, con le sue panchine di legno nel centro, intorno alle quali  erano state ricavate delle aiuole che costituivano nell’insieme un  piccolo giardinetto, con quattro alberi di tiglio messi in modo  simmetrico, dalle foglie verde scuro perennemente polverose. Lui, potevi  incontrarlo lì, seduto, generalmente intento a leggere qualche  giornale, immerso nei suoi pensieri, o certe volte impegnato a scrivere  qualcosa sopra a dei fogli bianchi, o anche sopra qualche vecchio  quaderno. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Nessuno ricordava di averlo mai visto lavorare, o occuparsi di  qualcosa, forse un’invalidità permanente lo aveva reso inabile a  qualsiasi attività, o forse aveva una piccola rendita che gli permetteva  di mandare avanti le giornate così, senza uno scopo preciso. In ogni  caso stava là, in modo assiduo, da solo, praticamente in ogni stagione,  come se quello fosse l’unico luogo dove si trovasse a suo agio, in pace,  soddisfatto di sé e delle sue riflessioni. Lo salutavamo, è evidente,  se si incontrava lungo il marciapiede, quando magari se ne tornava verso  casa, ma lui rispondeva in genere con appena un bofonchio, segno  evidente della sua scarsa disponibilità verso gli altri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Una volta dei ragazzetti gli avevano urlato dietro qualcosa, tanto per  ridere, ma lui non si era preoccupato più del dovuto. Si era fermato,  aveva girato indietro solo metà del suo corpo, ed era semplicemente  rimasto lì per qualche minuto, ad osservare quel gruppo che si  allontanava, come se già soltanto quello sguardo fosse una punizione più  che sufficiente. La maggior parte delle volte, però, nessuno faceva mai  troppo caso alla sua persona, come se la sua figura fosse scontata,  facesse parte di quel panorama paesano, e non ci fosse da preoccuparsene  troppo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Un giorno qualsiasi, poi, senza neppure un motivo apparente, come fosse  per la prima volta, lui aveva iniziato a parlare. All’improvviso chissà  che cosa era scattato dentro di lui, aveva iniziato a fermare per  strada qualcuno, e gli chiedeva qualcosa, e poi di seguito iniziava a  parlare di sé, delle sue convinzioni, di ciò che pensava, a volte  addirittura anche della sua opinione sul nostro piccolo paese. Da un  giorno all’altro aveva iniziato a parlare di tutto con tutti, anche di  cose che non interessavano troppo, come se dovesse rifarsi di un lungo  periodo solitario, in cui non aveva detto niente. Raccontava che a lui  sarebbe piaciuto girare, andarsene a spasso nel mondo, e questo ai più  di noialtri sembrava praticamente incredibile, proprio lui che era  sempre sembrata la persona più inamovibile tra tutti, quasi incastrata  dentro a quelle poche abitudini di cui aveva fatto sfoggio da sempre.  Eppure adesso questo diceva.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             E infine sparì dalla strada, d’improvviso, come si fosse stufato di  tutto, come se avesse iniziato a cercare di starsene in casa il più a  lungo possibile. Non lo si vedeva più nella solita piazzetta, non si  incontrava lungo la via, ma nessuno stette davvero a preoccuparsi di  quella sua nuova stranezza, e il fatto di non incontrarlo sul  marciapiede, per alcuni fu quasi motivo di alleggerimento, rispetto a  quei suoi discorsi un po’ noiosi e inconcludenti. Così passarono alcune  settimane, forse anche di più, e solo per caso si scoprì a un certo  punto che era partito. Allora parve mancare di più a tutti noi, e molti  solo allora si ricordarono di essere suoi concittadini, e qualcuno prese  quasi a parlarne con nostalgia, come se quella assenza fosse una  perdita per coloro che lo avevano conosciuto, anche se alla fine  parecchi paesani si abituarono velocemente a non incontrarlo più sul  marciapiede, perché lui era andato via veramente, e ognuno se ne dovette  fare una propria ragione: era andato sul serio, come a qualcuno aveva  confessato di voler fare prima o dopo, ed ora era possibile soltanto  immaginarlo in chissà quali dei suoi giri, sicuramente a spasso nel  mondo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3457695687614131634?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3457695687614131634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/profilo-n-15-spasso-nel-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3457695687614131634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3457695687614131634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2012/01/profilo-n-15-spasso-nel-mondo.html' title='(Profilo n. 15). A spasso nel mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dBR33fSrgnk/TwDCZ9ztHcI/AAAAAAAAEHA/ogkJATX1Rl8/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-9026363581643782594</id><published>2011-12-30T14:54:00.000-08:00</published><updated>2011-12-30T14:56:17.997-08:00</updated><title type='text'>Se saprai starmi vicino.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-snIMe-3WlLs/Tv5BLJhODwI/AAAAAAAAEG0/tG7tJlJqWXE/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-snIMe-3WlLs/Tv5BLJhODwI/AAAAAAAAEG0/tG7tJlJqWXE/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692058638832504578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;Se saprai starmi vicino,&lt;br /&gt;e potremo essere diversi,&lt;br /&gt;se il sole illuminerà entrambi&lt;br /&gt;senza che le nostre ombre si sovrappongano,&lt;br /&gt;se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo&lt;br /&gt;e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo&lt;br /&gt;e non il ricordo di come eravamo,&lt;br /&gt;se sapremo darci l'un l'altro&lt;br /&gt;senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo&lt;br /&gt;se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora sarà amore&lt;br /&gt;e non sarà stato vano aspettarsi tanto.&lt;/blockquote&gt;          Pablo Neruda.&lt;span class="sheet"&gt;&lt;a tabindex="1000" href="http://www.pensieriparole.it/frasi/pablo-neruda/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span class="sheet"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-9026363581643782594?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/9026363581643782594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/se-saprai-starmi-vicino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9026363581643782594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9026363581643782594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/se-saprai-starmi-vicino.html' title='Se saprai starmi vicino.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-snIMe-3WlLs/Tv5BLJhODwI/AAAAAAAAEG0/tG7tJlJqWXE/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1973704582285292544</id><published>2011-12-30T14:22:00.000-08:00</published><updated>2011-12-30T14:29:25.929-08:00</updated><title type='text'>Buon Anno 2012</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-HyNLNNFm4nI/Tv46vYdu8qI/AAAAAAAAEGo/kZo5qX-FhQQ/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-HyNLNNFm4nI/Tv46vYdu8qI/AAAAAAAAEGo/kZo5qX-FhQQ/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692051564738310818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non ti auguro un dono qualsiasi,&lt;br /&gt;se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,ma tempo per essere contento.Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,ti auguro tempo perché te ne resti:tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull'orologio.Ti auguro tempo per guardare le stellee tempo per crescere, per maturare.Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.Non ha più senso rimandare.Ti auguro tempo per trovare te stesso,per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="margin-left: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote style="margin-left: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote style="margin-left: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Trajan Pro,serif;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1973704582285292544?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1973704582285292544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/buon-anno-2012.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1973704582285292544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1973704582285292544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/buon-anno-2012.html' title='Buon Anno 2012'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HyNLNNFm4nI/Tv46vYdu8qI/AAAAAAAAEGo/kZo5qX-FhQQ/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-9183176517687152469</id><published>2011-12-28T13:37:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T13:38:20.852-08:00</updated><title type='text'>In attesa del vento.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-h9gzbmG0T-c/TvuMMioHwTI/AAAAAAAAEGQ/gTlLqDLvpkA/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-h9gzbmG0T-c/TvuMMioHwTI/AAAAAAAAEGQ/gTlLqDLvpkA/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691296701194158386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Seduto  in un bar all’aperto Renato osserva la strada. Non c’è niente da  vedere, se non la polvere accumulata sui bordi, e le auto che ogni tanto  transitano da li, come fossero impegnate nella invariabile ricerca  dell’introvabile. Il cameriere, disimpegnato dal locale deserto, si fa  sulla porta, dice: è una giornata allentata, e sorride. Renato lo  guarda, chiede un altro caffè, poi si corregge: un succo di frutta, alla  pesca. Dovrebbe andarsene, pensa, fare qualcosa, ma si sente indeciso  su tutto, non riesce neppure a immaginarsi qualcosa di positivo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Il  cameriere lo serve, lui resta immobile, pensa che il tempo gettato via  in quella maniera non tornerà mai, poi si accende una delle sue  sigarette. Un’auto si ferma a tre o quattro metri, una donna chiede  un’informazione qualsiasi, Renato indica con la mano qualcosa, senza  parlare, quella riparte con un grazie sbiadito. Il caldo del pomeriggio  si fa sentire, un isolato più avanti c’è il mare, ogni tanto se ne  avverte il profumo, pur nella calma di vento.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Non  succederà niente, non può succedere niente, pensa lui senza sorpresa.  Poi si alza da quella sedia, tira fuori di tasca qualche moneta e paga  le sue consumazioni, quindi si volta, inizia a camminare lentamente  nella stessa direzione che ha indicato alla donna dell’auto, e va  avanti, quasi senza pensieri. Raggiunge la piccola chiesa bianca dei  marinai, lungo la via, e dietro l’angolo vede la macchina parcheggiata  accanto al marciapiede. La donna sta uscendo dal portone di una delle  case poco distanti, lo vede, sorride, dice qualcosa che Renato non  riesce a comprendere. Lei passa da dietro alla sua vettura, apre lo  sportello, si volta di nuovo, ha forse bisogno di un passaggio? dice con  lo sguardo più serio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Lui  prosegue a camminare verso la donna, non le risponde, ma arriva allo  sportello dell’auto accanto al marciapiede, si ferma appena un secondo,  lo apre e si mette seduto. Lei avvia il motore, innesta la marcia e  guarda la strada mentre la sua vettura va avanti diritta. Dove andiamo?,  gli fa. Non saprei, dice lui, mi basta muovermi un po’, scoprire che  questa giornata ha un qualche senso, che la vita non è fatta soltanto  per vegetare e perdersi nell’attesa di niente, o del vento.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-9183176517687152469?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/9183176517687152469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/in-attesa-del-vento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9183176517687152469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9183176517687152469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/in-attesa-del-vento.html' title='In attesa del vento.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-h9gzbmG0T-c/TvuMMioHwTI/AAAAAAAAEGQ/gTlLqDLvpkA/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2132929498911207202</id><published>2011-12-27T09:57:00.002-08:00</published><updated>2011-12-27T09:58:45.028-08:00</updated><title type='text'>L'eclissi di tutti i pensieri.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-PuLY60SNrHQ/TvoHM0Bb8uI/AAAAAAAAEGE/AwO1EAYe1h4/s1600/IMG_0003-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-PuLY60SNrHQ/TvoHM0Bb8uI/AAAAAAAAEGE/AwO1EAYe1h4/s400/IMG_0003-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690868995840537314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;L’immagine  costruita nella mente sembra perfetta, quasi più di una fotografia già  scattata e stampata. Ripercorro lentamente le linee che ho intravisto,  ed incornicio i personaggi così come li ho immediatamente pensati. Un  uomo, di profilo, in primo piano, con le sue rughe sottili, che osserva  da una parte qualcosa che non è possibile vedere, e intanto assume  un’espressione compiaciuta, quasi sorridente. Due ragazze, un po’ più  lontano, alle sue spalle, che camminano serie, quasi senza interesse: la  strada sembra poco più di un viottolo, mentre si snoda tra qualche casa  di pietra, forse un piccolo borgo di campagna, e sullo sfondo alcune  piccole colline qualsiasi, dove qualcuno sta lavorando la terra. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Mi  distraggo girando per casa, spostando qualcosa da una parte e  dall’altra, accendo la radio, ascolto qualche notizia, mi raggiunge ad  un tratto una musica che pare lontana, quasi fuori da quelle mie stanze.  Allora prendo un foglio di carta e qualche matita, ma tutto mi appare  sbagliato, anche il solo sedermi al tavolino vicino ad una finestra.  Ripenso all’immagine che soltanto poco fa mi era sembrata indelebile,  senza neanche sapere perché, ma scopro che qualcosa è cambiato, il senso  di ciò che mi era passato sugli occhi soltanto un attimo fa, adesso è  diverso. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Inutile  inerpicarsi a comprendere, penso senza interesse; ogni variazione porta  un segno che sfugge, e anche se riesco a convincermi dell’importanza di  fissare dei punti salienti, il tempo che passa si prende un’immediata  rivincita, e rende insulso qualsiasi tentativo. Cerco di disegnare il  profilo dell’uomo con pochi segni leggeri: lui ad un tratto si volta  verso di me, mi osserva conservando il suo vago sorriso. Si è avvicinato  dentro al mio foglio, ha occupato ormai tutto lo spazio, sembra quasi  che voglia parlarmi, ma rimane in silenzio. Non è affatto uno specchio,  penso mentre proseguo a tracciarne i dettagli, è una persona che non  conosco quella che scruta nella mia mente, ma è proprio inutile che io  cerchi di sfuggire a quel suo controllo: è lì, ma anche dentro di me,  anche qua attorno, devo semplicemente affrontarla, non esiste una  possibilità differente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Mi  alzo, riprendo a camminare nelle mie stanze, la radio gracchia  qualcosa. Il foglio di carta, sollevato da una piccola corrente d’aria  che ho prodotto muovendomi, scivola a terra rovesciandosi. Lo tiro su  prendendone un margine: l’uomo disegnato ormai è una macchia grigia  scomposta che adesso non ha più alcuna sembianza, così lo appallottolo e  lo getto dentro al cestino. Non ha senso che cerchi di definire sempre  qualcosa, penso mentre ripongo carta e matite: è soltanto quel filo  sottile che scorre lentamente senza rumore, che serve a comprendere come  tutto si snodi in mezzo alla massa scomposta dei propri pensieri; ad un  tratto è come se si fermasse, tu allarghi lo sguardo, senti che è  quello il momento in cui tutto è chiaro e la realtà sembra svelarsi.  Poi, come un’eclissi improvvisa, si rabbuiano tutte le cose che avevi  immaginato in quell’attimo, e il pensiero riparte, senza radici, sperso  nello spazio infinito.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2132929498911207202?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2132929498911207202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/leclissi-di-tutti-i-pensieri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2132929498911207202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2132929498911207202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/leclissi-di-tutti-i-pensieri.html' title='L&apos;eclissi di tutti i pensieri.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PuLY60SNrHQ/TvoHM0Bb8uI/AAAAAAAAEGE/AwO1EAYe1h4/s72-c/IMG_0003-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5709029022206950838</id><published>2011-12-27T09:57:00.001-08:00</published><updated>2011-12-27T09:57:38.641-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-j2J9qZrzjjo/TvoHB91TESI/AAAAAAAAEF8/141WAB5K-n8/s1600/IMG_0001-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-j2J9qZrzjjo/TvoHB91TESI/AAAAAAAAEF8/141WAB5K-n8/s400/IMG_0001-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690868809495417122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5709029022206950838?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5709029022206950838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5709029022206950838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5709029022206950838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_27.html' title=''/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-j2J9qZrzjjo/TvoHB91TESI/AAAAAAAAEF8/141WAB5K-n8/s72-c/IMG_0001-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2354815861628979146</id><published>2011-12-27T02:02:00.000-08:00</published><updated>2011-12-27T02:04:11.425-08:00</updated><title type='text'>Il luogo fondamentale di ogni riflessione.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-XGV68B3c5-s/TvmX4CNUAUI/AAAAAAAAEFs/PNk_hU8gvSE/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XGV68B3c5-s/TvmX4CNUAUI/AAAAAAAAEFs/PNk_hU8gvSE/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690746593080508738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt; &lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                              &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Ciò che è  accaduto, soltanto in minima parte somiglia a  quello che avevo previsto,  il resto è frutto dell’eventualità, del  caso, di pura combinazione.  Camminavo lungo le strade , cercavo quasi  di carpire dall’aria i  fondamentali della situazione, e intanto  perseguivo la coerenza come  elemento di peculiarità e distinzione. Un  uomo mi aveva fermato,  soltanto per avvertirmi di qualcosa che non  andava al mio aspetto:  assomigliavo, secondo lui, ad un individuo  isolato, che aveva come  perduto il senso della propria esistenza.  Risposi in fretta, seccato,  che era assolutamente vero il contrario, il  mio girare in mezzo alla  gente era soltanto la semplice ricerca  confermativa di ciò in cui  credevo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             L’altro,  alle mie parole, aveva assunto una strana  espressione, e abbassando lo  sguardo aveva spiegato, secondo lui, che  quello era un metodo  assolutamente sbagliato: sarei rimasto persuaso  delle mie idee in ogni  caso, e anzi, avrei rafforzato così ogni mia  convinzione, anche se  ognuna di loro fosse stata assurda e irreale.  Questo ragionamento mi  aveva lasciato perplesso, e proseguendo avevo  chiesto all’uomo di  accompagnarmi in un caffè poco distante, in modo da  spiegarmi con calma  tutto il suo punto di vista.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Ci eravamo  scambiati, là dentro, seduti ad un tavolino,  moltissime idee e  convinzioni, ma le cose, a dire la verità, erano  andate un po’ per le  lunghe, e quando eravamo usciti da quel locale,  dopo avere bevuto  diversi bicchierini di acquavite, era tardi, e le  strade erano quasi  deserte. Mi ero subito offerto di accompagnarlo fino  a casa, giusto  naturalmente per terminare gli ultimi discorsi che  avevamo da fare, ma  quando si era giunti nella via dove lui abitava, mi  era parso subito che  gli argomenti che avevamo toccato fossero tutti  rimasti nell’aria, da  completare, come se ancora moltissimi aspetti  fossero ancora da prendere  del tutto in esame.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Mi  innervosii terribilmente della sua caparbietà nel voler  ritirarsi  lasciandomi lì, fino a spingermi addirittura ad offenderlo,  pur di  smuovere la sua voglia di completezza che senz’altro provava, ma  non ci  fu niente da fare. Maledetto, allora gli dissi, lei è una  persona  impossibile, che neppure crede in ciò di cui parla, un insulso,  insomma,  indegno di considerarsi un uomo davvero. Non so cosa di  preciso accadde  in quel preciso momento, sicuramente non riuscii a  conservare la calma  necessaria, qualcosa si rimescolò al mio interno, e  allora presi una  pietra e lo colpii sulla testa, lasciandolo a terra,  forse morto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;              Immediatamente fuggii, probabilmente nessuno mi aveva notato, il  sangue  mi bolliva all’interno, ero preda di una febbre pazzesca.  Raggiunsi  velocemente il mio appartamento e mi chiusi a chiave nella  mia camera,  dove rimasi per un numero imprecisato di giorni, preda di  un delirio  quasi costante, accettando soltanto del tè e restando da  solo per tutto  il periodo. Poi, poco per volta, riuscii a scrollarmi di  dosso quei  forti malesseri, fui capace di riprendere lentamente la mia  vita  normale, e di ricominciare a pensare le cose quasi come avevo  fatto fino  ad allora. Non mi importava niente di ciò che era accaduto,  non mi  interessava per nulla il passato, con tutto ciò che questo  pareva  comportare: adesso era il futuro il luogo di ogni mia  riflessione,  nient’altro.&lt;/p&gt;             Bruno Magnolfi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2354815861628979146?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2354815861628979146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/il-luogo-fondamentale-di-ogni_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2354815861628979146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2354815861628979146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/il-luogo-fondamentale-di-ogni_27.html' title='Il luogo fondamentale di ogni riflessione.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XGV68B3c5-s/TvmX4CNUAUI/AAAAAAAAEFs/PNk_hU8gvSE/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7421562627788001009</id><published>2011-12-25T05:19:00.001-08:00</published><updated>2011-12-25T05:57:56.870-08:00</updated><title type='text'>Natale.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-OjNN7VfROqk/Tvci5SivWdI/AAAAAAAAEFU/5t_9B3JsJTo/s1600/IMG_0004.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-OjNN7VfROqk/Tvci5SivWdI/AAAAAAAAEFU/5t_9B3JsJTo/s400/IMG_0004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690055021831346642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"&lt;i&gt;Natale è quando provi nostalgia di casa, anche quando sei a casa.&lt;/i&gt;"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7421562627788001009?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7421562627788001009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/natale-e-quando-provi-nostalgia-di-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7421562627788001009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7421562627788001009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/natale-e-quando-provi-nostalgia-di-casa.html' title='Natale.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-OjNN7VfROqk/Tvci5SivWdI/AAAAAAAAEFU/5t_9B3JsJTo/s72-c/IMG_0004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4891181412463397369</id><published>2011-12-25T04:54:00.000-08:00</published><updated>2011-12-25T04:55:48.268-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-q5YjN9gtmnY/TvcdL3IpOvI/AAAAAAAAEE8/Y1HNegntils/s1600/IMG_0003.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 321px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q5YjN9gtmnY/TvcdL3IpOvI/AAAAAAAAEE8/Y1HNegntils/s400/IMG_0003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690048743821884146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4891181412463397369?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4891181412463397369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4891181412463397369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4891181412463397369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_25.html' title=''/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-q5YjN9gtmnY/TvcdL3IpOvI/AAAAAAAAEE8/Y1HNegntils/s72-c/IMG_0003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-171899893642704104</id><published>2011-12-25T01:48:00.000-08:00</published><updated>2011-12-25T01:49:37.008-08:00</updated><title type='text'>La prova decisiva.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ngT9LHaIxC0/TvbxiTuDJFI/AAAAAAAAEEw/rSgkl8QbKko/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; 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Una persona era passata davanti alla loro fila di  sedie, raggiungendo il binario dove, da lì a poco, sarebbe sopraggiunto  un treno veloce, e lui aveva pensato qualcosa, poi si era frugato  dentro una tasca e aveva osservato per un secondo il profilo di lei, ma  quasi senza interesse. Quella fuga da tutto, pensata nei giorni  precedenti come una liberazione, come unica soluzione a tutti gli  affanni, doveva diventare il coronamento del loro rapporto, ma già  ancora prima della partenza mostrava crepe e contraddizioni nel loro  diverso modo di riflettere su quel futuro nebbioso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Andavano  via, questo si, lasciandosi alle spalle tante cose, una manciata di  soldi dentro le tasche e la voglia di ricominciare esattamente da quel  punto, loro due insieme, a sostenersi l’un l’altra, come fosse possibile  azzerare ogni passato. Era difficile far combaciare le idee, i  propositi: avevano sei mesi di autonomia, forse anche di più, poi  avrebbero dovuto far funzionare le cose, trovare un lavoro, sistemarsi  in qualche maniera.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Nella sala  d’attesa, i tubi al neon sul soffitto generavano una luce nervosa,  capace di distogliere qualsiasi pensiero positivo: lei sentiva dentro di  sé la voglia di parlare, forse di spiegare a qualcuno la scelta estrema  ormai già decisa, ma si accontentava di osservare le persone  indifferenti, quasi che in quelle facce seriose stesse il segreto di  tutto il futuro. Lui si sentiva convinto di ciò che avrebbero dovuto  affrontare, ripassava mentalmente ogni gesto che avrebbe messo in  pratica già dal giorno seguente, e il resto gli pareva soltanto una  sciocchezza di cui liberarsi al più presto. Dai megafoni una voce  metallica seguitava imperterrita ad annunciare arrivi, partenze,  ritardi, itinerari più o meno famosi, e la gente proseguiva a spostarsi  da una parte all’altra della stazione, seguendo indicazioni ed orari.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Poi  qualcosa parve librarsi nell’aria: lui le aveva toccato una mano come se  avesse bisogno di quel minuto contatto per sentire che non era da solo;  lei aveva sorriso, come a rassicurarlo da ogni pensiero diverso, che  non fosse quella convinzione profonda che doveva mostrarsi superiore a  qualsiasi ripensamento. Mancavano ormai poche decine di minuti prima di  sentire la voce annunciare quel loro treno, il momento si mostrava  importante, forse, da qualche parte del loro veloce riflettere, era già  arrivata la proiezione di loro due a distanza di un anno, o di due. Lui  aveva tirato fuori la mano da dentro la tasca, l’aveva osservata quasi a  convincersi che contenesse davvero i biglietti di sola andata per  quella destinazione decisa, poi di nuovo era tornato ad osservare il  viso di lei, come depositaria di una verità che all’improvviso pareva  sfuggirgli.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Lei lo  aveva guardato con un calmo sorriso stampato sopra la faccia, aveva  ascoltato la voce che annunciava finalmente, da un punto remoto  dell’universo, il loro futuro, e aveva cercato di infondergli un po’ di  coraggio, quasi una spinta ulteriore a perseguire ciò che avevano deciso  in comune. Si erano alzati in piedi, senza fretta, guardandosi, lui  sentiva vicina la commozione, lei gli aveva strinto un braccio quasi a  rassicurarlo; poi, lentamente, avevano preso a camminare verso il  marciapiede che era stato indicato, si erano guardati ancora diverse  volte negli occhi senza parlare, e infine, quasi immersi in uno stato di  insensibilità, avevano preso posto dentro il loro scompartimento, ormai  quasi sicuri che tutto quanto sarebbe crollato nei giorni seguenti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-171899893642704104?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/171899893642704104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/la-prova-decisiva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/171899893642704104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/171899893642704104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/la-prova-decisiva.html' title='La prova decisiva.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ngT9LHaIxC0/TvbxiTuDJFI/AAAAAAAAEEw/rSgkl8QbKko/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3760752698607263828</id><published>2011-12-18T10:53:00.000-08:00</published><updated>2011-12-18T10:54:54.276-08:00</updated><title type='text'>Un albero vicino a cui piangere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-bxrjFVE_lQw/Tu42xLEj1GI/AAAAAAAAEEk/Xi4vHnQ_ZOs/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bxrjFVE_lQw/Tu42xLEj1GI/AAAAAAAAEEk/Xi4vHnQ_ZOs/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687543597828920418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Presto,  sali, aveva detto Rino alla ragazza nello stesso momento in cui le aveva  aperto lo sportello della sua auto, senza neppure che fosse  particolarmente chiaro il motivo di tutta la fretta. Lei aveva eseguito,  si era seduta e lo aveva osservato per un attimo come cercando nel  profilo del viso una spiegazione sul luogo dove stessero andando. Lui,  con gesti precisi, aveva fatto riprendere velocità all’automobile, poi  aveva svoltato ad alcuni incroci, e con il suo modo di comportarsi,  aveva dimostrato subito, con grande evidenza, di sapere perfettamente  dove stesse recandosi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Erano  rimasti in silenzio per alcuni minuti, Rino pareva concentrato nella sua  guida, la ragazza guardava la strada davanti alla macchina, come  cercando di decifrare ciò che passava davanti ai suoi occhi. Il  pomeriggio di quella giornata continuava ad essere uggioso nella stessa  maniera come lo era stata tutta la mattina, e il tergicristallo esibiva  con metodo un piccolo rumore a ogni giro, quasi un lamento. Credo di non  essere mai stata da queste parti, aveva detto lei come tra sé, e lui  aveva annuito conservando l’espressione del viso quasi imbronciato.  Infine aveva risposto qualcosa che non significava un bel niente:  andiamo da un amico, aveva spiegato, prendendo per una strada ormai  fuori città, costeggiando un canale e una fila di alberi vecchi e mezzi  rinsecchiti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            La ragazza  aveva iniziato a provare un certo disagio, forse dato dalla paura che  qualcosa le stesse sfuggendo di mano, e in fondo non aveva alcuna  volontà di fare cose particolari, neppure di conoscere quell’amico di  Rino. Già, Rino: se ci pensava un po’ meglio, le veniva a mente che non  era neanche troppo tempo che lo frequentava; le era sembrato da subito  un ragazzo come gli altri, per questo aveva accettato varie volte di  uscire con lui, anche se in fondo, della sua personalità, che ne sapeva?  Avevano anche parlato poco tra loro da quando avevano iniziato a  vedersi, e non c’era ancora stato il tempo necessario per chiarire  perfettamente i loro punti di vista, di questo era certa.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            A lei  adesso sembrava addirittura di non avergli detto niente di sé, di non  avergli spiegato per nulla cosa pensava davvero, il limite oltre il  quale non avrebbe voluto mai andare, per esempio, e altre cose del  genere. Forse lui aveva addirittura travisato qualche discorso che lei  si era lasciata sfuggire, soltanto per sentirsi più grande, per darsi  maggiore importanza. Adesso però le pareva il momento: avrebbe voluto  dirgli qualcosa, interrompere quella corsa in auto assolutamente  insensata, avrebbe desiderato con tutta se stessa che Rino voltasse la  macchina, che la riportasse indietro, nel suo quartiere, dove poteva  magari recarsi al solito bar, in un posto dove lei provava il senso di  sicurezza, in mezzo alla gente che conosceva, dove nessuna  preoccupazione le avrebbe mai sfiorato la mente, ma adesso si sentiva  quasi paralizzata, non riusciva più neppure a parlare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Rino  infine aveva accostato la macchina al bordo stradale, dopo avere  rallentato gradualmente l’andatura, e si era andato a fermare proprio in  prossimità di una vasta piazzola in terra battuta, accanto ad un campo  scuro probabilmente arato da poco. Aveva spento il motore, si era  voltato lentamente verso la ragazza, ma soltanto per dire : ecco, ti  presento il mio amico, il più grosso albero di quercia che io abbia mai  conosciuto. La ragazza allora aveva osservato con occhi increduli la  pianta enorme vicino alla strada, ne aveva osservato il tronco  larghissimo e la miriade di rami e di foglie che ne formavano la chioma,  poi era tornata a volgere il suo sguardo su Rino, e le era venuto da  piangere, anche se ormai non sapeva neppure spiegarsi il perché.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3760752698607263828?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3760752698607263828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/un-albero-vicino-cui-piangere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3760752698607263828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3760752698607263828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/un-albero-vicino-cui-piangere.html' title='Un albero vicino a cui piangere'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bxrjFVE_lQw/Tu42xLEj1GI/AAAAAAAAEEk/Xi4vHnQ_ZOs/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2746339615412038654</id><published>2011-12-15T14:55:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T15:01:15.671-08:00</updated><title type='text'>Sovrano nel suo regno.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-sVC952fkf8U/Tup66HoD4WI/AAAAAAAAEEU/S-GyPlobvbo/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sVC952fkf8U/Tup66HoD4WI/AAAAAAAAEEU/S-GyPlobvbo/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686492618406748514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Un ronzio interno, da qualche parte, forse un fremito, non so;  probabilmente soltanto una sensazione, ma di quelle forti, che ti  lasciano senza parole, che stanno probabilmente ad indicare che è  successo qualcosa, come se improvvisamente avesse  mutato posizione un  elemento, magari semplice, marginale, ma su cui quasi certamente si  appoggiavano tante altre cose. Osservo attorno e mi pare tutto stia al  proprio posto, poi cerco con calma di localizzare dentro di me quel  qualcosa che è cambiato, che non è più com’era prima.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Una sciocchezza, ecco qual è il risultato di tutte le mie  preoccupazioni, penso; eppure se mi fermo, se resto in ascolto di ogni  inezia, se cerco di starmene completamente immobile, è come se provassi  di nuovo quella inedita sensazione di prima, come fosse ancora qui,  insieme a me, forse dentro di me: un componente che non conoscevo,  penso, e che salta fuori all’improvviso a cambiare chissà cosa delle mie  giornate. Ed è questo che mi fa veramente paura: dover cambiare,  affrontare uno scenario completamente nuovo, cercando di resistere  all’attacco di un’entità sconosciuta, di un’intollerabile essere che in  un attimo diversifica la mia realtà.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Mi sistemo seduto, calmo, fingo quasi indifferenza, cerco di  riflettere, ma ho la fronte sudata, so perfettamente che devo reagire in  qualche maniera, e questo mi procura ansia, mi predispone in maniera  totalmente negativa nell’attesa di un rivolgimento a cui dovrò  partecipare con tutto me stesso, così come ormai pare incontrovertibile.  Non provo dolore, almeno per ora, niente di localizzato, eppure  un’uggia insopportabile continua a mortificarmi, regalandomi  un’irrequietezza che neppure immaginavo possibile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Un ronzio, forse un fremito, non so neppure definire cosa possa essere  avvenuto effettivamente, ma sicuramente tutto questo è l’ambasciatore di  qualcosa di grave, un depauperamento generale e improvviso di tutto il  mio organismo, forse, che non è senz’altro pronto ad affrontare una cosa  di quel genere. Osservo i miei oggetti di sempre e mi sembra  impossibile che tutto possa rimanere così indifferentemente al proprio  posto: sollevo un libro che avevo appoggiato su uno scaffale da chissà  quanto tempo, per leggerlo quando mi sarebbe andato, e penso che non  potrò più neanche guardarlo, probabilmente, diverrà tra breve una cosa  inutile nelle mie mani, come tutto ciò che c’è all’interno di questa  stanza, che mi apparirà un luogo quasi ostile .&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Poi mi scuoto, torno ad alzarmi, e passeggio nervosamente nel mio  appartamento: sono perduto, penso, è evidente. Devo cercare di fare  mente locale, e sistemare tutte le cose che posso, prima che  sopraggiunga il peggio, l’incommensurabile, quel cambiamento che non  potrà permettere più la tranquillità di cui avevo goduto fino adesso.  Muovo le mani e il corpo nervosamente, non riesco a comportarmi in una  maniera differente, tutto mi crolla addosso, quasi come fossi preda del  mio stesso disagio. Qualcuno suona il campanello, ci mancava solo  questo, penso, sarà un vicino o un conoscente a cui dovrò spiegare tutta  questa situazione, un signor nessuno al quale riferire di ogni sintomo  che provo, ogni dettaglio del mio claustrofobico stato d’animo, di  questa maledetta sensazione che tutto sia alla fine, ormai perduto,  disperso nel nostro mondo di polvere e di roccia.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Apro, è il mio dirimpettaio: mi guarda, ci mette un secondo o due prima  di parlare, poi si decide: ci scusi, dice ad occhi spalancati, come di  chi sta cercando di dialogare con il diavolo, o qualcosa di quel genere.  Stiamo spostando alcuni mobili, nel nostro appartamento; ci dispiace di  causarle qualche piccolo disagio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2746339615412038654?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2746339615412038654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/sovrano-nel-suo-regno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2746339615412038654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2746339615412038654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/sovrano-nel-suo-regno.html' title='Sovrano nel suo regno.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sVC952fkf8U/Tup66HoD4WI/AAAAAAAAEEU/S-GyPlobvbo/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4243555575632289314</id><published>2011-12-10T08:18:00.000-08:00</published><updated>2011-12-10T09:47:56.302-08:00</updated><title type='text'>Nei pressi dello spirito libero.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-KaN7KxJfPw0/TuOG5bqrIcI/AAAAAAAAED8/2QRx-61hNVU/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KaN7KxJfPw0/TuOG5bqrIcI/AAAAAAAAED8/2QRx-61hNVU/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684535475909108162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Non credo  provi dolore quando cerca di muoversi e di camminare, è possibile che  soltanto l’impedimento alla gamba paralizzata lo porti ad assumere  quella posizione piegata su un fianco, che probabilmente con l’andare  degli anni gli ha procurato altri problemi gravi alla schiena, alle  spalle, forse anche a qualche organo interno. Eppure non si lamenta,  anzi spesso sorride, cerca come di sopperire alla vista del suo corpo  sgraziato con certe espressioni dolci del viso, insieme ad un modo in  fondo molto tranquillo e disteso di fare e di dire le cose.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Entra nel  locale con calma, saluta cortesemente, e infine si siede, sicuramente  con un certo sollievo, e poi resta lì, fermo e in silenzio, con uno  sguardo che qualche volta sembra incapace persino di vedere le cose più  semplici, concentrato in chissà quali pensieri, forse in riflessioni  lontane, quasi irraggiungibili. Sceglie sempre, in quel nostro caffè  dalle larghe vetrine, dove lavoro tutto il giorno come cameriere, un  piccolo tavolino in un angolo, dove non può dare fastidio a nessuno, ma  da dove, contemporaneamente, riesce quasi ad affacciarsi sul mondo, cioè  sulla strada e sul largo marciapiede lì accanto, giusto per osservare  con attenzione tutte le persone che si trovano a transitare, per caso o  per abitudine, di là da quei vetri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Osserva,  stringe gli occhi, muove lentamente la testa, mentre conserva quella sua  posizione incredibile, tutto piegato su un fianco, poi sorseggia con  calma il suo tè, e resta dentro al locale per un’ora, certe volte anche  due, quasi ogni pomeriggio. In qualche occasione, quando ci sono pochi  clienti, lo osservo da dietro al bancone, magari mentre asciugo qualche  tazzina o sistemo i bicchieri da aperitivo: non gli dico mai niente più  di quanto sia necessario, eppure sono contento quando lui è seduto al  suo tavolino; è come se, con il suo sguardo particolare, guardasse le  cose e le persone anche per me, che probabilmente non so neppure  guardarle, almeno in quella maniera come riesce a vederle lui, io che  sto lavorando, sono impegnato a seguire i clienti, non posso certo avere  la sua sensibilità e neppure il suo tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Non so  neanche come si chiami, però ogni volta che arriva lo servo per primo,  senza mai farlo aspettare, come per una sorta di rispetto profondo, e lo  chiamo signore, semplicemente, come d’altronde si conviene verso un  cliente. Certe volte lo guardo e mi sembra di averlo visto da sempre,  lui mi saluta, paga la sua consumazione, poi se ne va, lentamente, con  il suo bastone speciale, con quell’incedere strascicato che certe volte  deve risultargli insopportabile, odioso, e allora io esco da dietro al  bancone, lo supero, e poi con un gesto elegante gli apro lo porta.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Lui abita  poco distante, lo vedo quando apre il portone del caseggiato un po’  anonimo che fronteggia il lato opposto di questa strada, il suo  appartamento è al piano terra, non potrebbe affrontare le scale, e certe  volte lo noto quando dietro le tende accende il lampadario durante la  sera, e rimane dietro a quella finestra, giusto per dare timidamente  un’altra sbirciata lungo la via. Non so per quale motivo, ma per me è  diventato quasi un punto di riferimento, ammiro il coraggio con cui  affronta la vita, senza darsi per vinto, senza lamentarsi di niente, ci  sono certe volte che vorrei assomigliargli, poi mi viene da sorridere  quando ci penso, e un filo di tristezza mi prende, ma non so neanche  bene perché: sistemo i bicchieri e le tazzine, allora, e lascio correre  via i miei pensieri, gli altri clienti non si accorgono neanche di lui, e  allora allontano ogni indugio, e infine mi chiedo: perché mai proprio  io dovrei essere diverso da loro?&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-x20Mihjjah4/TuOGgwrYVPI/AAAAAAAAEDw/cJvjDoX5pmM/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4243555575632289314?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4243555575632289314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4243555575632289314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4243555575632289314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/blog-post_10.html' title='Nei pressi dello spirito libero.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KaN7KxJfPw0/TuOG5bqrIcI/AAAAAAAAED8/2QRx-61hNVU/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-85134503339371329</id><published>2011-12-07T10:57:00.000-08:00</published><updated>2011-12-07T10:58:22.898-08:00</updated><title type='text'>Al margine dei pensieri correnti.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-oF_3IJYVXVU/Tt-3LnyJ0ZI/AAAAAAAAEDk/X1UFLJy5JsI/s1600/IMG_0009-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-oF_3IJYVXVU/Tt-3LnyJ0ZI/AAAAAAAAEDk/X1UFLJy5JsI/s400/IMG_0009-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683462665050640786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Sono  in piedi, immobile, sopra questo cavalcavia ferroviario, e osservo le  case e le strade di questo quartiere qua sotto, mentre, senza neppure  volerlo, mi vengono in mente i piccoli fatti della vita quotidiana che  probabilmente si stanno verificando proprio laggiù, da qualche parte. E’  pericoloso stare qui, ne sono cosciente, specialmente a quest’ora della  tarda serata, quando inizia a far buio: sono già transitati due treni, i  macchinisti mi hanno notato e hanno fatto fischiare forte le loro  sirene; sicuramente hanno già telefonato a qualche divisa, verranno a  controllare tra poco, devo sbrigarmi, non ho molto tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ho  scavalcato la recinzione senza farmi notare, ho percorso lo stretto  viottolo che porta fino al punto più in alto, dove lo sguardo spazia  lontano, e adesso una massa di pensieri ha iniziato a martellarmi dentro  la testa. Non vorrei pensare, non vorrei pensare a niente, vorrei  soltanto starmene qui, respirare quest’aria densa della città, perdermi  in questo tramonto sulla periferia, e osservare le luci che continuano  ad accendersi, come fosse uno spettacolo unico, di una natura  incontaminata da tutto, da tutte le brutture che accadono.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Mi  piacerebbe scavare una nicchia nelle travature di cemento di questo  posto: restarmene qui, ad osservare questo scorcio della città, lontano  dalle cose di sempre, fuori dagli egoismi di tutti, distante dalla  battaglia di sopravvivenza che va avanti ogni giorno. Se anche ne avessi  la voglia, non saprei neppure cosa o chi portare con me qualche volta  nel mio luogo segreto: probabilmente starei lì da solo, senza  nient’altro, in quel piccolo spazio dove rifugiare me stesso, e questo è  tutto ciò di cui avrei veramente bisogno, un buco ignoto a chiunque,  una piccola tana dove ritirarmi in silenzio, in solitudine, lontano ed  esterno a ogni logica.    &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Non  so neppure cosa mi trattenga dal gettarmi di sotto dall’alto di questo  ponte: forse l’abitudine a tirare avanti in qualche maniera, forse la  sottile speranza che qualcosa possa davvero cambiare. Devo andarmene da  qui, verranno le divise tra poco, mi porteranno al comando per farmi la  solita ramanzina, poi mi butteranno per strada quando sarà troppo tardi  anche per trovare un posto dove passare la notte. Lo sanno che dopo un  certo orario non resta che andarsene alla stazione, a ciondolare nelle  sale d’attesa, ma non gli importa un bel niente di te, neanche di  lasciarti dormire almeno qualche ora al comando.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Qualcuno  mi ha detto che la gente come me è semplicemente il risultato di tanti  errori sociali, ma sono soltanto parole, a me non importa un bel niente  che si cerchi di fare della teoria sulla mia condizione. Però vorrei  starmene qui, tutte le volte che voglio: godermi lo spettacolo delle  luci che continuano ad accendersi dentro le case, e vedere le macchine  che corrono lungo il viale là in fondo, immaginando che tutto sia a  posto, che c’è forse un piccolo spazio per tutti, anche per chi si è  ritrovato così al margine delle cose ordinarie. Non lo so perché sono  qui, non cerco di provocare nessuno, neanche quei macchinisti che mi  guardano e segnalano la mia posizione: vorrei stare qui come si sta  dentro a una casa, con l’intimità di se stessi, e godere del senso  profondo di sentirsi persona, rispettato dagli altri, elevato dai propri  pensieri, da quanto si possa essere stati capaci di vivere, in un modo o  nell’altro, degni di essere, oltre ogni giudizio. Nient’altro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-85134503339371329?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/85134503339371329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/al-margine-dei-pensieri-correnti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/85134503339371329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/85134503339371329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/al-margine-dei-pensieri-correnti.html' title='Al margine dei pensieri correnti.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-oF_3IJYVXVU/Tt-3LnyJ0ZI/AAAAAAAAEDk/X1UFLJy5JsI/s72-c/IMG_0009-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4417472864762287651</id><published>2011-12-07T01:13:00.000-08:00</published><updated>2011-12-07T08:43:30.138-08:00</updated><title type='text'>Un alito di gioia.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-a8u8tllvI9I/Tt8uYqJP6gI/AAAAAAAAEDY/tazeTk7WAUg/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-a8u8tllvI9I/Tt8uYqJP6gI/AAAAAAAAEDY/tazeTk7WAUg/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683312255929674242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt; &lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  La  neve come la notte di Natale possiedono entambe il segreto di ridare al cuore un alito   di gioia infantile che gli anni gli hanno impietosamente strappato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4417472864762287651?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4417472864762287651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/un-alito-di-gioia_07.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4417472864762287651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4417472864762287651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/un-alito-di-gioia_07.html' title='Un alito di gioia.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-a8u8tllvI9I/Tt8uYqJP6gI/AAAAAAAAEDY/tazeTk7WAUg/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2187278652996900097</id><published>2011-12-07T01:08:00.000-08:00</published><updated>2011-12-10T05:28:32.262-08:00</updated><title type='text'>Buon Natale.</title><content type='html'>&lt;b&gt;Non vi è nulla di più triste   che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire di non essere un bambino &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-jif6AYnYomE/Tt8tMDo0nEI/AAAAAAAAEDA/yOSvC522OHg/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-jif6AYnYomE/Tt8tMDo0nEI/AAAAAAAAEDA/yOSvC522OHg/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683310939923061826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2187278652996900097?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2187278652996900097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/buon-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2187278652996900097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2187278652996900097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/buon-natale.html' title='Buon Natale.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-jif6AYnYomE/Tt8tMDo0nEI/AAAAAAAAEDA/yOSvC522OHg/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-406558603978514435</id><published>2011-12-04T06:22:00.000-08:00</published><updated>2011-12-04T06:23:06.779-08:00</updated><title type='text'>Monumento d'uomo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-nMKM5Iknmrk/TtuCGFhKzhI/AAAAAAAAECo/Ej6P8jyyMpQ/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 321px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-nMKM5Iknmrk/TtuCGFhKzhI/AAAAAAAAECo/Ej6P8jyyMpQ/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682278395930136082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/monumento-duomo.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt; &lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Per tutta  la notte il dolore alla mano non mi aveva mai  abbandonato. Non ero quasi  riuscito a prendere sonno, e nel dormiveglia  sentivo qualcosa alle dita  che proprio non andava, ma ciò nonostante  sapevo di aver fatto la cosa  migliore, e questo mi dava ampio conforto.  Rivedevo la scena in cui  colpivo con un pugno ben assestato il volto  di quell’imbecille, che per  non dare la precedenza alla mia auto,  proprio in prossimità  dell’incrocio, aveva rischiato di rovinarmi la  carrozzeria, e quando gli  avevo presentato le mie rimostranze dal  finestrino, aveva oltretutto  inveito contro di me, urlando e  mostrandosi subito aggressivo. Forse ero  stato un po’ sbrigativo, si,  certo, lo ammetto senza problemi, però non  avrei potuto far altro, e  poi riflettendoci, era in fondo proprio  quello che si meritava.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Rivedevo  la scena, i gesti, la sua brutta espressione;  risentivo quelle poche  parole che ci eravamo scambiati, ripensavo tutto  quanto, e mi pareva che  ogni cosa si fosse svolta in maniera perfetta:  l’imbecille aveva avuto  la lezione che ci voleva, non si sarebbe  meritato un trattamento  diverso, ed io con piacere lo immaginavo al  pronto soccorso a farsi  curare la faccia tremendamente indolenzita.  Certo che il pugno che gli  avevo rifilato era stato davvero notevole,  tanto che quando avevo  ripreso posto sulla mia macchina, anche per  evitare di doverlo colpire  di nuovo, lo avevo lasciato sdraiato sopra  l’asfalto, ma era  evidentemente soltanto una sua scena per cercare di  mettermi in qualche  difficoltà.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;              Generalmente non mi piace fare il violento, trovo che le  cose il più  delle volte si possono aggiustare anche in altra maniera,  però secondo  me in certi casi proprio non si può farne a meno: agire  diventa l’unico  modo per sistemare le proprie faccende, ne sono  assolutamente sicuro. In  fondo non mi importava un bel niente di quel  cretino totale, non  l’avevo mai visto e sarebbe rimasto per me uno  sconosciuto completo: un  deficiente qualsiasi, che non sa neppure  guidare una macchina, che  pretende di essere dalla parte del giusto, e  va in giro così, senza  usare il cervello, soltanto perché gli altri  sono perfino troppo buoni a  permettergli cose del genere. Probabilmente  era già molto tempo che  qualcuno doveva dargli una bella lezione, che  sia stato io oppure un  altro, alla fine, è solamente un dettaglio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Però il  mio pugno probabilmente era stato un po’ troppo  forte, pensavo prima di  alzarmi dal letto, come se avessi messo dentro  quel gesto anche qualcosa  di mio, un rancore che magari coltivavo da  tempo, un nervosismo che  spesso non trovava un canale preciso verso cui  indirizzarsi, se non  un’occasione del genere. Il dolore alle dita, per  tutta la notte, era la  prova evidente che avevo accettato addirittura  di farmi del male, pur  di riuscire a scaricare la tensione accumulata  negli ultimi tempi.  Pensavo che il giorno seguente non mi sarebbe  importato più niente della  mia mano, l’avrei tenuta a riposo per  qualche tempo e tutto sarebbe  tornato esattamente com’era: mi chiedevo  soltanto cosa doveva essere  veramente successo a quel povero scemo che  avevo lasciato là a terra.  Forse era riuscito ad alzarsi da solo,  subito dopo; forse aveva  addirittura dovuto farsi aiutare.  Probabilmente gli avevo buttato giù un  dente, o anche più d’uno; forse  gli avevo rotto persino la mascella. Ma  in fondo, alla fine di tutti i  pensieri, cosa mai mi importava: ero  sicuro che un uomo deve  comportarsi da uomo, almeno in certe occasioni,  il resto erano soltanto  sciocchezze.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-406558603978514435?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/406558603978514435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/monumento-duomo_04.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/406558603978514435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/406558603978514435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/monumento-duomo_04.html' title='Monumento d&apos;uomo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-nMKM5Iknmrk/TtuCGFhKzhI/AAAAAAAAECo/Ej6P8jyyMpQ/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3494352757536263068</id><published>2011-12-02T12:44:00.001-08:00</published><updated>2011-12-02T12:45:28.506-08:00</updated><title type='text'>Disattenzioni ordinarie.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-2RiQpfCb3iM/Ttk4tDwIhuI/AAAAAAAAECQ/-Py7QBhAuyo/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 322px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-2RiQpfCb3iM/Ttk4tDwIhuI/AAAAAAAAECQ/-Py7QBhAuyo/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681634751657051874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Lei   continua ad osservarlo, cercando di sorridere ancora per qualche   secondo, ma quasi senza interesse per quello che lui ha appena finito di   dire; poi, per abitudine, volge lo sguardo da un’altra parte,  lasciando  che lui apra il pacchetto e quella piccola scatola colorata,  con dentro  il regalo. Forse non sarà un giorno da ricordare, pensa in  un attimo,  ma quando al mattino lei ha notato quell’oggetto dentro al  negozio, non  ha potuto fare a meno di farlo incartare e acquistarlo,  come fosse fatto  apposta per quella serata. Lui, in queste occasioni,  si sente un  bambino senza difese: guarda la carta ed è certo di  riuscire ad  accettare qualsiasi cosa sia presente dentro alla  confezione invitante,  pronto come sempre a fingere meraviglia e  piacere, per quell’evidente e  garantita interpretazione dei suoi  desideri.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Scorrono alcuni momenti senza che ci sia in mezzo alcuna  parola, come  non ci fosse né capo né coda in quella situazione un po’  assurda; lei si  accende una delle sue sigarette, comprende ormai di  aver fatto un  errore, pur innocente, ma si giustifica con il suo  entusiasmo forse  eccessivo, infine con il pensiero cerca di portarsi in  avanti almeno di  un’ora, quando ormai loro due si saranno già  salutati, e a lei sarà  stato possibile, forse, ritrovare il proprio  equilibrio. Eppure le  dispiace davvero non riuscire ad essere  maggiormente spontanea in  situazioni del genere, anche se è convinta  che in lui, in certi casi,  non esista un barlume di sensibilità per  questo tipo di cose.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Alla fine lui pensa che tutto stia veramente ruotando  attorno  all’oggetto nascosto dentro la scatola, così, pur proseguendo a  dire  qualche sciocchezza, cerca di pensare al motivo che possa avere  dettato  quel tipo di scelta, ma non ne trova, e allora sente un brivido  di  assoluta amarezza verso il gesto di lei, che gli appare come  sorretto  dal niente. Dice fra sé: forse non dovrei pensare in questa  maniera, poi  cerca di prendere ancora del tempo. Lei, quasi per un  automatismo,  ritrova il sorriso, ma solo un momento più tardi il suo  errore inizia a  pesarle: adesso è cosciente di aver cercato qualcosa  soltanto per  accontentare se stessa, ma non può annullare quel gesto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Improvvisamente appare evidente che i loro pensieri  divergono, e di  colpo tra loro sembra sia proprio l’oggetto ancora  incartato a  funzionare come catalizzatore nei confronti del sottile  malessere che  stanno provando, mostrando nudo, peraltro, quello strano  equilibrio nel  loro rapporto di cui adesso misurano una sensazione di  sicura mancanza:  lei ha ormai perso del tutto il significato del moto  spontaneo da cui è  stata spinta al mattino; lui sente di non riuscire  stavolta ad essere  così bravo da accettare quella semplice forma di  distensione dei loro  rapporti, incartata e concentrata dentro alla  scatola.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Posso aprirlo quando tu sarai andata via? fa lui con uno  sforzo di  sincerità. Certo, dice lei che si sente improvvisamente  sollevata da  quella situazione tortuosa in cui non sa neanche più come  abbia fatto a  cadere. Finisce la sua sigaretta, si alza, lo abbraccia,  come fa sempre:  devo andare, gli dice. Quando esce da quel caffè, dove  si sono  incontrati tantissime volte da quando si sono conosciuti, sa  che il suo  cuore non sanguina, che i suoi pensieri, anzi, sono tornati  quasi del  tutto al loro posto, e la situazione adesso le pare  praticamente sotto  controllo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;              Lui resta seduto, si lascia servire dal cameriere del vino  rosso, lo  sorseggia dal calice come fosse un liquore, quindi paga la  consumazione  con profonda e rassegnata lentezza, e infine esce da quel  locale,  lasciando sul tavolino, forse soltanto per sbadataggine, il  pacchetto  ancora incartato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;             Bruno Magnolfi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3494352757536263068?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3494352757536263068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/lei-continua-ad-osservarlo-cercando-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3494352757536263068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3494352757536263068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/12/lei-continua-ad-osservarlo-cercando-di.html' title='Disattenzioni ordinarie.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2RiQpfCb3iM/Ttk4tDwIhuI/AAAAAAAAECQ/-Py7QBhAuyo/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8796997895146628655</id><published>2011-11-27T01:47:00.000-08:00</published><updated>2011-11-27T01:48:18.029-08:00</updated><title type='text'>A fianco di Chiunque (ripresa cinematografica n. 8)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-eGeSBjnw2Jk/TtIHNLXpAKI/AAAAAAAAEBg/1k2n0laXxSo/s1600/IMG_0003.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-eGeSBjnw2Jk/TtIHNLXpAKI/AAAAAAAAEBg/1k2n0laXxSo/s400/IMG_0003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679610003039256738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’immagine appare estremamente rallentata. L’automobile passa oltre, seguendo una  debole curva che va a stringere poco più avanti. Penso non ci sia niente  di male nel fare questo sogno in modo ricorrente, così certe volte ci  rifletto sopra, anche mentre sto facendo altre cose, e in questa maniera  cerco di capire cosa possa succedere in seguito, dove riesca a portare  questa strada asfaltata in cui io resto fermo ad osservare continuamente  la medesima sequenza, nell’attesa, certe volte spasmodica, che accada  qualcosa di diverso, o che io trovi un proseguo, uno sbocco, o una  qualsiasi conclusione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’auto  supera me, poi continua con regolarità la sua corsa: c’è qualcuno alla  guida del mezzo, ma è soltanto un’ombra pressoché indefinita, un certo  signor Chiunque forse disinteressato degli altri: la sua concentrazione  sta nella guida, nel disegno esatto che le ruote della macchina riescono  a compiere sopra l’asfalto stradale. Non riesco a immaginare il  compimento della parabola, neppure ciò che accada oltre la curva  disegnata dalla vettura, però studio quel breve percorso, lo traccio  ancora mille volte nei miei pensieri, attendo con pazienza infinita che  una piccola variabile intervenga improvvisa a dare compimento al sogno e  a giustificarne finalmente quel senso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Giro a  piedi per il mio quartiere, incontro persone di cui so qualcosa, o che  potrei comunque conoscere, mi soffermo a immaginarne i pensieri, i  dubbi, le preoccupazioni, ma di tutta quella gente alla fine non riesco  comprendere altro, niente che possa essermi utile, comunque niente che  risolva in qualche maniera gli interrogativi sottili che permangono  nella mia mente. Poi vado avanti, mi fermo lungo la strada e attendo con  pazienza che il mio sogno si faccia avanti, si sovrapponga a quella  realtà, e che l’ombra nera alla guida del mezzo stringa la sua debole  curva a velocità rallentata e costante, proseguendo con linearità, senza  intoppi, e senza che io possa minimamente intervenire sul suo percorso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            A volte  penso che tutta la sfida finale delle mie cose avvenga tra me e  quell’autista: osservo la sua guida rilassata, quasi beffarda, la  lentezza con la quale mi supera, si allarga lungo la sua carreggiata,  per poi rientrare accostandosi al margine della strada diritta, come  fosse la cosa più normale del mondo. Forse si solleva un blando vapore  laggiù in fondo, come a mostrare che tutto è sotto controllo, che l’aria  calda della serata spinge verso il tramonto del sole, verso il  rinnovamento continuo della realtà.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’auto  prosegue imperterrita nel superarmi, sfugge quasi dal mio campo visivo, i  fotogrammi rallentati non riescono a definirne la velocità, che forse è  elevata, oltre qualsiasi prudenza: esplode qualcosa laggiù, si  interrompe un contorno di oggetti contro quel cielo al tramonto, l’ombra  nera alla guida va a fondersi contro qualcosa che sfugge al controllo  di qualsiasi ulteriore pensiero, poi tutto sfuma nell’aria, come uno  sgranamento nella pellicola.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8796997895146628655?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8796997895146628655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/fianco-di-chiunque-ripresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8796997895146628655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8796997895146628655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/fianco-di-chiunque-ripresa.html' title='A fianco di Chiunque (ripresa cinematografica n. 8)'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eGeSBjnw2Jk/TtIHNLXpAKI/AAAAAAAAEBg/1k2n0laXxSo/s72-c/IMG_0003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5597307041468853334</id><published>2011-11-23T12:59:00.000-08:00</published><updated>2011-11-23T13:00:23.221-08:00</updated><title type='text'>La linea immaginaria di collegamento.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-E4ks7_rJBUM/Ts1ezohZLhI/AAAAAAAAEBU/863qpXcr9cY/s1600/IMG-2.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 319px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-E4ks7_rJBUM/Ts1ezohZLhI/AAAAAAAAEBU/863qpXcr9cY/s400/IMG-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678298946327883282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;           &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Tutto quanto è mosso dall’angoscia. Tutti sono pronti a muovere i  propri pensieri e le proprie capacità quando la paura li prende, il  terrore senza spiegazione avanza. Osservo la punta della scarpa.  Sollevando la parte della gamba oltre il ginocchio la porto all’altezza  giusta, in maniera che si posizioni sulla retta che collega il mio  occhio destro alla presa di corrente elettrica sul muro, proprio davanti  a me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Sono da solo in questa saletta, l’avvocato non è ancora arrivato, provo  una vaga voglia di prendere ed andarmene, ignorare tutto quello che  riguarda questa causa di divorzio che si frappone in maniera decisa tra  me e il futuro, ma resisto, cerco di distrarmi, di perdere del tempo, di  rimanere qui ma di non pensare a niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Non ho alcuna voglia di parlare ad un estraneo di mia moglie, del  passato, del rapporto che ha legato le nostre vite per tutti questi  anni; ma non ho scelta, so che quando uscirò da questo studio  probabilmente mi sentirò diverso, avrò guardato con razionalità qualcosa  che non avrei voluto mai mettere sotto al microscopio. Eppure le cose  si corrompono con una facilità incredibile, e allora resto, cerco di  sentirmi il più possibile disposto anche a questa operazione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Un dolore sottile nello stomaco inizia lentamente a farsi strada, la  punta della scarpa non riesce a stare più di tanto sulla retta, la mia  posizione deve ritornare naturale, seduto su questa poltroncina, senza  possibilità di assumere differenti posizioni. Cerco di pensare a ciò che  devo dire all’avvocato, ma lo stomaco si stringe ulteriormente, non  riesco neppure più a rendermi conto che cosa io stia veramente cercando  di salvare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Vorrei aprire la finestra, gridare aiuto nella strada, quasi un  incendio nella stanza minacciasse la mia incolumità; poi penso che tra  poche decine di anni saremo tutti morti, e questo mi fa sentire meglio,  come se anche gli errori con il tempo divenissero una stupida cosa, fino  quasi ad annullarsi. Credo per me sia una tortura rimanere ancora qui  in attesa: sto male, è ormai evidente, ciò nonostante penso che devo  andare avanti, affrontare ciò che è inevitabile, tirare su la testa,  mostrarmi conscio di tutti i passaggi che dovrò sicuramente sostenere.   &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             L’avvocato non arriva, ormai io sono in piedi, mi guardo attorno, ho  bisogno di sentirmi via da lì, ma non riesco a decidermi ad andarmene.  Poi un pensiero mi passa per la testa: qualcosa di tutto quanto ciò che  andrà legalizzato non mi è chiaro, ho probabilmente rifiutato fino  adesso di affrontarlo, ma c’è un piccolo peduncolo che ancora lega  questo mio matrimonio, ed io non posso disconoscerlo, forse non è  fondamentale, eppure va chiarito, va risolto, deve essere capito.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Torno a sedermi; non so neppure a che cosa stia pensando, dico tra me  con voce bassa. Probabilmente ho un po’ di febbre, non è certo la  giornata migliore per affrontare certe cose, ma non sono mai stato un  pavido, ho sempre cercato di fare ciò che dovevo, dico a voce già più  alta, sarà così anche stavolta.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Poi  sento un rumore lungo il corridoio, ci siamo, penso tra me, non potrò  più tirarmi indietro, non ci sarà più altra possibilità per mettere in  discussione tutto quanto: le cose prenderanno presto a correre, non  riuscirò più in nessun caso a ritornarne indietro. E’ il futuro che mi  fa paura, penso all’improvviso: torno a tirare su la gamba, a guardare  la punta del piede che si frappone davanti alla presa di corrente; poi  decido: saluterò l’avvocato senza spiegargli niente, penso, e subito  dopo me ne andrò da qui.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5597307041468853334?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5597307041468853334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/la-linea-immaginaria-di-collegamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5597307041468853334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5597307041468853334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/la-linea-immaginaria-di-collegamento.html' title='La linea immaginaria di collegamento.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-E4ks7_rJBUM/Ts1ezohZLhI/AAAAAAAAEBU/863qpXcr9cY/s72-c/IMG-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4463403619659348552</id><published>2011-11-21T07:03:00.000-08:00</published><updated>2011-11-21T07:04:57.410-08:00</updated><title type='text'>Alla scoperta di un piccolo mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Z8AW5mxLRq8/Tspoe-Ihs5I/AAAAAAAAEBI/_g0aT9qI2X4/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Z8AW5mxLRq8/Tspoe-Ihs5I/AAAAAAAAEBI/_g0aT9qI2X4/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677465161538057106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            La febbre,  accompagnata da un corollario di altri malesseri fastidiosissimi, mi  aveva colpito all’improvviso in quella cittadina portuale a me  completamente estranea e sconosciuta, costringendomi ad arrestare,  almeno temporaneamente, quel lungo viaggio a cui cercavo di dar corso.  Nella pensione dove avevo preso alloggio, la prima sera che ero giunto  in quel luogo dopo due giorni di treno, una signora molto riservata mi  aveva consegnato quanto mi serviva per passare la notte, compresa una  cena leggera al piano terra dello stesso edificio, chiedendomi soltanto i  dati dei miei documenti. Mi ero coricato portando nella mia stanza una  tazza di una calda tisana, già avvertendo dentro di me la malattia che  saliva, ed avevo sperato che tutto, con una buona dormita, sarebbe  presto ritornato alla normalità.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Fuori  dalla mia finestra, invece, l’alba seguente si era mostrata con un’aria  lattiginosa e poco invitante, e le voci e i rumori nelle strade vicine  mi avevano fatto sentire più solo e straniero di quanto lo fossi  davvero. Tutti più tardi si erano mostrati gentili, per primo il medico  accorso al mio capezzale, e anche se non comprendevo perfettamente la  loro lingua, ugualmente dalle loro parole capivo lo sforzo per darmi  conforto e alleviare i dolori. In un mare piatto e nebbioso, la mia nave  aveva fatto sentire lungamente la sirena con la quale annunciava la sua  partenza, ed io, con uno sforzo notevole, ero a malapena riuscito ad  accostarmi alla finestra della pensione, giusto per vedere la bianca  scia di vapore che lasciava sortire dai suoi camini, mentre con lentezza  andava a prendere il largo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            La signora  della pensione durante quel giorno era tornata molte volte ad  informarsi sulle mie condizioni di salute, e fu premurosa e solerte  nell’indurmi ad assumere le medicine prescritte e nel farmi preparare  pasti adeguati, che mi tenessero in forze. Infine, dopo un numero  imprecisato di giorni, iniziai a stare meglio. La mia nave non sarebbe  tornata prima della settimana seguente, così, iniziando poco per volta  ad uscire da quella pensione, almeno per brevi passeggiate, mi  incuriosii di quel luogo, così particolare e incantevole.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;In  fondo ad una stradina nei pressi del porto, si apriva un locale alla  buona, dove vecchi marinai passavano il tempo davanti a una birra. Andai  lì per qualche serata, trovandomi perfettamente a mio agio ad ascoltare  le storie di mare che tutti amavano raccontarmi. La signora della  pensione continuava con le sue gentilezze nei miei confronti, ed io le  presi un regalo importante per cercare di sdebitarmi del daffare che le  avevo recato. Quando arrivò il momento di salire sulla mia nave, il  dispiacere che provai nel lasciare quel luogo, fu quasi pari al senso di  forzato che assumeva quel mio andarmene via: così, salutai tutti, ma  con le lacrime agli occhi, e partii davvero, proprio come avevo  previsto, ma non riuscii a dimenticare quel posto affacciato sul mare, e  fu tanto prepotente quel mio pensiero, che al ritorno dal mio viaggio  ripassai di nuovo da lì, trovando tutto esattamente come quando l’avevo  lasciato, scoprendo che c’era persino chi aveva atteso con impazienza  quel mio ritorno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi   &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4463403619659348552?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4463403619659348552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/alla-scoperta-di-un-piccolo-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4463403619659348552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4463403619659348552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/alla-scoperta-di-un-piccolo-mondo.html' title='Alla scoperta di un piccolo mondo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Z8AW5mxLRq8/Tspoe-Ihs5I/AAAAAAAAEBI/_g0aT9qI2X4/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3504974835101100877</id><published>2011-11-13T06:03:00.000-08:00</published><updated>2011-11-13T06:04:57.465-08:00</updated><title type='text'>Il percorso per giungere alla fine.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-KTVgJcpy4Mc/Tr_OZncuV0I/AAAAAAAAEA0/dMqyuHr3u7Q/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KTVgJcpy4Mc/Tr_OZncuV0I/AAAAAAAAEA0/dMqyuHr3u7Q/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674480994991626050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;            &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             “…In fondo non ha alcuna importanza che tu scorra rapidamente o meno  queste parole. Tornerai a rileggerle più di una volta, ne sono sicuro,  ne cercherai in fretta la fine, la conclusione adatta che serva a  giustificare l’insieme, il ragionamento, e ti convincerai poco per volta  che non c’è un vero senso che sorregge le cose, ti renderai conto che  tutto spesso è precario, anche la struttura stessa di un discorso che,  al contrario delle apparenze, vorrebbe essere logico…”. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Lei ripiega il foglio di carta che ha tra le mani, allontana lo  sguardo, sa che non ha ancora compreso ciò che sta dietro alle frasi che  ha appena letto, eppure sente la voglia di piangere, di disperarsi per  qualcosa che avverte dentro di sé, pur non comprendendone il senso.  Forse tutto è solo giocato attorno a qualcosa che riesce ad avvertire  come di fondamentale importanza, eppure non sa proprio come riuscire a  gestire quel qualcosa, comprenderlo appieno, ricavarne correttamente una  visione d’insieme. Sa che tutto, d’ora in avanti, precipiterà senza  rimedio, ne è certa, ma non riesce neppure a spiegarsi il perché, sa  soltanto di essere assolutamente sicura che sarà proprio così,  esattamente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             La logica a cui si affida il discorso, indubbiamente è dentro a quelle  parole che legge, ma lei non lo sa, non lo vuole sapere, riesce soltanto  a comprendere che quella è una lettera d’addio, l’ultimo atto di un  lungo periodo, del quale cerca, per una umana sopravvivenza e con ogni  sistema che trova, di storpiarne la vera natura.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Infine si alza lentamente dalla panchina sulla quale è rimasta seduta  per un tempo più lungo di quanto sarebbe stato auspicabile, riprende a  camminare sul marciapiede, lungo la strada che va verso il suo  appartamento. Non sa cosa prepotentemente rispondere, non sa come sia  meglio ribellarsi a quanto le accade, ma all’improvviso i suoi  sentimenti sembrano qualcosa di inutile, quasi di decisamente dannoso:  vorrebbe quasi infilarsi in un angolo dimenticato del mondo e non avere  più alcun rapporto con essere vivente, ma decide in un lampo che non  farà mai una cosa del genere. Poi sorride tra sé a quell’immagine,  cercando una maniera per ritrovare la capacità di reagire. S’immagina la  sua giornata tra un mese, o tra un anno, in cui solo un ricordo  nostalgico di qualcosa che si è manifestato in un periodo della sua vita  sarà ancora presente, ed avrà allora la coscienza precisa di quel solo  ingrediente tra le sue cose, che doveva per forza mescolarsi così con  tutto il resto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Poi torna a sedersi, gira quel foglio dalla parte bianca, prende una  penna dalla sua borsa, e scrive con decisione, quasi di fretta:&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             “Non tornerò a rileggere niente; non per capriccio o per una reazione  un po’ isterica, quanto perché già da tempo era proprio così che avevo  pensato dovessero andare le cose, e il dispiacere che provo è solo il  semplice rendermi conto che non ci poteva essere una strada diversa.  Giusto, tutto è precario, specialmente se non è sostenuto dalla volontà  di chi potrebbe sorreggerlo, mostrando così quanta indecisione ci sia  nei propri pensieri. Ed è esattamente quella, l’insicurezza, che ha la  capacità di confondere l’importanza profonda di questo lasso di tempo,  vissuto in maniera completa e meravigliosa, con la sua conclusione. A me  resta molto di tutto il periodo, ed è questo per me l’elemento  importante…”.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;             Così, torna a ripiegare quel foglio di carta: non avrà bisogno di  busta, pensa adesso con spirito rinfrancato; consegnerà il suo messaggio  di persona, in un luogo affollato dove può facilmente incontrarlo quasi  fosse un semplice caso, ma non gli parlerà più, saranno solamente  quelle parole la conclusione di tutto tra loro, non ce ne potranno  essere altre.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3504974835101100877?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3504974835101100877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/il-percorso-per-giungere-alla-fine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3504974835101100877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3504974835101100877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/il-percorso-per-giungere-alla-fine.html' title='Il percorso per giungere alla fine.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KTVgJcpy4Mc/Tr_OZncuV0I/AAAAAAAAEA0/dMqyuHr3u7Q/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7652034829137000902</id><published>2011-11-11T13:32:00.000-08:00</published><updated>2011-11-11T13:33:46.471-08:00</updated><title type='text'>La coscienza della solidarietà.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8hfqAmAy-4U/Tr2Un6Ja9jI/AAAAAAAAD-s/-IWEeesnEz4/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 318px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8hfqAmAy-4U/Tr2Un6Ja9jI/AAAAAAAAD-s/-IWEeesnEz4/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673854518901274162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;            &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;             Il silenzio, la solitudine e l’immobilismo, sono le tre condizioni  principali per sentirsi in pace con tutti e con se stessi. In genere,  lui si piazza seduto ad un caffè che si apre lungo il marciapiede del  viale, e che tiene le sedie all’aperto e gli ombrelloni allargati anche  nei giorni invernali. Lui trascorre in quel luogo quasi ogni mattina, si  gira con piacere la sciarpa sopra al collo nel sole autunnale, e lascia  che il traffico della città gli scorra vicino, come se non lo  riguardasse, quasi con indifferenza. &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Sta  fermo a quel tavolino per un’ora, certe volte anche di più, sorseggia  del tè caldo con una calma infinita, e scrive qualcosa sopra i fogli di  un’agendina tascabile, fingendo impegni che forse dimentica appena un  momento dopo, subito dopo che se li è appuntati. Forse si sente un  cittadino modello, forse pensa che tutti prima o poi debbano invidiare  quella sua libertà, in quella stessa maniera come lui riesce a sentirla e  a provarla, e forse pensa che sono in pochi, alla fine, che riescono a  vivere così, fuori da ogni schema, forse liberi, almeno in quella  semplice apparenza.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Invece un mattino gli si  presenta una persona, lo guarda in faccia un attimo, gli spiega senza  mezze parole che oramai non c’è più tempo per cose di quel genere,  quelle in cui lui, quasi senza rendersene conto, si sta perdendo, giorno  dopo giorno; e che le possibilità ormai andate sprecate non  ritorneranno ulteriormente, in nessun caso. Gli dice che deve avere  maggiore coscienza delle tante cose ormai gettate alle ortiche  definitivamente, e soprattutto che adesso è doveroso per lui trovare un  elemento di diversità da quella tristezza, da quella sorta di  incapacità, da quel comportamento forse creduto congenito nella sua  persona, almeno fino adesso, ma probabilmente soltanto per convenienza,  soltanto per quel credersi, in maniera senz’altro profondamente errata,  un cittadino normale, forse anche migliore di altri, e in qualche modo  utile a qualcosa.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Sembrano discorsi da  squilibrati, pensa lui, avrebbe quasi voglia di rispondergli in modo  sgarbato, senza tanti complimenti, ma poi riflette che forse qualcosa di  vero c’è in quelle parole, e che forse si è troppo appiattito, e chissà  probabilmente da quanto tempo, nel compiere sempre le medesime  attività. Così resta in silenzio, quasi turbato, lascia che l’altro gli  spieghi ancora qualcosa, e infine si alza, paga al cameriere la sua  consumazione, e segue senza remore quella persona, ormai deciso a capire  dov’è che può avere sbagliato, e soprattutto come potrà in futuro  cambiare il percorso della sua vita.     &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Gli  viene indicata la direzione del viale verso dove le auto proseguono a  transitare come sempre hanno fatto, e lui osserva quell’andare continuo,  quasi insensato; lascia che quell’immagine gli si imprima negli occhi,  poi si gira e per la prima volta comprende che non deve fare più ciò che  gli torna spontaneo, naturale, come un individuo disinteressato di  tutto. Deve impegnarsi, reagire, magari anche con un inevitabile sforzo,  in ciò che c’è di più giusto, di più utile agli altri, perché è quella  l’unica strada, l’unica possibilità che ha per sentirsi davvero diverso e  migliore; e non ce ne può essere un’altra.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7652034829137000902?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7652034829137000902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/la-coscienza-della-solidarieta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7652034829137000902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7652034829137000902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/la-coscienza-della-solidarieta.html' title='La coscienza della solidarietà.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8hfqAmAy-4U/Tr2Un6Ja9jI/AAAAAAAAD-s/-IWEeesnEz4/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3750327198487612393</id><published>2011-11-06T14:55:00.000-08:00</published><updated>2011-11-06T14:57:11.273-08:00</updated><title type='text'>A seguito di una linea lontana.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hV2SvhKth_U/TrcQjw5GGrI/AAAAAAAAD8k/5eYOwf53kv0/s1600/IMG_0003.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hV2SvhKth_U/TrcQjw5GGrI/AAAAAAAAD8k/5eYOwf53kv0/s400/IMG_0003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672020462302272178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Sul retro   della mia casa c’è un’auto senza le ruote e un piccolo orto recintato  in  maniera precaria subito prima di un appezzamento di terra  abbandonato,  pieno di erbacce e di rovi. Fuggo là dietro, ogni volta  che mio padre  viene da me per picchiarmi. In genere, di ciò che sta per  succedere, me  ne accorgo già molto prima che tutto precipiti, anche se  in genere non  ne comprendo mai il vero motivo: mi basta vedergli lo  sguardo, la fronte  corrugata, il sopracciglio che si alza in maniera  nervosa. Mia madre  non fa quasi niente per tenermi distante da lui, ma  ho visto qualche  volta che ci sono le spinte e gli schiaffi anche per  lei se si mette di  mezzo, così da qualche tempo sto molto più accorto e  cerco di evitare  qualsiasi problema ulteriore: rasento con calma i  mobili della cucina e  infilo appena possibile la porta sul retro della  nostra casa di legno,  andando velocemente a nascondermi in mezzo ai  cespugli.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Lontano da  dove mi piazzo, oltre una fila distante alberi, si  vedono decollare gli  aerei nella leggera foschia che in genere aleggia  laggiù. Non invidio  nessuno dei passeggeri che immagino sopra, soltanto  mi piace osservare  quella lentezza remota con cui quei missili bianchi  si avvitano in cielo  durante quella curva maestosa. Certe volte,  quando più tardi mia mamma  mi chiama, io rientro in casa,  svogliatamente, e spesso l’abbraccio,  come se una solidarietà  silenziosa si ponesse ad un tratto tra noi,  quando lui si è sdraiato  sul letto o se n’è andato fuori da casa. In dei  casi vorrei anche  parlarle degli aeroplani, di come li vedo nella loro  larga parabola  mentre salgono in aria, ma credo che non riuscirei ad  usare le parole  più adatte, finendo per rovinare quello che davvero  vorrei farle  capire.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Così in  genere rimango là fermo, in silenzio, seduto al tavolo della  cucina a  mangiare da solo con gli occhi nel piatto, mentre lei in piedi  mi guarda  senza dirmi alcuna parola, forse perché non ne ha più di  parole,  immagino, ma soltanto deboli pensieri che non riescono più a  librarsi  nell’aria. Forse non importa neppure, penso, forse avrei  voglia soltanto  di sapere che cosa guarda quando si rende conto di non  sapere neanche  verso dove spostarsi, che probabilmente non ha quasi più  niente da  seguire con gli occhi. Infine aspetto ancora che mi dica  qualcosa, che  si smuova da quel torpore in cui in certi casi sembra  cadere, e continuo  ad oscillare tra la rabbia interna che generalmente  mi prende, e quella  pena costante che sembra non abbandonare neppure  per poco la nostra  casa di legno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;             Poi lei a  volte viene da me, è come se mi sorridesse, anche  se non lo fa; mi  accorgo che avrebbe voglia di piangere, sa che oramai  sono cresciuto,  che sono già grande, ma resta lì, senza far niente,  probabilmente sa che  non può lasciarsi andare ad una cosa del genere.  Allora cerco di  interrompere quella sospensione di tempo che mi stringe  come una morsa:  sai mamma, vorrei dirle tutto di un fiato; dietro a  quegli alberi,  laggiù nella foschia, ci sono gli aeroplani che  decollano. Io vado lì  soltanto per seguire la loro curva ascendente  nell’aria, soltanto per  quello; e sono contento quando ce n’è uno da  guardare nel cielo al  tramonto, e non so per quale motivo, ma mi pare  sempre la cosa più bella  e più importante che io abbia mai visto.     &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3750327198487612393?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3750327198487612393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/sul-retro-della-mia-casa-ce-unauto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3750327198487612393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3750327198487612393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/sul-retro-della-mia-casa-ce-unauto.html' title='A seguito di una linea lontana.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hV2SvhKth_U/TrcQjw5GGrI/AAAAAAAAD8k/5eYOwf53kv0/s72-c/IMG_0003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5327949383063938261</id><published>2011-11-06T07:18:00.000-08:00</published><updated>2011-11-06T07:26:58.853-08:00</updated><title type='text'>Faccia da negro.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-YIZW_HUEWxg/TranNSxtgsI/AAAAAAAAD70/cnYXvdsSFrM/s1600/IMG_0001-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-YIZW_HUEWxg/TranNSxtgsI/AAAAAAAAD70/cnYXvdsSFrM/s400/IMG_0001-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671904627540198082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;           &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;             Generalmente sta fermo, appoggiato a qualcosa. In certi casi invece si  muove camminando in modo dinoccolato, e dondolando svogliatamente  raggiunge qualcuno dei ragazzi e gli dice sottovoce qualcosa, giusto per  fare conversazione. Non gli piace troppo passare le serate davanti a  quel bar a non fare niente, però proprio non sa dove altro potersene  andare. Certe volte preferirebbe restare al lavoro, nel più grande  ospedale della città. Gli piace parecchio quando qualcuno là dentro gli  chiede qualcosa scambiandolo per un vero infermiere, anche se lui in  realtà svolge soltanto le mansioni di un ordinario inserviente. Però  ugualmente si sente utile agli altri, sa che il suo lavoro partecipa ad  un insieme di cose che portano avanti tutto quel grande ingranaggio là  dentro, e questo gli basta.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            E’ ancora  giovane, probabilmente dovrebbe trovarsi una bella ragazza, come fanno  quegli altri, però lui è timido, e poi soprattutto si sente ancora  proiettato alla scoperta del mondo, e ritiene di avere ancora moltissime  cose da imparare e pensare, non può frenare quel suo percorso soltanto  per una cosa del genere. Certe volte osserva i degenti del suo reparto, e  gli pare incredibile che una sola persona riesca a racchiudere tante  cose come ognuno di loro, e quando li sente parlare, confidare i propri  timori ai parenti o agli infermieri, rimane talmente stupefatto che  qualcuno del personale nei corridoi trova sempre la maniera di prenderlo  in giro.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            L’umanità gli sembra tutta  meravigliosa, e gli pare proprio che ognuno abbia dentro di sé talmente  tante cose da dire, che lui in qualche caso si spaventa perfino di  qualche discorso che si trova ad ascoltare, ma si sente attratto da  tutti, specialmente da coloro che sono nati lontano, chissà in quale  paese e in quale realtà, proprio come lui, che è un trovatello, uno che  probabilmente non conoscerà mai i suoi genitori.  &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;             Così se ne sta assieme agli altri davanti a quel bar anche stasera,  come parecchie altre sere, quando proprio non è di turno giù  all’ospedale. Ogni tanto qualcuno di loro gli dice qualcosa, gli lancia  qualche battuta, ma in fondo tra quei ragazzi non c’è quasi nessuno che  cerca di prenderlo in giro, i più lo rispettano, anche se dicono che ha  la faccia un po’ strana e che riesce ad assumere certe espressioni  diverse da tutti; tutti sanno però che è uno che vede ogni giorno gli  aspetti più duri della vita e delle miserie del mondo, e questo elemento  è davvero importante, e forse è proprio quello che conta più di ogni  altro, anche tra loro.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;            Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5327949383063938261?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5327949383063938261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/faccia-da-negro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5327949383063938261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5327949383063938261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/faccia-da-negro.html' title='Faccia da negro.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-YIZW_HUEWxg/TranNSxtgsI/AAAAAAAAD70/cnYXvdsSFrM/s72-c/IMG_0001-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3621626174272900752</id><published>2011-11-03T11:51:00.001-07:00</published><updated>2011-11-03T11:55:27.798-07:00</updated><title type='text'>Amarezza contemporanea.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-LBUy3avwg3c/TrLi36PyedI/AAAAAAAAD7E/qhBR37IQqDk/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-LBUy3avwg3c/TrLi36PyedI/AAAAAAAAD7E/qhBR37IQqDk/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670844330969037266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;Amarezza contemporanea.&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Su quello  spiazzo costituito da rocce grigie irregolari, come una specie di  piccola altura, l’uomo primitivo osserva la fitta vegetazione del bosco  poco sotto di lui. Sa che da li a poco deve affrontare il suo nemico  temibile che adesso forse si nasconde là dentro, ciò nonostante sembra  essere preso da una strana e insolita calma, come se tutto questo lo  riguardasse soltanto in minima parte. Ha già provato altre volte a  restare da solo, unico dominatore del luogo, e nella proiezione che in  quei casi se ne è dato, ha assaporato il gusto profondo di quella  dimostrazione di forza, come di qualcosa di meraviglioso. Ma adesso,  chissà perché, tutto questo non gli pare più tanto importante, o meglio,  pensa alla sfida nei confronti dell’altro, e prova soltanto il timore  che una volta abbattuto il suo simile, molto nei suoi giorni quasi si  privi di qualsiasi significato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Gli sembra  forse inutile adesso seguire i suoi istinti profondi, come sempre  peraltro ha fatto nella sua vita: sente che i suoi pensieri di oggi lo  trascinano da tutt’altra parte, anzi, gli pare urgente e importante che  lui assuma come fondamentale quel diverso punto di vista, quasi che le  sue idee, la sua maniera di essere, il suo comportarsi, abbiano  improvvisamente necessità di un confronto più costruttivo, di una  diversa opinione con cui misurarsi, magari addirittura di un aspetto  critico differente da quello che ha sempre avuto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Questo,  riflette l’uomo primitivo sopra l’altura, mentre continua a starsene  eretto su quel luogo così giusto per tenere sotto controllo la zona,  anche se in fondo a lui non interessa quasi più rimanersene lì, come se  la sua mente in quegli ultimi giorni avesse maturato un diverso  convincimento su tutto, un modo di vedere le cose distante da quella che  è stata la sua opinione di sempre. Sa che il nemico è là attorno,  rintanato nel fitto della vegetazione, da qualche parte, eppure gli pare  quasi di non temerlo neanche: gli sembra sciocco il loro contrapporsi  come animali, quel farsi guerra per una sciocca supremazia, tanto da  immaginare al contrario un possibile sodalizio e un’alleanza fruttuosa  fra loro, un patto da stringere, forse, qualcosa di diverso da sempre,  ma che possa servire maggiormente ai loro simili scopi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Poi accade  qualcosa, un ramo d’albero cade a terra spezzato, una pietra vortica  dentro l’aria, lui si china timoroso ad osservare quanto sta per  succedere. Quasi non importa chi sarà tra di noi a cadere a terra  ammazzato, pensa; in quel caso avremo perso ambedue, non avremo maturato  nessuna possibilità di tentare un’esistenza diversa, una differente  maniera di vedere le cose. Infine si alza, tiene tra le mani una pietra  di discrete dimensioni, sa che ha un vantaggio notevole sull’altro  restando sopra l’altura, e infine lo vede, è lì, poco sotto di lui, sta  brandendo qualcosa, lo minaccia, così, quasi d’istinto, scaglia la sua  arma dall’alto colpendolo in pieno, proprio sopra la testa.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            L’uomo  primitivo scende velocemente ad osservare da vicino quel corpo, l’altro a  terra esala oramai gli ultimi suoi respiri, lui lo guarda, forse prova  un senso di dispiacere dentro di sé. Infine torna ad osservare la  vegetazione indifferente attorno alle rocce: adesso lui è più solo, ne  ha quasi certezza, sente che il suo punto di vista egoistico forse è  profondamente sbagliato, ne è quasi cosciente, eppure non rinuncia a  quell’ultimo sprezzo, e sputa, come ha fatto altre volte in casi del  genere, sopra a quel cadavere immobile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;            Bruno Magnolfi  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-SHsedrzta4M/TrLixNNKoFI/AAAAAAAAD64/OcoCEe54wPk/s1600/IMG_0001-1.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3621626174272900752?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3621626174272900752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3621626174272900752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3621626174272900752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/11/blog-post.html' title='Amarezza contemporanea.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LBUy3avwg3c/TrLi36PyedI/AAAAAAAAD7E/qhBR37IQqDk/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8662228931630727383</id><published>2011-10-30T08:09:00.000-07:00</published><updated>2011-10-30T08:10:23.215-07:00</updated><title type='text'>Come una pellicola avvolgente.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Hza5I9YpAoc/Tq1oxYFDHjI/AAAAAAAAD6U/GeoHA8IHzJ4/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Hza5I9YpAoc/Tq1oxYFDHjI/AAAAAAAAD6U/GeoHA8IHzJ4/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669302703415828018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Fuori  da questa finestra tutto il mondo mi è ostile, pensava l’anziano  pensionato mentre osservava qualcosa lungo la strada, scansando appena  la tendina dentro la stessa stanza dove passava la maggior parte del  tempo. Qualche automobile si rincorreva con i fanali già accesi, alcuni  pedoni camminavano in fretta lungo il muro di fronte, quasi intimoriti  dai motori e dai rumori del traffico, anche se la giornata scorreva come  sempre aveva fatto a quell’ora. C’erano delle volte in cui l’uomo  doveva addirittura sforzarsi per non ridurre ad una serie di impressioni  del tutto individuali la realtà che osservava attorno a sé, cercando un  punto di vista maggiormente obiettivo, una logica che potesse dargli il  senso di quanto era percepito da tutti, anche se in altri casi gli  pareva impossibile che le persone non si accorgessero di quanto lui  continuava a registrare nella sua mente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Devo  cercare gli aspetti importanti che colpiscono gli altri, e tentare di  reagire nella stessa maniera, si diceva a volte nei momenti in cui  restava seduto sulla sua poltroncina a ripensare qualcosa di cui tentava  di trovare un giudizio maggiormente distaccato di quanto generalmente  gli tornava naturale. Poi usciva di casa, anche se fuori non era a suo  agio, e si inoltrava lungo le strade per cercare di capire da che cosa  erano attratti i cittadini che vivevano in quel suo stesso quartiere.  Infine tornava a rimettersi dietro quella tendina, o seduto sulla  poltrona, e spesso riprendeva ad immergersi nei suoi pensieri di sempre,  senza trovare la maniera per sentirsi veramente sereno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  sua dottoressa gli aveva detto tante volte che abitare da solo alla sua  età era quasi un elemento di rischio per la sua salute mentale, e che  doveva cercare di uscire da quell’isolamento in cui inesorabilmente  tendeva a cadere. Così gli aveva spiegato come dovesse sforzarsi, ed  evitare di lasciarsi andare a pensieri ed idee troppo individuali, che  riguardavano soltanto lui, e riflettere meno sulla sua persona e sulle  sue cose, impegnandosi al contrario ad immaginare quello che era  importante per gli altri, assumendo un atteggiamento maggiormente  collettivo, qualcosa che lo riportasse a confrontarsi con le persone, a  cercare un dialogo, un rapporto con tutti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;In  questo processo però si era messa di mezzo anche una maledetta paura:  di cadere lungo le scale, per esempio; di restare vittima del traffico  lungo le strade; di essere additato per qualche motivo da quel vicinato  che neanche gli rivolgeva un saluto quando lo incontrava sul  marciapiede. Per questo l’anziano pensionato aveva deciso di uscire di  casa il meno possibile, anche se tutto, tra le sue mura, anche se dava  sicurezza, gli pareva peggiorare progressivamente. Ma dietro a quella  finestra ritrovava il punto di osservazione tramite il quale comprendere  in maniera speciale tutte le cose: la realtà complotta contro di me,  pensava; la nevrosi della gente, la tecnologia incomprensibile, la  fretta, l’isolamento di tutti. Sono sempre più solo, si diceva, e mi  risulta impossibile interrompere questo processo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi,  un pomeriggio, aveva preso il suo bastone da passeggio, si era  avvicinato con calma alla solita finestra, e con decisione ne aveva  rotto il vetro, lasciando che si sbriciolasse in mille piccoli pezzi. Un  po’ di vento era entrato, aveva smosso quella tendina, e lui si era  sentito più vivo, come se quel gesto fosse l’inizio di qualcosa di  veramente diverso. Infine era uscito da casa indossando la sua giacca  migliore, aveva incontrato una donna appena fuori dal suo portone e  l’aveva guardata negli occhi: buongiorno, le aveva detto con un sorriso;  oggi può essere sicuramente una bella giornata per tutti; è sufficiente  avere la volontà per viverla in questa esatta maniera, non trova?&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi  &lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8662228931630727383?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8662228931630727383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/come-una-pellicola-avvolgente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8662228931630727383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8662228931630727383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/come-una-pellicola-avvolgente.html' title='Come una pellicola avvolgente.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Hza5I9YpAoc/Tq1oxYFDHjI/AAAAAAAAD6U/GeoHA8IHzJ4/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-6821267170483907161</id><published>2011-10-27T12:07:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T12:08:18.580-07:00</updated><title type='text'>Gli amanti della fine del Giorno (terza parte).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-y4kscQiTa_E/Tqmr_zIUHDI/AAAAAAAAD6E/MYCV8CByt2I/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-y4kscQiTa_E/Tqmr_zIUHDI/AAAAAAAAD6E/MYCV8CByt2I/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668250718567668786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Non  mi interessa avere un motivo per restare fuori da tutto, mi è già  sufficiente poter starmene qui, sdraiato su questa poltrona all’aperto,  aspirare l’aria della sera che lentamente, tra qualche minuto, sfumerà  nel buio della notte, soltanto per sapere che ogni cosa va bene, che non  ho bisogno di altro, se non di questa sensazione di vita che oltre ad  ogni apparenza continua a scorrere in modo deciso fuori e dentro di me.  Osservo senza interesse qualcosa di cui non comprendo appieno neppure la  natura, poi volgo lo sguardo verso un altro interesse, un elemento che  mi sembra più vicino alle mie idee, ai miei liberi pensieri.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  vita è fatta così, penso, poi riprendo a sorridere agli altri che  stanno qui insieme a me, ad ammirare questo tramonto di sole che in  apparenza ci accomuna in maniera insperata, e che in realtà ci rende  isolati e distanti l’uno dall’altro. Mi è stato detto che è la morte che  fa amare la vita, e la paura cosciente che non sorga più il sole, e che  tutto si concluda qui, esattamente stasera, ci fa desiderare la sua  rinascita in maniera spasmodica, anche se ognuno mette del proprio  dentro a questi pensieri, e i paragoni tra noi, pur stando insieme,  sembrano oltremodo difficili.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ma una scintilla&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;d’improvviso  scatena la pianura e le colline, una vibrazione percorre la nostra  parte sensibile, qualcosa come la paura di perdere ciò che  apparentemente abbiamo acquisito: mi alzo dal posto dove mi trovo  seduto, guardo gli altri quasi negli occhi, chiedo loro quanto davvero  potremmo resistere ad immaginare la luce sopra di noi, le ombre che pian  piano si allargano, quell’ultimo spicchio di sole che lentamente ci  lascia orfani di qualcosa che non sappiamo neppure cosa sia veramente.  Loro mi guardano soltanto un momento: c’è probabilmente qualcosa che non  va nei miei pensieri, decidono senza parlare, però si alzano come ho  fatto io, tolgono i loro occhiali, si rendono conto che questo confronto  renderà tutti più poveri, privi anche di quell’entusiasmo assolutamente  necessario, degno di cose importanti, ma poi lentamente tornano a  risistemarsi seduti, stanchi di parole e di gratuito raziocinio, come se  quel tramonto fosse più importante di ogni altro aspetto, necessario  alla stessa esistenza.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Anch’io  torno a sedermi; forse è proprio questo il punto, immagino: non c’è una  vera logica in molto di ciò che facciamo, si può essere d’accordo su  tutto, oppure no, decidere una volta per sempre che la mancanza di senso  non è cosa umana, o che dentro di noi sappiamo da tempo remoto ciò che  va bene e quello che invece non va. Oppure si, possiamo decidere proprio  al contrario che siamo alla ricerca di qualcosa che non riusciamo a  trovare, e che alla fine è proprio questo l’elemento più umano di tutti.  Proseguiamo a guardare; forse sarà una serata speciale.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-6821267170483907161?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/6821267170483907161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/gli-amanti-della-fine-del-giorno-terza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6821267170483907161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6821267170483907161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/gli-amanti-della-fine-del-giorno-terza.html' title='Gli amanti della fine del Giorno (terza parte).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-y4kscQiTa_E/Tqmr_zIUHDI/AAAAAAAAD6E/MYCV8CByt2I/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7158588331771068732</id><published>2011-10-24T11:00:00.000-07:00</published><updated>2011-10-24T11:02:01.505-07:00</updated><title type='text'>Gli amanti della fine del Giorno (seconda parte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-wvVkSqRbdGA/TqWn6x_-PEI/AAAAAAAAD54/KWmbw8mcqoM/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-wvVkSqRbdGA/TqWn6x_-PEI/AAAAAAAAD54/KWmbw8mcqoM/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667120334411545666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;La  casa sul lago appariva immobile, solo leggermente tremolante nei suoi  contorni dentro al riflesso dell’acqua. Da lontano pareva appoggiata  proprio alla fine della collina sovrastante, dentro a uno spiazzo  orizzontale inventato dalla natura proprio per lei, come a lasciare un  luogo di vedetta da cui ammirare quella natura. L’ultimo tratto di  strada era tutto malandato e sconnesso, ma quando si riusciva a fermarsi  e a spegnere il motore dell’auto sul piccolo piazzale dietro alla casa  di selce, immediatamente arrivava un silenzio e una pace che  giustificavano qualsiasi sacrificio per arrivare fin lì. Il bosco  attorno allo spiazzo che racchiudeva la casa era tutto costituito da  alberi adulti, giganteschi con quei tronchi spesso diritti, su verso il  cielo, a troneggiare sul tetto, la loggia di fianco, la grande terrazza  appoggiata sull’acqua, quasi a rimpicciolire i contorni di tutto ciò che  costituiva quella abitazione isolata, frutto di una scommessa col  mondo: restarsene separata da tutto. Pensare di dare una festa, o  attirare persone fin lì senza una motivazione precisa superiore ai  comportamenti mondani, era impensabile: troppo lontano da tutto, quel  luogo, troppo isolato, forse troppo romantico se non per stare due o tre  giorni nel silenzio completo a leggere libri, a parlare sottovoce, a  gustare un silenzio irreale. Si erano ritrovati in diversi quel giorno,  consapevoli di quello che avrebbero scoperto arrivando alla casa, tutti  ragazze e ragazzi, uomini e donne, conoscenti ed amici, in tutto dieci  persone, che avevano preso in affitto quel posto per riunirsi in un modo  un po’ insolito, e restarsene lontani da ogni altra cosa forse per  indagare entro se stessi, allontanare dalla mente la noia borghese di  sempre, e lasciare che il pensiero assumesse una forma diversa, qualcosa  che desse la misura negativa della evanescente quotidianità. Avevano  preso una sedia ciascuno, senza neanche suggerirselo a vicenda, e si  erano piazzati sopra la grande terrazza, quasi senza parlare, solo  assumendo punti di vista e posizioni diverse per osservare con calma  l’acqua del lago. Il sole rosseggiava su un fianco, ed il lago  riproduceva il profilo della collina di fronte raddoppiandone la  maestosità e la leggerezza, tracciandone un’impercettibile linea laggiù,  sull’altra riva. Ci sarebbe voluta probabilmente un’altra ora al  tramonto, e quei raggi scaldavano ancora ogni superficie in modo  piacevole, fiammeggiando i colori in un modo sublime, mescolandoli ad un  fondo pieno e maturo. Non c’era bisogno di pensare ad un futuro oltre  quell’ora: tutto in un attimo si sarebbe spento nella vallata, dopo quel  breve tempo, e il mondo avrebbe capovolto se stesso proiettando ogni  cosa in un suo aleatorio rovescio. Piero era contento di esser riuscito a  trascinare tutti fin lì, di aver riunito quelle persone in quel luogo  convincendoli soltanto con poche parole, con la sua capacità di far  immedesimare gli altri nelle sue fantasie, ma aveva desiderato tanto  quello che relativamente con facilità aveva ottenuto, che adesso non  sapeva del tutto cosa aspettarsi dalla situazione creata. All’improvviso  quel silenzio gli metteva paura, sembrava che i pensieri di tutti  agissero come a formare qualcosa di cui ognuno non fosse cosciente. Lui  avvertiva quella vibrazione che univa le menti e ne moltiplicava ogni  potenzialità, e mentre il sole cadeva oltre quell’orizzonte, pareva che  un potere diverso assumesse i contorni del loro riunirsi, come una forza  che sfuggisse al loro controllo per andare a scagliarsi chissà contro  chi, o contro cosa. Lentamente, alle spalle di tutti, si era alzato  dalla sua sedia, era scivolato verso la casa mentre il sole moriva, e  subito prima di entrare si era voltato ancora, impaurito, dalla parte  degli altri che erano rimasti lì, immobili. Era stato allora che tutti  si erano girati a guardarlo, come se lui fosse diverso, come se lui  fosse una persona lontana dagli altri, come se loro avessero assunto  all’improvviso un potere comune di cui Piero era immune, e in funzione  di questo, adesso lui appariva da solo, terribilmente da solo. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;Bruno Magnolfi &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7158588331771068732?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7158588331771068732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/gli-amanti-della-fine-del-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7158588331771068732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7158588331771068732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/gli-amanti-della-fine-del-giorno.html' title='Gli amanti della fine del Giorno (seconda parte)'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-wvVkSqRbdGA/TqWn6x_-PEI/AAAAAAAAD54/KWmbw8mcqoM/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3594880777341870660</id><published>2011-10-22T10:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-22T10:39:48.196-07:00</updated><title type='text'>Scena n. 21. Abbagliato di luce.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-x7M8FWzMcJs/TqL_xW3zv_I/AAAAAAAAD5c/DY8pz6wXv2o/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-x7M8FWzMcJs/TqL_xW3zv_I/AAAAAAAAD5c/DY8pz6wXv2o/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666372504603836402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Ormai  lo spettacolo lo conosco a memoria, non ho neppure bisogno di seguire  il copione con gli appunti del regista sui margini, e i cambi di luce  durante i tre atti della commedia non sono poi neanche tanti, anche se  molto precisi. Lascio che scorra la prima parte con una lampada fredda e  sfumata sul primo personaggio, poi arriva lei. E’ una donna fantastica,  credo non ci sia altro da aggiungere, quando lei è sul palcoscenico  tutto il resto non ha paragone. Anche se chiudo gli occhi la sua voce è  come se riuscisse a mostrare tutte le espressioni che assume la sua  figura e il suo viso là sopra. Mi piace pensare che le mie luci le  accarezzino con dolcezza il vestito, che riescano a rendere la sua  recitazione ora cupa ora brillante, ora seria ora leggera, come se il  mio non fosse un lavoro, ma qualcosa di più: un completamento di lei,  della sua incomparabile arte.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Le  cose vanno avanti come tutte le sere, lo spettacolo scorre quasi  sull’olio anche se l’impegno di tutti c’è ed è forte. Osservo ancora una  volta il copione, giusto per sicurezza, devo sfumare un faretto tra  poco, poi ci sarà un cambio di luci piuttosto repentino. Lei è  senz’altro la mia attrice preferita, penso, mentre continuo a guardarla  ammirato da dietro le quinte. In tanti anni di lavoro di elettricista  nessuna come lei è mai riuscita a farmi sognare così, semplicemente  scolpendo nell’aria le sue parole. Devo dirglielo prima o poi, penso,  senza’altro avanti che finiscano tutte le repliche di questo spettacolo,  ma più lo desidero più mi sento ridicolo, in fondo ho persino qualche  anno meno di lei, e lei ha sempre il camerino pieno di ammiratori.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Mando  avanti il cambio previsto, le metto un pizzico in più di bianco caldo  sopra ai capelli; la osservo, mi sembra bellissima adesso, quasi  l’avessi scolpita, mi innamoro di lei ogni volta che torno a guardarla.  Allora mi volto, cerco di guardare qualcosa da un’altra parte, ormai  basta solo la sua voce per mostrarmi il suo viso, i suoi movimenti, i  suoi gesti, le sue espressioni. Lo spettacolo procede, tutto sembra  filare in maniera perfetta; lei esce di scena, c’è un cambio d’abito, è  previsto così sul copione, ci incontriamo tra le pannellature dietro le  quinte, la guardo negli occhi, lei neppure mi vede: è nervosa, lo  capisco benissimo, qualcosa non va come vorrebbe, forse non avrebbe  neppure voglia di tornare là sopra, chissà.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Si  chiude nel camerino, si cambia, forse riesce persino a calmarsi, poi  torna a passarmi vicino, più lentamente; mi faccio forza, esco dal buio,  la fermo, le chiedo: andavano bene le luci, è tutto a posto? Lei volta  la sua faccia sopra di me, mi guarda, anche se per un attimo sembra  quasi sia avanti, dietro ad un pensiero diverso, ma infine torna  presente, sorride in modo leggero, poi di nuovo sembra già allontanarsi.  Infine una ruga le appare sopra la fronte, apre leggermente la bocca,  mi dice: siete tutti bravissimi, poi va a prendersi qualcosa da bere,  lasciandomi lì, come uno stupido; infine torna sui suoi passi, tra poco  deve rientrare, allora mi si accosta vicino, con il bicchiere accanto  alle labbra, ma senza guardarmi, e in un soffio mi dice: non mettermi  addosso tutta la luce che hai; non la merito proprio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3594880777341870660?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3594880777341870660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/scena-n-21-abbagliato-di-luce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3594880777341870660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3594880777341870660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/scena-n-21-abbagliato-di-luce.html' title='Scena n. 21. Abbagliato di luce.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-x7M8FWzMcJs/TqL_xW3zv_I/AAAAAAAAD5c/DY8pz6wXv2o/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-573827274811020066</id><published>2011-10-19T09:40:00.000-07:00</published><updated>2011-10-19T09:41:30.903-07:00</updated><title type='text'>Il male minore (ripresa cinematografica n. 6).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-X2OLakUSFQo/Tp79nGQPIaI/AAAAAAAAD5Q/uu7m_3kK11Y/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-X2OLakUSFQo/Tp79nGQPIaI/AAAAAAAAD5Q/uu7m_3kK11Y/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665244229414101410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;h2 class="uiHeaderTitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;    &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Non  so neppure per quale motivo fossi entrato in quel capannone industriale  dismesso, forse soltanto per curiosità, tanto che quando ero caduto  malamente da una scaletta metallica arrugginita, avevo subito pensato  che era quasi giusto che mi fossi fatto del male, e che era quella la  perfetta punizione per essermi andato ad impicciare di cose che non mi  riguardavano affatto. Avevo provato quasi immediatamente a rimettermi in  piedi, nonostante i forti dolori dappertutto, ma mi ero velocemente  reso conto che non ne ero capace. Così ero rimasto immobile il più a  lungo possibile, e quando avevo notato che oramai iniziava a far buio,  una paura sottile aveva iniziato a farsi strada velocemente dentro di  me.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sentivo un piede come  incastrato in qualcosa sul pavimento, ed una gamba così dolorante da non  permettermi alcun movimento. Sotto alle mani sentivo la polvere e la  sporcizia di anni, e tutta quella situazione mi appariva così assurda  che continuavo a immaginare una soluzione immediata, casuale, qualcosa  come aprire gli occhi all’improvviso e ritrovarmi fuori da lì,  tranquillo, sul marciapiede della strada di casa. Invece, al contrario  della mia assurda fiducia, la realtà pareva delinearsi molto più seria e  concreta di ogni mia supposizione, mentre inesorabilmente continuava a  scorrere il tempo, e i rumori delle rare auto in transito lungo la  strada, sembravano giungere da un luogo talmente lontano da farmi  apparire assurdo cercare di richiamare l’attenzione di qualcuno con  qualche stupido grido di aiuto. Continuavo tenacemente a pensare che  tutto in qualche maniera si sarebbe risolto, anche se la mia fiducia  sentivo che poco per volta iniziava a incrinarsi.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi  avevo cominciato a cercare di muovermi, pensando ad ogni minuta azione  da compiere come al raggiungimento di un grande traguardo. Mi ero reso  conto velocemente che c’era del sangue sulla mia gamba, ma questo non mi  aveva creato nessun particolare problema aggiuntivo, e anche se con  certezza sentivo il mio corpo fortemente indebolito da quella caduta,  cercavo ugualmente di portare a compimento tutti quei gesti che ritenevo  assolutamente fondamentali alla risoluzione dei miei problemi. Con  grande fatica ed impegno ero riuscito alla fine ad appoggiare un  ginocchio per terra, e a sollevare leggermente il busto sugli  avambracci, ma fu proprio allora che mi ero reso conto che quella gamba  ferita non mi avrebbe sorretto in nessuna maniera, e che non ce l’avrei  probabilmente mai fatta a rimettermi in piedi.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Così,  con la poca energia che mi era rimasta, mi ero trascinato, fermandomi a  riprendere fiato ogni due o tre movimenti, sopra la polvere di quel  pavimento, riuscendo ad arrivare vicino ad una parete, cosa questa che  mi parve già un grande successo, mentre sentivo tutto il mio corpo, per  quello sforzo estenuante, ormai quasi esausto. Ero tornato allora a  puntare il ginocchio per terra cercando con le mani un appiglio sulla  superficie del muro, riuscendo con grande sforzo a tirarmi su in piedi,  giusto per rendermi conto che non ricordavo neppure verso dove avrei  dovuto dirigermi per ritrovare l’uscita da quel capannone. Ero perduto,  pensavo, era evidente; mi avrebbero ritrovato ormai cadavere chissà  quanto tempo più tardi, forse tra un mese, forse anche di più.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Fu  allora che mi lasciai andare, ricadendo di fianco sul pavimento, ma fu  quasi nello stesso momento che qualcuno vicino, con una torcia accesa di  cui già iniziavo a vedere le lame di luce, chiese a voce alta dove mi  fossi nascosto. Il resto, avvocato, lei lo conosce meglio di me: la  denuncia che è stata spiccata nei miei confronti, probabilmente era il  minimo che potesse essere fatto; del resto io mi reputo già fortunato  nel poter raccontare ciò che è accaduto, il resto, in fondo, se devo  essere del tutto sincero, non mi interessa neppure.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-573827274811020066?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/573827274811020066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/il-male-minore-ripresa-cinematografica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/573827274811020066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/573827274811020066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/il-male-minore-ripresa-cinematografica.html' title='Il male minore (ripresa cinematografica n. 6).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-X2OLakUSFQo/Tp79nGQPIaI/AAAAAAAAD5Q/uu7m_3kK11Y/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3778488312636858293</id><published>2011-10-16T08:55:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T12:15:16.364-07:00</updated><title type='text'>(Profilo n. 14). Il sapore di un giorno qualunque</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Z8NkMsunCkU/Tpr_PvppXkI/AAAAAAAAD44/qsDquMsIk84/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Z8NkMsunCkU/Tpr_PvppXkI/AAAAAAAAD44/qsDquMsIk84/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664120127326084674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                               &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Aveva   sistemato la sua auto nel parcheggio antistante il palazzo dove   lavorava da quasi trent’anni, aveva preso l’ascensore da solo, dopo   avere strisciato il suo badge, e infine era entrato nella sua stanza,   che divideva con altri due impiegati con i quali scambiava in genere   poche parole, nonostante la condivisione di quei pochi metri di spazio.   Al signor Giorgio piaceva arrivare in ufficio per tempo, quasi sempre   prima degli altri colleghi, e giunto davanti alla sua scrivania compiere   tutti quei gesti quasi automatici che mettevano in moto la sua nuova   giornata lavorativa. Mentre il computer iniziava a far ronzare la   ventola di raffreddamento lui sistemava il telefono, riordinava le carte   rimaste sul piano della sua scrivania dal giorno precedente, apriva  con  calma i cassetti per assicurarsi che tutto fosse al suo posto,  quasi  come dar seguito a dei piccoli riti di iniziazione, sentirsi a  suo agio,  perfettamente calato nella sua parte.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Ma   quella mattina qualcosa strideva terribilmente nella sua testa, al   signor Giorgio pareva che niente fosse davvero al suo posto, e che   quella stanza si fosse fatta più piccola, opprimente, addirittura priva   di aria. Si era alzato dalla sua sedia e si era avvicinato alla   finestra: lungo la strada c’era il solito traffico, qualche casa poco   distante sbandierava i panni stesi ad asciugare sopra dei fili lungo i   balconi, qualche passante sul marciapiede camminava con la massima   attenzione ai propri passi. Niente di diverso dal solito, questo era il   punto, così come niente sembrava che potesse veramente cambiare le  cose.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Si   allontanò dalla finestra, il signor Giorgio, ma invece di tornare a   sedersi uscì lentamente sul corridoio, osservò gli altri impiegati che   stavano giungendo al loro posto di lavoro, poi entrò dentro al bagno per   uomini, poco distante. Osservò le sue mani grigie in contrasto con il   bianco del lavandino, si specchiò per un attimo, poi decise che aveva   bisogno di andarsene via, almeno quel giorno, lontano da tutte quelle   solite cose. Il colore rosa del sapone lavamani attirò la sua   attenzione, ne prese una goccia col dito e ne assaggiò con la bocca il   sapore aspro e sgradevole. Poi inumidì la carta per asciugarsi e   l’appiccicò sopra lo specchio, fino ad eliminare dalla superficie di   vetro qualsiasi immagine riflessa.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Si   slacciò la cintura di pelle alla vita quasi con un certo sollievo, si   sbottonò quanto poteva lasciando che i calzoni gli calassero fino alle   caviglie, poi li tolse del tutto sfilando via anche le scarpe. Quando   aprì la porta per tornarsene nel corridoio, solo allora si accorse di   essere quasi nudo, ma non gli parve affatto una cosa terribile. I suoi   colleghi si passarono la voce in un attimo, e alla fine erano tutti lì,   chi ridendo, chi cercando di dirgli qualcosa, ma il signor Giorgio   sembrava non dare importanza a nessuno di loro. Nemmeno il capufficio   cercò di fermarlo, pur arrivandogli vicino: forse per imbarazzo, forse   perché gli pareva quasi impossibile che accadesse una cosa del genere, e   probabilmente riteneva che niente potesse fermare davvero un   comportamento così assurdo. Si limitò ad osservare con un certo distacco   i gesti di quel bravo impiegato sempre ligio al proprio dovere, mentre   ignorando chiunque cercava di rientrare nella sua stanza, senza  cercare  neppure una spiegazione qualsiasi, anzi, comportandosi come  fosse quello  il comportamento più normale del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Il   certificato medico nei giorni seguenti riportava la dicitura:   esaurimento nervoso, e in capo ad un mese il signor Giorgio tornò al suo   lavoro, quasi come niente fosse successo. Non ci fu un vero seguito a   quanto era accaduto tra quegli uffici, e le cose ripresero velocemente   il loro normale andamento, anche se a qualcuno ogni tanto veniva ancora   da ridere incrociandolo nel corridoio, ma era giusto per fare  qualcosa,  forse semplicemente per rompere la noia che opprimeva quel  luogo. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-H6NgLJ8aDoM/Tpr-lyCuWWI/AAAAAAAAD4g/gtuouz-2xtc/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3778488312636858293?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3778488312636858293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/aveva-sistemato-la-sua-auto-nel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3778488312636858293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3778488312636858293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/aveva-sistemato-la-sua-auto-nel.html' title='(Profilo n. 14). Il sapore di un giorno qualunque'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Z8NkMsunCkU/Tpr_PvppXkI/AAAAAAAAD44/qsDquMsIk84/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1292252841387738306</id><published>2011-10-13T15:22:00.000-07:00</published><updated>2011-10-13T15:25:35.170-07:00</updated><title type='text'>La nonna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-AuG6dXoP1K8/Tpdk63SDIOI/AAAAAAAAD38/g2KvsGTzLbg/s1600/La%2Bnonna-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 331px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-AuG6dXoP1K8/Tpdk63SDIOI/AAAAAAAAD38/g2KvsGTzLbg/s400/La%2Bnonna-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663106018876530914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(80, 46, 0); font-weight: bold;font-size:19px;" &gt;La  nonna veniva a prendermi generalmente nel primo pomeriggio. Avevo  quattro o cinque anni, e in quelle giornate assolate andavo volentieri  con lei ad accompagnarla nei suoi giri, che poi erano sempre i medesimi:  una visita al cimitero, a pulire la tomba del nonno che non avevo mai  conosciuto ma che in vita si era chiamato proprio come me; oppure in  qualche vecchio negozio a far quattro chiacchiere con qualcuno che la  nonna conosceva chissà da quanto tempo, oppure per comprare qualcosa che  le serviva; e immancabilmente in chiesa, ogni giorno, però non alla  messa, ma all’ora in cui non c’era nessuno, e giusto per stare lì in  silenzio per cinque minuti o pochi di più. La chiesa era grande e i  soffitti con volte a crociera a me parevano altissimi, e nel fresco  silenzio dei muri e all’ombra del grande pronao di ghisa, rimbombava il  formidabile colpo del maglio che spaccava le loppe di minerale e di  pirite nella fonderia poco lontana. Era bello pensare in silenzio, senza  alcuna fretta in mezzo a confondermi, e quel suono profondo, quello che  arrivava immancabile ogni poco dalla fonderia, prolungato nel tempo dai  muri e dagli alti soffitti, pareva una parte costituente la chiesa,  come se fosse il lavoro, il sudore dei minatori che estraevano il  minerale e degli operai che fondevano il ferro e la ghisa, a entrare là  dentro, a parlare di loro, delle difficoltà della vita, e forse anche  del nonno, morto per essere caduto da un’impalcatura mentre portava  avanti anche lui il proprio lavoro. La nonna aveva cresciuto i suoi  figli ancora piccoli tutta da sola, fin da quel giorno, chissà con  quante e con quali difficoltà, ed ora che quelli erano grandi, aveva me,  che volentieri le stringevo la mano callosa, e le facevo capire ogni  volta che mi piaceva andare con lei, ero contento di accompagnarla in  tutti i suoi giri, ed io davvero sarei andato dappertutto al suo fianco,  in ogni posto dove lei avesse voluto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(80, 46, 0);font-size:14pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(80, 46, 0);font-size:14pt;" &gt;Bruno Magnolfi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1292252841387738306?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1292252841387738306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/la-nonna-veniva-prendermi-generalmente.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1292252841387738306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1292252841387738306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/la-nonna-veniva-prendermi-generalmente.html' title='La nonna'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-AuG6dXoP1K8/Tpdk63SDIOI/AAAAAAAAD38/g2KvsGTzLbg/s72-c/La%2Bnonna-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-889590581799752251</id><published>2011-10-13T14:34:00.000-07:00</published><updated>2011-10-13T14:35:07.830-07:00</updated><title type='text'>Di nuovo primavera.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-HeBik1U4py4/TpdZcCIMUvI/AAAAAAAAD3w/g_fiKVysyaY/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HeBik1U4py4/TpdZcCIMUvI/AAAAAAAAD3w/g_fiKVysyaY/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663093394584130290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Resto  seduto,  in questa piccola stanza quasi vuota, ammobiliata solo con un  tavolo di  legno ed una libreria, e mi sento bene a leggere qualcosa,  sfogliare  vecchi volumi che in molti casi ho letto già, ma in cui riesco  a  ritrovare sempre cose nuove, frasi e parole su cui la volta  precedente  non mi ero sufficientemente soffermato, e mentre svolgo  questa attività  mi sembra spesso di non aver bisogno di nient’altro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Poi   però penso a quante cose ci possono essere fuori, fuori da qui, dai   miei pensieri, da queste pagine consunte, e allora torno ad osservare   quello spicchio di strada che si vede dalla mia finestra, e mi sembra   che tutto sia ordinario, monotono, consolidato, come se, qualsiasi cosa   potessi mai trovare dentro alla mia testa o in queste pagine, sarebbe   comunque qualcosa che non vale, che non porta alcuna novità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Mi   sollevo dalla sedia, cammino dentro alla mia piccola stanza, e mi  sento  nervoso, preda di un tormento che giunge dal di fuori, ed è come  se  tutti i miei pensieri subissero un attacco alla loro legittimità, o  come  se non fosse giustificato neppure ciò che penso, o tutto quello  che  riesco a riflettere sopra a questi libri, proprio come se le pagine  che  sfoglio fossero rimaste preda della loro bella età, risultando  vecchie,  una volta per tutte, fuori scala, senza possibilità di dire  altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Apro   la porta, esco in corridoio, indosso velocemente la mia giacca e  scendo  senza tentennamenti le scale di questo condominio: fuori non c’è   niente, niente che io abbia altre volte visto e riflettuto, eppure  oggi  c’è il sole, forse è primavera, la giornata è calda, l’aria  piacevole,  come qualsiasi altra primavera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jCogzO_krx4/TpXAGDstc_I/AAAAAAAAD3A/a3J7XCw1MQM/s1600/IMG_0001-1.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-889590581799752251?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/889590581799752251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/di-nuovo-primavera_13.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/889590581799752251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/889590581799752251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/di-nuovo-primavera_13.html' title='Di nuovo primavera.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HeBik1U4py4/TpdZcCIMUvI/AAAAAAAAD3w/g_fiKVysyaY/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3616033812056609538</id><published>2011-10-09T07:03:00.000-07:00</published><updated>2011-10-09T07:51:05.487-07:00</updated><title type='text'>Istruzioni per regole nuove.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-fBq3EWurbgg/TpG0yd5HXdI/AAAAAAAAD2g/ss-EsJnUTDw/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-fBq3EWurbgg/TpG0yd5HXdI/AAAAAAAAD2g/ss-EsJnUTDw/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661504985692069330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;span&gt;            &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;L’uomo  stava disteso sull’erba, apparentemente senza pensieri, la donna,  accanto seduta, lo osservava in silenzio. Abbiamo soltanto due ore per  noi, aveva detto lui, poi non potremo rivederci prima di due settimane.  Non gli piaceva preventivare il futuro, ma con lei era sempre meglio  dire con calma e con chiarezza le cose, in modo da evitare qualsiasi suo  irrigidimento. Forse non ci vedremo neanche più, aveva invece detto  lei, mostrando il suo carattere particolare, lanciando le parole  nell’aria, ma come parlando a se stessa. Anche in altre occasioni le sue  riflessioni erano apparse più catastrofiche e definitive di quanto ce  ne fosse stato bisogno, ma in questo caso qualcosa nella sua voce era  più fermo e deciso di ogni altra volta.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;L’uomo  generalmente interveniva in questi casi spiegandosi meglio e cercando  di alleggerire le cose, ma stavolta gli parve di non avere argomenti,  come se tutto quello di cui adesso avrebbe potuto parlare, almeno in  maggior parte, gli apparisse scontato, già risaputo, addirittura  ridicolo. Rimase fermo e in silenzio, dando appena una timida occhiata  verso di lei che aveva lo sguardo fisso sugli alberi in fondo a quel  pezzo di verde. Lungo la strada che costeggiava quel parco pubblico  passavano raramente delle auto, e il rumore del loro transito, da dove  si trovavano loro, risultava appena percettibile. Inconsciamente lui si  volse verso il cancello in fondo al giardino dove stava parcheggiata la  loro macchina, e lei intercettò il suo movimento pur rimanendo in  silenzio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ci  sono cose che non ho ancora capito, aveva detto lui cercando un  argomento che non riguardasse niente di riconducibile al loro rapporto;  altre che inizio soltanto adesso a comprendere; e ce ne sono anche di  ulteriori che credo mi sfuggiranno per sempre; però penso che sia questa  la vera maturità, la coscienza che ci siano elementi che hai avuto  sotto agli occhi da sempre e che d’improvviso si presentano del tutto  diversi, e mostrandosi sotto una luce completamente variata ti fanno  sentire bisognoso di tutto, anche di imparare correttamente a guardare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi  era rimasto in silenzio, e d’improvviso gli era parso che nessun  argomento potesse rompere lo stallo che si era creato, tanto che, pur  continuando a cercare qualcosa da dire, senza peraltro riuscirci, si  mise a trastullare una foglia, giusto per fare qualcosa. Andiamo?, disse  lei d’improvviso sollevandosi in piedi. Lui comprese che qualcosa gli  stava effettivamente sfuggendo di mano, ma non riuscì a contrapporre  nient’altro che un timido: vuoi davvero andar via? Lei annuì senza  rispondere, e in un attimo prese il vialetto di ghiaia che conduceva al  cancello, con passi calmi ma risoluti, e lui la seguì. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  sensazione più forte era per lui la perdita improvvisa di tutto, ma il  pensiero che lo tormentava di più era l’incapacità, che provava quasi  come un dolore, di opporre qualcosa di sensato ad una decisione  probabilmente già presa. Fuori dal giardino tutto pareva scorrere in  maniera ordinaria, i bambini erano per mano alle mamme, le automobili  rallentavano in prossimità dei passaggi pedonali; soltanto lì, accanto a  loro, qualcosa di irreparabile stava accadendo senza che niente,  probabilmente, fosse capace di arrestarne il proseguo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Infine  erano giunti al cancello, lei aveva già tirato fuori le chiavi per  aprire la propria automobile e accompagnarlo fino all’area di sosta  dove, come d’accordo, si erano incontrati poco prima, prendendosi  ambedue quel pomeriggio di libertà. Lui allora si era fermato un  momento, aveva abbassato la faccia, l’aveva osservata con una semplice  occhiata esauriente, poi aveva detto: vai pure; io preferisco tornarmene  a piedi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3616033812056609538?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3616033812056609538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/istruzioni-per-regole-nuove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3616033812056609538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3616033812056609538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/istruzioni-per-regole-nuove.html' title='Istruzioni per regole nuove.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fBq3EWurbgg/TpG0yd5HXdI/AAAAAAAAD2g/ss-EsJnUTDw/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2249874792648597930</id><published>2011-10-05T08:21:00.000-07:00</published><updated>2011-10-05T08:30:07.072-07:00</updated><title type='text'>Senza riferimenti certi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-sRPx61kZA4Q/Tox39k4tw0I/AAAAAAAAD2I/tnGRKJO-4fE/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-sRPx61kZA4Q/Tox39k4tw0I/AAAAAAAAD2I/tnGRKJO-4fE/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660030731455152962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-wJKltpZK1V8/Tox35qoLlUI/AAAAAAAAD2A/dY4Y9RKVevg/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-wJKltpZK1V8/Tox35qoLlUI/AAAAAAAAD2A/dY4Y9RKVevg/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660030664276940098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;Avevo  guardato a lungo nello specchio una figura che non ero del tutto  riuscito a riconoscere. Poi mi era venuto da sorridere: forse era uno  scherzo ottico, avevo subito pensato, un abbaglio senza seguito, un  elemento sciocco di un periodo un po’ più complicato di altri,  probabilmente un momento in cui avrei dovuto impegnarmi in misura  maggiore per decifrare meglio tutti quei segnali che normalmente possono  giungere. Mi ero seduto al tavolo, avevo lasciato che scorresse qualche  minuto con la testa appoggiata ad una mano, quasi come se fosse  sufficiente starmene fermo a pensare per risolvere le cose, poi ero  tornato ad osservarmi attorno.&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sapevo  che la sedia su cui mi ero seduto, pur essendo la mia preferita, ogni  volta che mi muovevo scricchiolava, e a me dava fastidio quel rumore di  legno vecchio, secco e tarlato, anche se non potevo farci niente. Ero da  solo, questo era il punto, anche se la solitudine mai mi era pesata.  Guardavo le cose, i mobili, le stanze della mia casa, e quasi stentavo a  riconoscere tutto, come se una mano diversa dalla mia avesse deciso  dove farmi abitare, come comportarmi, forse addirittura cosa pensare.  Ecco, d’improvviso era come se scoprissi di non essere esattamente me  stesso.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Giravo dentro la mia  casa, osservavo le mie mani, toccavo gli oggetti di ogni giorno, eppure  sapevo che qualcosa era cambiato. Mi affacciai alla finestra per  osservare le persone che camminavano lungo la strada, e qualcuno si  volse a guardarmi, come se avessi qualcosa di strano, qualcosa che  incuriosiva quasi tutti. Tornai allo specchio e vidi una persona che  neppure conoscevo. Uscii di casa, corsi giù per le scale con l’idea di  chiedere aiuto, forse anche per cercare di spiegare a qualcuno quello  che mi stava succedendo, ma poi ne ebbi paura e mi paralizzai una volta  sopra al marciapiede. Dopo un attimo iniziai ad incamminarmi lentamente  con il massimo della noncuranza che potevo assumere, e intanto osservavo  le vetrine dei pochi negozi di quella zona per vedere se riconoscevo la  figura specchiata sopra a quelle superfici, e intanto cercavo di  pensare cosa fosse meglio per me, come uscire da quella situazione.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Vidi  qualcuno del quartiere che fino al giorno prima salutavo, ma nessuno di  questi mi riconobbe, neanche uno rivolse un saluto verso di me. Smisi  di pensare, mi concentrai soltanto sui miei passi, e in fretta arrivai  al cavalcavia. Le auto sfrecciavano veloci, sentivo l’aria che muovevano  sopra ai miei vestiti e nei capelli: mi appoggiai al corrimano pedonale  e rimasi a guardare per lunghi minuti quel traffico monotono, costante,  dove tutti pareva corressero verso qualcosa di importante. Mi sentivo  perduto, non avevo neppure un posto verso cui dirigermi, eppure non  riuscivo a mettere a fuoco neanche che cosa stessi perdendo veramente.  Quando mi allontanai da lì fu soltanto per tornarmene a casa: pensavo  alla mia sedia scricchiolante, forse l’unica cosa che adesso mi mancava;  mi sarei seduto, pensavo, mi sarei comportato proprio come ogni giorno,  e ogni mia difficoltà sarebbe scomparsa, se ci pensavo a fondo era  così, all’improvviso ne ero certo, non c’era proprio alcun bisogno che  mi lasciassi prendere dal panico.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2249874792648597930?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2249874792648597930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/senza-riferimenti-certi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2249874792648597930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2249874792648597930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/senza-riferimenti-certi.html' title='Senza riferimenti certi.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-sRPx61kZA4Q/Tox39k4tw0I/AAAAAAAAD2I/tnGRKJO-4fE/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7724476478903668812</id><published>2011-10-02T05:42:00.000-07:00</published><updated>2011-10-02T05:43:53.782-07:00</updated><title type='text'>Nel senso delle cose.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-k0vxl06_BPM/TohcXSlT8MI/AAAAAAAAD0w/LkTsNnNt2H8/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-k0vxl06_BPM/TohcXSlT8MI/AAAAAAAAD0w/LkTsNnNt2H8/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658874486986109122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Il  loro solito percorso prevedeva il passaggio vicino ad una casa, una  vecchia abitazione di campagna ormai in disuso, dove da chissà quanti  anni non abitava più nessuno, ma che in qualche modo, almeno a giudicare  dal di fuori, conservava il fascino di una costruzione ancora viva,  seriosa, quasi autoritaria nel dominare gli spazi e il verde attorno.  Non c’era niente di particolare nei pressi di tutto quello spiazzo, se  non quel viottolo serpeggiante che girava poco lontano dalla casa fino  ad arrivare, un chilometro più avanti, a costeggiare un piccolo fiume  insieme agli alberi e ai cespugli spontanei, pieni di vento di verde e  di grandi foglie ombrose.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;I  ragazzi, dopo la scuola, certe volte trascorrevano lì un’ora o due  parlando sottovoce, seduti nel fresco e nella calma, cercando con lo  sguardo qualche pesce guizzante tra le pietre e a tirare sulla  superficie dell’acqua qualche sasso, per poi tornare indietro, verso il  paese, ripassando lentamente davanti a quella casa con le imposte sempre  sprangate, immaginandosi gli interni: l’acquaio di granito, i pavimenti  di mattoni, il camino grande con le panche ai lati, e forse nell’aria  un odore di fumo ancora forte. Tornavano verso le loro case senza dirsi  niente, quasi in silenzio, ma come conservando un sottinteso che non  riuscivano a spiegarsi.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Quando  decisero, in un giorno come gli altri, tutti e quattro quanti erano, di  sfondare la porta e di entrare dentro a quella casa, era come se le  parole per l’accordo fossero la normale prosecuzione dei loro pensieri  di sempre, come fosse in fondo una cosa già decisa, ormai quasi  naturale. Lo fecero cercando di darsi coraggio l’uno all’altro, e forse  non ne avevano davvero neanche bisogno, ma andarono avanti senza alcun  ripensamento, con le torce che si erano portati dietro per scrutare con  minuzia ogni particolare, e con gli occhi aperti, di chi sa che ci sarà  solo una volta per rendersi conto delle cose, aspettando il tramonto,  quando forse certi gesti, chissà perché, diventano possibili.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Nessuno  di loro rimase all’esterno, dovevano tutti essere coinvolti ad armi  pari in quell’impresa, e si ritrovarono là dentro, in quelle stanze  completamente vuote, senza neppure sapere bene cosa fare.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Girarono  con circospezione da ogni parte, salirono al piano superiore lasciando  chiusi gli scuri quasi per paura di cambiare l’assetto ormai assegnato a  quella casa, poi, parlando tra loro sottovoce, dissero che non c’era  niente, anche se non ne erano proprio convinti, ma allora tutti insieme  decisero di andarsene. Fu in quel momento che notarono qualcosa, un  piccolo quadro rimasto appeso, unico oggetto, su una parete d’angolo  lungo il corridoio. Fecero luce con circospezione, si avvicinarono  quanto era possibile, ma il vetro fece specchio e li confuse, poi infine  videro l’immagine.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Pareva quasi  una fotografia, ma era un disegno sbiadito fatto con una matita: dei  ragazzi che si guardavano tra loro sotto a un albero, come se  attendessero qualcosa, quasi che chi aveva voluto disegnarli, li avesse  sorpresi in pose strane, con espressioni insolite e curiose. Avrebbero  potuto essere addirittura loro stessi, pensarono le loro menti sveglie:  trovarono addirittura delle somiglianze, e se si guardava bene, sullo  sfondo del disegno, c’era anche una casa che poteva essere benissimo  quella dove adesso si trovavano, e di tutta quella riflessione provarono  paura. Uno di loro disse che voleva andarsene, gli altri annuirono,  così in un attimo si ritrovarono sopra lo spiazzo esterno con una gran  voglia di tornarsene in paese e alle strade conosciute. Non dissero mai  niente a nessuno di tutta quella storia, e soprattutto di quel quadro,  ma non dimenticarono mai niente di quello strano pomeriggio, e forse  dentro quel quadro sentirono di entrarci veramente, anche se non subito:  forse ci si ritrovarono con calma, quasi per un gioco della mente, un  giorno o quello seguente, un anno oppure un altro, poco per volta, senza  alcun forzatura; prima o dopo, come una conseguenza naturale,  praticamente inevitabile.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;/p&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7724476478903668812?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7724476478903668812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/nel-senso-delle-cose.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7724476478903668812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7724476478903668812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/nel-senso-delle-cose.html' title='Nel senso delle cose.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-k0vxl06_BPM/TohcXSlT8MI/AAAAAAAAD0w/LkTsNnNt2H8/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1176399168271997641</id><published>2011-10-01T07:08:00.000-07:00</published><updated>2011-10-01T07:11:56.993-07:00</updated><title type='text'>Il pianto di gioia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fGVhDkX6wjA/Toce9sg-QqI/AAAAAAAAD0o/s3HqLa7Wxy4/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fGVhDkX6wjA/Toce9sg-QqI/AAAAAAAAD0o/s3HqLa7Wxy4/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658525502084629154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(66, 33, 14);"&gt;&lt;span style=""&gt;Camminare  per strada, mettermi seduto su una panchina del giardinetto del mio  quartiere, sfogliando un giornale giusto per occupare gli occhi e la  mente, e far trascorrere il tempo. Tornare a casa, dopo il lavoro,  accendere la radio sul mobile, compiere i soliti gesti di rito,  pressappoco con i medesimi orari, quasi ad osservare delle direttive  precise, e lasciar trascorrere il tempo. Scendere certe volte giù al bar  a scambiare qualche parola con le conoscenze di sempre, ragazzi che  giocano a carte, che si prendono in giro e che ridono, passare la serata  a guardarli, e farmi fare un caffè dal barista, proprio per conservare  quell’aura di cliente dentro al locale, e lasciare che il tempo  trascorra. Questi i miei giorni, le mie settimane, gli anni che passano,  come un percorso da compiere, e basta; ma qualcosa di differente si è  inserito in mezzo a quei giorni, a quel tempo indolente. Una bella  ragazza la Laura, abita in fondo alla strada, a volte ci siamo  incontrati, ma non l’ho mai salutata, forse per timidezza, forse perché  nessuno ci ha mai presentati. Ma ieri, dentro al negozio di generi  alimentari, le è caduto qualcosa mentre ero lì, un foglietto di carta,  una cosa da niente, ma io l’ho immediatamente raccolto, lei è arrossita e  mi ha ringraziato. “E’ solo la lista delle cose che devo acquistare…”,  ha aggiunto con voce piacevole, ed io, non so come, le ho detto, mentre  uscivamo assieme da dentro al negozio: “Potrei accompagnarti, ti  va?...”. Lei ha fatto segno di si con il capo, mentre sistemava la  borsa, poi lentamente ci siamo avviati sul marciapiede. Le ho detto che  sono triste in questo periodo, che a volte le giornate mi sembrano  lunghe, che sono stufo di far trascorrere il tempo senza che questo  comportamento mi dia nello scambio qualcosa per cui sentirmi contento.  Le ho detto che credo di essere un ragazzo qualsiasi, come tutti, però  mi sento sempre da solo, anche quando sono in mezzo alla gente. Certe  volte ho invidia di chi si diverte, le ho detto; non so cosa abbiano di  diverso da me quelli che ridono tanto, però qualche volta mi manca quel  loro sentirsi leggeri, sereni. Lei ha guardato quasi sempre diritto,  avanti ai suoi piedi sul marciapiede, ha fatto cenno di si con la testa,  ha detto che mi comprendeva benissimo, che anche lei certe volte si  sentiva nella stessa maniera. “Non so cosa manca nella mia vita”, le ho  detto, “ma questa mancanza è così forte da annullare anche il resto,  come se quello che ho perdesse di senso al confronto”. Poi Laura era  arrivata, ci siamo fermati davanti al portone, le ho detto che mi aveva  fatto tanto piacere parlare con lei, e lei mi ha risposto che dovevamo  ancora parlare, faceva bene parlare, che avevamo iniziato un dialogo,  una cosa importante, dovevamo vederci il giorno seguente, ai  giardinetti, quelli dove io certe volte andavo da solo a sfogliare il  giornale. Andava bene, era tutto perfetto, non c’era da aggiungere  altro. L’ho salutata, poi ho quasi trattenuto il respiro. Un giorno  intero è trascorso così, senza che io mi fossi accorto di niente: mi  sono messo seduto a quei giardinetti, nel pomeriggio, come d’accordo,  sopra la panchina di sempre, ho guardato gli alberi spogli, mi sono reso  conto di sentirmi ancora più triste di quello che avevo creduto, e che  l’unica cosa che adesso mi sollevava lo spirito era lei, sapere che  Laura stava arrivando. Poi ho visto da lontano la sagoma, ho  riconosciuto il suo passo, mi sono sistemato ancora meglio sopra quella  panchina, ho cercato di assumere un’espressione che le facesse piacere  vedere, e lei è arrivata davvero, si è fermata lì, davanti ai miei  piedi, con il suo viso dolcissimo, ed io, proprio come un cretino, non  ho saputo trattenere le lacrime.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(66, 33, 14);"&gt; &lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1176399168271997641?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1176399168271997641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/camminare-per-strada-mettermi-seduto-su.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1176399168271997641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1176399168271997641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/10/camminare-per-strada-mettermi-seduto-su.html' title='Il pianto di gioia'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fGVhDkX6wjA/Toce9sg-QqI/AAAAAAAAD0o/s3HqLa7Wxy4/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4610357176417729858</id><published>2011-09-30T14:40:00.000-07:00</published><updated>2011-09-30T14:43:16.441-07:00</updated><title type='text'>Niente sara piu come prima.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-p5TgXf4K1Co/ToY3gCMohfI/AAAAAAAAD0g/vbIZv-OOq2s/s1600/Niente%2Bsar%25C3%25A0%2Bpi%25C3%25B9%2Bcome%2Bprima.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-p5TgXf4K1Co/ToY3gCMohfI/AAAAAAAAD0g/vbIZv-OOq2s/s400/Niente%2Bsar%25C3%25A0%2Bpi%25C3%25B9%2Bcome%2Bprima.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658271005322806770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1cm;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(17, 63, 44);font-size:14pt;" &gt;Per  anni ho continuato a scrivere poesie, e ancora ne ho voglia. Ma io non  voglio dire ciò che dicono le parole. Cioè, non voglio dire solo quello:  si tratta di lasciare che qualcos’altro scorra in mezzo alle frasi. La  costruzione del pensiero spesso avviene in maniera autonoma: certo, è  necessario uno strato minimo di concentrazione su qualcosa, come un  canovaccio da seguire, ma il resto a volte può prendere vita autonoma e  snodarsi lentamente dipanando un proprio senso in maniera indipendente  da tutto, indifferente al pensiero iniziale o ai progetti elaborati. Il  senso che ne scaturisce può sorprendere, ma va a collegarsi in modo  stretto con ciò che abbiamo dentro, quello che non riusciamo a spiegare  neanche a noi stessi. Si possono utilizzare altre buone parole per  spiegare ciò che ha origine in questo modo: intuizione, creatività,  fantasia, ma non è questo il senso. C’è qualcosa che non sappiamo e che  certe volte fuoriesce da noi, che lo vogliamo o meno. Il controllo sul  mondo è solo un bisogno, la verità è che i significati più importanti ci  sfuggono. Come quando si pensa al proprio corpo e ci pare impossibile  che possa resistere a tutti i maltrattamenti a cui lo sottoponiamo. E  soprattutto, lui vive, cresce, si muove, indipendentemente dalla nostra  volontà, quasi facendoci rabbia, certe volte. Poi, l’improvvisa  sensazione che si stia aprendo uno squarcio all’interno del nostro  organismo si fa avanti: come una parte del corpo che all’improvviso  smetta di funzionare e si rompa, e un’emorragia di sangue e tessuti  molli invada ogni interstizio dentro di noi, e che tutto all’improvviso  si offuschi perché privato del complesso sistema che coordina tutto  l’insieme; ecco, la paura che tutto ciò avvenga, adesso, in questo  preciso momento, ci paralizza. Ci paralizza in piedi, fermi in una  posizione non di riposo, l’unica in cui abbiamo quasi tutti i muscoli  tesi, e siamo certi di non provare dolore, siamo convinti di poter  ancora resistere; l’immobilità&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e la solitudine  sono le uniche cose che ci permettono di credere di poter ancora essere  come eravamo, come siamo sempre stati, e di non cedere al nostro umano  sconvolgimento, lasciarci convinti che ancora siamo, viviamo, possiamo  permetterci di stare ancora bene. Nessuno ci ha visti, nessuno è a  conoscenza di quello che stiamo provando, quindi ciò che accade non è  proprio vero, è solo una nostra costruzione mentale: un piccolo sforzo e  tutto è passato, possiamo aspirare ancora a muoverci, pensare, scrivere  poesie, anche se forse abbiamo perso un po’ di quel senso di  invulnerabilità che ci sosteneva e ci lasciava strafottenti, egoisti,  pieni di noi. I minuti passano, la strana rivoluzione dentro di noi è  ancora lì, ci preoccupa sempre di più. Allora guardiamo attorno,  cerchiamo negli altri l’aiuto necessario, quel sostegno di cui, fino  soltanto a un momento prima, eravamo sicuri di poter fare a meno. Adesso  ci serve, cerchiamo qualcuno, attiriamo l’attenzione con una smorfia,  un’espressione di dolore, uno sguardo pietoso, un grido. Ci soccorrono,  due, cinque, dieci persone si fermano, osservano in noi ciò che non  vorrebbero mai accadesse anche a loro, ci parlano addosso, ci fanno  domande, si informano su noi, chi siamo, cosa siamo, e infine riassumono  in una sola espressione: siamo un corpo, un corpo qualsiasi, malato di  chissà cosa, possiamo essere lasciati in mano ai professionisti, persone  che si occupano solo di quello, non importa se la nostra era solo  sofferenza di vita, dolore esistenziale, malattia da incomprensione. C’è  una cura per tutto, non dobbiamo preoccuparci. Così possiamo  rassegnarci ad essere, e basta. Penso questo e mi giro nel letto, nel  buio della mia stanza fredda e silenziosa di una notte qualsiasi. Adesso  ho capito, niente sarà più uguale per me, da domani.&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(17, 63, 44);font-size:14pt;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;font-size:16px;" &gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(17, 63, 44);font-size:14pt;" &gt;&lt;span style=""&gt;         &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4610357176417729858?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4610357176417729858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/niente-sara-piu-come-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4610357176417729858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4610357176417729858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/niente-sara-piu-come-prima.html' title='Niente sara piu come prima.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-p5TgXf4K1Co/ToY3gCMohfI/AAAAAAAAD0g/vbIZv-OOq2s/s72-c/Niente%2Bsar%25C3%25A0%2Bpi%25C3%25B9%2Bcome%2Bprima.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1762894045651376638</id><published>2011-09-27T06:56:00.000-07:00</published><updated>2011-09-27T06:59:17.298-07:00</updated><title type='text'>Nulla sarà più dimenticato.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kgyTyLbiuc8/ToHWaTDoIWI/AAAAAAAAD0Y/Q7WCRw2MlMg/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kgyTyLbiuc8/ToHWaTDoIWI/AAAAAAAAD0Y/Q7WCRw2MlMg/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657038354234483042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;In un angolo della stanza  c’è una branda. Mi sdraio, negli ultimi tempi ho dormito sempre e  soltanto dove è capitato, sentire adesso un letto morbido sotto di me è  qualcosa che non credevo più neanche possibile. Credo che il mondo mi  dimostri costantemente la sua ostilità, questa è una cosa che penso  sempre, che non abbandona mai i miei pensieri, ma non adesso, non in  questo momento in cui posso rannicchiarmi in questa cuccia morbida, e  immaginare che per almeno qualche ora nessuno verrà a pormi domande, ad  osservarmi, ad interessarsi di tutte le mie cose.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Forse sono completamente  sbandato, non ho più riferimenti, non so neppure dove mi trovo, ma non  chiedo di meglio che essere lasciato in pace almeno qualche ora,  soprattutto che non arrivi di nuovo qualche carogna a chiedermi chi  sono, cosa sto facendo, per quale motivo io mi trovi qui. Chiudo gli  occhi anche se non dormo, e tutta questa ostilità che normalmente mi  circonda sparisce quasi per magia; avverto l’aria libera intorno a me,  anche se sono in una stanza chiusa, e in fondo non mi importa neanche se  qualcuno verrà davvero ad osservarmi, è sufficiente che nessuno mi  tolga questa mia intimità, questa mia ricerca interiore di cui non so  dire, ma che è solo mia, non si può neanche spiegare, e soprattutto non è  condivisibile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sto qui, so che non durerà  a lungo, a qualcuno darà sicuramente fastidio che io possa rimanere più  di un’ora o due su questa branda, magari che io possa prendere troppa  cognizione di ciò che sono, che rifletta ancora su quello che per me sia  maggiormente conveniente, capisca dove mi trovo, cosa stia facendo.  Quando chiudiamo gli occhi siamo tutti uguali, penso, possiamo  immaginarci quello che vogliamo, e anche solo sentire la pelle della  schiena a contatto con un muro freddo, in fondo non ha alcuna  importanza: siamo noi, ognuno dentro al proprio abbraccio,  indifferentemente da dove siamo capitati e dal destino assurdo che ci ha  portati fino qui.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Non voglio pensare cosa  stia succedendo fuori da questa stanza, non voglio sapere niente di  quello che mi attende domani o tra un’ora, il mio corpo di persona è qui  adesso, soltanto questo conta, il mio respirare sopra questa branda,  essere vivo ora, senza proiettarmi oltre il presente. Poi immagino  arrivi qualcuno, sento i rumori delle porte spalancate a calci, subito  mi strattonano, penso, mi fanno rotolare per terra e dicono cose gridate  che neanche capisco. Non importa, non oppongo alcuna resistenza, lascio  che facciano di me quello che vogliono, non ho più neanche coscienza di  ciò che veramente sono, che cosa veramente io voglia, o dove vorrei  essere. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mi stringo ancora su questo letto morbido, mentre allontano il pensiero di cosa sarà di me tra un’ora &lt;span&gt; &lt;/span&gt;o  due. Sono da solo, tutto intorno a me vuole che io mi senta  abbandonato, che pensi solo a me stesso, come non ci fosse nessun altro  nelle mie stesse condizioni. Questo è il sistema, questa la maniera per  fare di me e degli altri quello che vogliono, ma la mia sopravvivenza  urla dentro di me, resta attaccata a questa mia persona: abbasserò la  testa, lascerò che accada tutto quello che dovrà accadere, ma non  dimenticherò mai quello che è stato, mi resterà dentro, geneticamente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1762894045651376638?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1762894045651376638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/nulla-sara-piu-dimenticato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1762894045651376638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1762894045651376638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/nulla-sara-piu-dimenticato.html' title='Nulla sarà più dimenticato.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kgyTyLbiuc8/ToHWaTDoIWI/AAAAAAAAD0Y/Q7WCRw2MlMg/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1045161329484273832</id><published>2011-09-25T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T03:50:33.669-07:00</updated><title type='text'>Pensieri immutabili.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-42yJpsHXv2g/Tn8Hcqegs7I/AAAAAAAAD0Q/NJo-a8p5Ssg/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-42yJpsHXv2g/Tn8Hcqegs7I/AAAAAAAAD0Q/NJo-a8p5Ssg/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656247846020625330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Alex  era sicuro di aver agito d’istinto quando aveva colpito con quel forte  pugno il volto del suo amico, dentro al locale dove andavano spesso a  parlare e a bere una birra in pace dopo il lavoro. Non c’era stato  neppure un vero motivo per quella insolita reazione che lui aveva avuto a  certe parole, soltanto il bisogno di rendere chiaro quanto per lui  fosse importante manifestare tutto il suo forte dissenso rispetto alle  idee dichiarate dall’altro. Se ci pensava non ci trovava davvero alcuna  razionalità in quello che era accaduto, eppure lui si sentiva ancora  convinto che il motivo importante che l’aveva portato ad agire in quel  modo, era qualcosa che sul momento si era dimostrato impossibile da  accantonare.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Alex non era un  risoluto, neppure un violento, non lo era mai stato, normalmente sentiva  il bisogno di chiarire le cose con le parole, ma spesso gli succedeva  di chiudere ogni pensiero in se stesso, come ignorando tutti coloro che  gli stavano attorno, quasi come se le sue riflessioni fossero  inesplicabili. Ripensandoci, non ricordava neanche il vero motivo che  aveva fatto scattare quella sua reazione dentro a quel bar, eppure non  si era dispiaciuto di quanto era accaduto, come se dentro di sé  giudicasse impossibile un diverso comportamento. E in fondo tutto questo  adesso non aveva alcuna importanza: lui era una persona, e in base a  questo i sentimenti che provava erano tutti commisurati alla sua vita,  le sue esigenze, le sensazioni.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Le  giornate trascorrevano quasi tutte nella stessa maniera, il lavoro  riempiva la maggior parte del tempo, i pensieri, gli scambi di idee,  erano tutti elementi lasciati in disparte, relegati ad uno spazio  mentale costituito da qualche risata, e dall’aspetto consolatorio e  scontato di essere tutti all’interno dello stesso sistema. Anche bere  una birra dopo il lavoro era quasi soltanto una maniera per digerire  qualcosa che non si sapeva neppure fosse indigesta.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;C’era  stato un brevissimo battibecco subito dopo il suo pugno, e il suo amico  se n’era subito andato tenendosi la mascella con una mano; anche il  barista aveva detto qualcosa, ma Alex era rimasto impassibile, seduto  esattamente dove si trovava, riprendendo a bere la sua birra in  silenzio. Infine aveva pagato ed era uscito da quel locale, camminando  lentamente lungo la strada per tornarsene a casa, ripensando vagamente a  quanto era accaduto: avrebbe telefonato al suo amico nella serata, gli  avrebbe detto qualcosa, forse non ci sarebbe stato neanche bisogno di  trovare delle scuse per far passare via quello che ormai aveva  combinato; avrebbe forse detto, modulando la voce su un registro più  grave e sottotono, che oggi si vive tutti in un mondo difficile, dove  ognuno si sente schiacciato da un’omologazione continua che non guarda  in faccia nessuno. Si, adesso era convinto, gli avrebbe parlato di cose  del genere, restando su argomenti generici, senza entrare in alcun  dettaglio, evitando di confessare di sentirsi dispiaciuto, perché questa  non era neppure la verità. Il suo amico lo avrebbe capito, Alex ne era  proprio sicuro.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1045161329484273832?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1045161329484273832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/pensieri-immutabili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1045161329484273832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1045161329484273832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/pensieri-immutabili.html' title='Pensieri immutabili.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-42yJpsHXv2g/Tn8Hcqegs7I/AAAAAAAAD0Q/NJo-a8p5Ssg/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1133630771490298579</id><published>2011-09-23T14:47:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T14:49:18.578-07:00</updated><title type='text'>Un pezzo di cielo sul muro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-q_d6fe0uezM/Tnz-n7JGZ_I/AAAAAAAADzw/_qLyP2kdUX8/s1600/IMG_0006.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-q_d6fe0uezM/Tnz-n7JGZ_I/AAAAAAAADzw/_qLyP2kdUX8/s400/IMG_0006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655675193914714098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                             &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Guardo   il muro in fondo alla strada, e poi volgo lo sguardo più in alto,   dentro a quel cielo trasparente, con tutte le stagioni che vi si   rincorrono dentro, e le nuvole, in ogni periodo, ora bianche ora grigie,   senza fermarsi. Vengo qui sistematicamente ogni giorno nel pomeriggio,   mi accompagna mia madre, o qualche volta mio fratello quando proprio  non  c’è l’assistente. Io non parlo, non ho mai parlato, ma guardo tutte  le  cose che ci sono qui attorno, e soprattutto quel muro, sostegno del   cielo; non mi piace cambiare, per questo ogni giorno voglio che mi   portino qui, per rendermi conto di quel mutamento leggero e spietato che   il tempo procura su quelle pietre, sul muro, proprio quello che chiude&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;questa piccola strada, e ne fa un vicolo cieco, dove non passa nessuno.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Hanno   provato qualche volta a farmi cambiare, a portarmi a passeggiare da   tutt’altra parte, ma io ho strepitato, ho preso a morsi tutti coloro con   i quali ero insieme, mi sono disperato, non voglio, non posso  cambiare,  è più forte di me, ho bisogno ogni giorno di vedere quel muro  che  chiude la strada, e quel pezzo di cielo sempre diverso, che sta lì  e lo  sovrasta. Mia mamma è paziente, mi dice tutte le cose con calma,   sottovoce, e in ogni caso cerca sempre di accontentarmi; gli assistenti   invece cercano spesso di farsi vedere più energici, e certe volte mi   fanno arrabbiare, pare proprio che non intendono capire un bel niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mio fratello è uno pratico, sbrigativo, non ha mai molta voglia di perdere del tempo con me: &lt;span&gt; &lt;/span&gt;dice   spesso che non succede mai niente in questo pezzo di strada, secondo   lui è perfettamente inutile venire fin qui, ma io neppure lo ascolto,   rido di gusto certe volte quando lo dice, ma poi mi sento tranquillo   quando riesco ad abbracciare con una semplice occhiata questo scorcio di   mondo, questa realtà che appare insensata soltanto per tutti coloro  che  non riescono a coglierne l’importanza profonda. Cammino con i miei   passi piccoli, direi misurati, senza mai dire niente, io non parlo, non   ne ho bisogno, so che questo è il mio mondo, questo semplice tratto di   strada, le cose da vedere a cui sono affezionato di più.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mio   fratello dice a volte che potrebbe portarmi con sé, farmi conoscere   qualche bella ragazza, farmi divertire magari; così dice lui, ma io non   gli bado: in fondo lui cosa capisce delle mie voglie vere, della mia   esigenza di rivedere ogni volta quel muro, quelle pietre stonacate che   sembra forse non siano utili a niente, ma che invece chiudono la   prospettiva della strada, e soprattutto sostengono il cielo, lasciano   che quello semplicemente si appoggi con calma sopra al suo profilo. Mio   fratello non capisce, non riesce a rendersi conto: per me sapere che il   mondo è fatto di cielo e di muro, è come conoscere tutto il resto di   qualsiasi altra cosa, come avere visto già tutto quello che serve,   perché è così, tutto quanto è là in fondo, e non c’è alcun bisogno di   vedere nient’altro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi   torno a casa, mi metto seduto, lascio che gli altri si occupino di   tutto quello che vogliono, io faccio il bravo, non parlo, è quasi come   se non ci fossi. Non ho bisogno di niente, i miei pensieri sono a   riposo, tutto quello di cui sento necessità è sapere che il mio muro è   ancora laggiù, ben saldo, fermo a reggere il cielo, e che nessun nemico   riuscirà mai a varcarlo, almeno per questa serata: domani sarà un  giorno  diverso, tornerò là per rendermi conto di tutto, di nuovo, e  sarò ben  felice di ritrovare sia quel cielo che quelle pietre al loro  legittimo  posto, così come spero ancora sarà, sempre nella stessa  maniera, per  tutto il tempo che serve.&lt;/p&gt; &lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1133630771490298579?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1133630771490298579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/un-pezzo-di-cielo-sul-muro_23.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1133630771490298579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1133630771490298579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/un-pezzo-di-cielo-sul-muro_23.html' title='Un pezzo di cielo sul muro'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-q_d6fe0uezM/Tnz-n7JGZ_I/AAAAAAAADzw/_qLyP2kdUX8/s72-c/IMG_0006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-176388954576731138</id><published>2011-09-23T08:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T08:32:13.813-07:00</updated><title type='text'>Mendicando qualsiasi identità.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-yqoC9_04DCA/TnymdWR-ivI/AAAAAAAADzY/4R9R-ornVGU/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yqoC9_04DCA/TnymdWR-ivI/AAAAAAAADzY/4R9R-ornVGU/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655578255197899506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sono  qui, da solo, e mi guardo attorno mentre resto seduto sopra un gradino,  pensando a quanto io sia inutile agli altri, anche se non è del tutto  colpa mia. Posso restare qui, posso andarmene da qualche altra parte, le  cose non cambiano, tutto resta identico all’impostazione che la mia  vita ha preso oramai da tanto tempo.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Osservo  due donne che passano, parlano sottovoce delle loro cose, tutti hanno  qualcosa di cui preoccuparsi, penso: un lavoro, una famiglia, tante cose  del genere. Sento che parlano, mi piace la loro maniera pacata di  scambiarsi opinioni, di dirsi tutto quello che passa per le loro teste,  provo quasi un moto di invidia mentre le osservo, io che ho sempre  tenuto tutto per me e non ho mai cercato qualcuno con cui condividere le  mie riflessioni.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;Poi mi alzo da questo gradino, so che è  tardi per cambiare modo di essere, tanto vale mi accetti per quello che  sono, penso, così prendo a girare per strade piene di negozi,  camminando sui marciapiedi ingombri di gente. Dopo un po’ torno  indietro, mi vado a sedere di nuovo sullo stesso gradino, so che tante  volte mi sono detto che la mia solitudine è ormai disperata, ma so anche  che non mi serve a niente cercare una scusa. Ho tentato di andare fino  in fondo, forse di superare anche il limite, adesso in qualche maniera  mi reputo a posto, soddisfatto di ciò che ho ottenuto, posso prendermela  con tutti e con niente, posso spiegare a voce alta che non ritengo sia  colpa mia se le cose sono andate effettivamente in questa maniera.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Dal  mio gradino osservo la piccola piazza che mi si apre davanti, forse è  questa l’unica libertà di cui posso gioire: guardare gli altri, gli  edifici, i negozi, perdermi tra le cose di tutti, e fingere di essere  uno qualsiasi, pur conservando l’orgoglio di non essere uno qualunque.  Tornano le due donne, poco dopo, forse mi notano, continuano come prima a  parlare tra loro, passano a pochi metri da me; infine si fermano, una  delle due mi viene incontro per mettermi dentro alla mano i suoi  spiccioli. Ecco, adesso il quadro è perfetto, non potevo proprio  desiderare di meglio.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-176388954576731138?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/176388954576731138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/mendicando-qualsiasi-identita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/176388954576731138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/176388954576731138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/mendicando-qualsiasi-identita.html' title='Mendicando qualsiasi identità.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-yqoC9_04DCA/TnymdWR-ivI/AAAAAAAADzY/4R9R-ornVGU/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1984722708323618644</id><published>2011-09-21T15:20:00.000-07:00</published><updated>2011-09-21T15:24:15.791-07:00</updated><title type='text'>Per non dimenticare un amico .</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-TRB0kF379zY/Tnpj7-1513I/AAAAAAAADzI/1XVL16yrdyA/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-TRB0kF379zY/Tnpj7-1513I/AAAAAAAADzI/1XVL16yrdyA/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654942164249597810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  In  genere ci  vedevamo un paio di volte la settimana. Non perché lo  avessimo mai  deciso, ma solo per consuetudine, perché in qualche maniera  ci eravamo  resi conto che andava bene in quel modo, o meglio: perché  non ci  saremmo mai sopportati a vicenda frequentandoci più assiduamente,  e  sapevamo che vederci più spesso non avrebbe avuto assolutamente alcun   senso. Lo passavo a prendere in macchina, lui saliva su con   un’espressione ogni volta diversa, mi guardava, io riaccendevo il motore   senza avere minimamente un’idea verso dove dirigermi.   &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si   parlava immediatamente di qualcosa, spesso le cose più strampalate, a   volte anche aggiornamenti importanti su ciò che ci poteva essere   accaduto, ma il più delle volte erano le nostre differenti opinioni che   mostravano l’elemento più importante da discutere subito. Si parlava di   tutto, entrando in maniera anche pignola nei dettagli, ma in genere si   saltava da un argomento ad un altro con una grande disinvoltura.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Certe   volte si andava in giro, spesso lasciando la macchina in qualche   parcheggio, e si proseguiva a piedi diretti verso qualcosa, mai una meta   precisa, solo qualcosa da raggiungere o da vedere che era più un  frutto  della nostra fantasia che un luogo reale. L’elemento importante  era  andare, avere la coscienza precisa che qualcosa era in atto, ci  stava  trascinando verso una direzione precisa, per niente al mondo ci  avremmo  mai rinunciato, anche se era solo vedere uno scorcio di città  oppure un  tramonto.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Lui   diceva: siamo due fessi, ci stiamo perdendo la cosa più importante  degli  ultimi tempi, ed io allungavo il passo, oppure dicevo che non  c’era  niente di bello dietro la sua idea disancorata da tutto.  Piuttosto  raggiungiamo quella collina, tiravo fuori con convinzione, da  lì si  domina tutto. In fondo non c’era niente di particolare di cui  rendersi  conto o da scoprire proprio quel giorno, ma il fatto di averlo  deciso  tra noi ne mostrava tutta l’enorme importanza.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La   maggior parte delle volte ci raccontavamo le cose in maniera assai   divertente, giocando attorno a qualsiasi pretesto e paragonando tra loro   argomenti diversi, tanto da tirarne fuori aspetti surreali e da  ridere,  ma c’erano anche giorni in cui si dicevano cose importanti in  maniera  più seria. Passato e presente entravano in relazione tra loro  con grande  facilità nei nostri discorsi, e spesso commisurare le nostre  diverse  esperienze portava a riflettere e a vedere le cose in maniera  insperata.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quel   giorno quando mi disse che sarebbe partito, lo fece senza dare   importanza alla cosa, come se fosse quello uno dei tanti ingredienti   della nostra amicizia. Anch’io non gli detti importanza, non potevamo   certo fare i sentimentali tra noi dopo tutti quegli anni. Però gli   promisi che sarei stato attento a tutte le nostre piccole cose a cui   tenevamo, i nostri giri, le discussioni, le camminate verso una   destinazione mai definita, e lui disse grazie, come fosse un regalo.&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;                                                                                                                                                                                                                                  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-R7dCMHhHLgI/TnpjQL-N8zI/AAAAAAAADzA/YSvWj_9BVtg/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1984722708323618644?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1984722708323618644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/blog-post_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1984722708323618644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1984722708323618644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/blog-post_21.html' title='Per non dimenticare un amico .'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TRB0kF379zY/Tnpj7-1513I/AAAAAAAADzI/1XVL16yrdyA/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4016806171977321071</id><published>2011-09-20T13:14:00.001-07:00</published><updated>2011-09-20T13:16:30.992-07:00</updated><title type='text'>.Scena n. 20. Il riscatto.</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-p7KIRlaNTIk/TnjxxSSa11I/AAAAAAAADyg/BNdaKySCIrw/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-p7KIRlaNTIk/TnjxxSSa11I/AAAAAAAADyg/BNdaKySCIrw/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654535161188636498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;h2 class="uiHeaderTitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Il   faro impietoso illumina il palco dall’alto, rendendo visibile un   leggero velo di polvere che sembra aleggiare, come sospeso, nell’aria   calda e densa di tutto il proscenio. In platea c’è silenzio, tutti   attendono l’ingresso del primo attore, lui, dietro le quinte, ha   ripassato fino ad adesso tutte le parti del pezzo che dovrà recitare, è   sicuro di riuscire a ricordarsi ogni battuta, ogni espressione da   assumere, tutte le sfumature di voce di quella commedia così complicata e   sentita.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Entra, senza neanche   attendere il gesto concordato che in genere gli rivolge il regista,   sente la luce sul corpo, sul viso, osserva per un attimo il buio della   sala, poi si schiarisce la voce, come se dovesse affrontare un discorso   politico, a braccio, quasi che la sua parte fosse la definizione del  suo  pensiero, come una scelta di vita. Il primo brano gira su un  cruccio  che lui sente vivo, ma ancor prima di aprire la bocca cerca di  assumere  l’espressione più seria che conosce, quasi uno sguardo  sofferente,  persino doloroso.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ecco,  dice  guardandosi una mano in quella luce potente; sono io che sono  riuscito a  compiere questo misfatto, io che ho lasciato che tutto  avvenisse quasi  senza occuparmene, come se fosse deciso una volta per  tutte che dovesse  andare così, senza nessuna differente possibilità.  Avevo distolto lo  sguardo, forse, avevo lasciato che le cose si  proiettassero in avanti  per proprio conto, ed adesso non riesco più  neppure ad intendere come  arrestare quanto è dipeso da questa mia  sciagurata indifferenza  iniziale.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Silenzio;  nessuno, in  platea, sui palchi, e in tutto il teatro, si permette il  minimo  movimento. La pausa dopo queste parole si fa carica di  aspettativa,  l’attore si muove leggermente sopra al palcoscenico come  in preda ad un  forte malessere, stritolato dal dolore di una condanna  calata su tutti.  Lascia una pausa, attende che le parole tornino a  fluire alla sua bocca  come un pensiero dettato dalla coscienza, dal  bisogno di rendere chiaro  il più possibile tutto il rovello che lo ha  portato là sopra. E’ tardi,  dice; qualsiasi ripensamento è impossibile,  il danno che ho procurato a  tutti è superiore a qualsiasi progetto  negativo si fosse intrapreso.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi   volge lo sguardo in un punto definito dietro le quinte, osserva   l’ingresso di una donna, una persona che entra apparentemente contrita   in un dolore addirittura più forte di lei, raggiunge lentamente la zona   di palco più illuminata, si ferma, ha soltanto il coraggio di alzare  per  un attimo lo sguardo da quelle assi di legno, e subito si richiude  nel  suo dolore. Tu sei la più colpita e denigrata, dice l’attore senza   togliere lo sguardo da sopra il suo volto. Ci vorrà tanto tempo per   riuscire a ridarti la dignità che adesso pare definitivamente perduta.   Non so neppure da che parte iniziare ad aiutarti, non so come io possa   evidenziare a tutti ciò che realmente è avvenuto.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La   donna allora lo guarda, sente come un moto di orgoglio dentro di sé,   volge lo sguardo sulla platea, sa che tutti stanno aspettando la prima   parola che lei porgerà, la prima espressione con la quale può chiarire   il suo punto di vista. Ti sbagli, dice lei alla fine; sta a me, come   donna, riuscire a riprendere la dignità che mi è stata tolta. Mi   impegnerò, d’ora in avanti, cercherò di farlo con tutte le forze che ho,   renderò assurdo e disumano questo comportamento di alcune persone che   forse mi ha denigrato agli occhi di tutti. Tocca a me, e a nessun  altro,  rendere chiaro che sono persona, prima ancora che donna.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-sdr6r5CtP_I/Tnj0GzT03AI/AAAAAAAADyo/olHu-jbZr2c/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4016806171977321071?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4016806171977321071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4016806171977321071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4016806171977321071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/blog-post.html' title='.Scena n. 20. Il riscatto.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-p7KIRlaNTIk/TnjxxSSa11I/AAAAAAAADyg/BNdaKySCIrw/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-6196516946709737031</id><published>2011-09-18T10:12:00.000-07:00</published><updated>2011-09-18T10:16:51.794-07:00</updated><title type='text'>Il meccanismo di un gesto.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-QhjRpUkK_vU/TnYmv3rGvRI/AAAAAAAADyY/BstVyVIFLk4/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-QhjRpUkK_vU/TnYmv3rGvRI/AAAAAAAADyY/BstVyVIFLk4/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653748986050690322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Avevo sceso le scale quasi di corsa, la  fretta di ogni giorno inviava brevi segnali alle gambe e poi giù fino ai  piedi; avevo quasi aperto del tutto il pesante portone condominiale,  ero riuscito quasi a sentire sfiorarmi la faccia dall’aria più fresca  che correva lungo la strada; ero fuori, praticamente, già proiettato  verso tutto ciò a cui dovevo far fronte, come qualsiasi altra giornata,  risucchiato magicamente dalle attività quotidiane. Sarei dovuto passare  di banca a ritirare dei soldi prima di andare al lavoro, non ci voleva  molto, l’agenzia rimaneva lungo la strada.&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Eppure,  al momento di mettere la mano sulla maniglia, mi ero fermato, ma senza  sapere il perché, quasi che un ripensamento importante fosse passato  all’improvviso nella mia mente. Fermo, sopra la soglia che immetteva sul  marciapiede, mi sentivo come paralizzato da qualcosa che non riuscivo  in nessuna maniera a rendere decifrabile. Stavo pensando, ecco, forse  questo si potrebbe ipotizzare di tutto quello che in un attimo solo mi  stava inchiodando in quella posizione precisa, a metà tra l’interno e  l’esterno, a cavallo di qualcosa che pareva più importante di qualsiasi  attività.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Riflettevo  semplicemente sui gesti che avrei dovuto compiere per raggiungere la  fermata dell’autobus, poi attendere che transitasse, salirvi sopra,  timbrare il biglietto, e così via. Mi pareva del tutto impossibile che  le cose potessero procedere in quella maniera come erano previste: mi  sembrava che tutta la realtà si fosse d’improvviso ingarbugliata, non  ricordavo di preciso neppure dove fosse la fermata dei mezzi pubblici, e  poi mi appariva complicatissimo riuscire a salire sull’autobus, trovare  in qualche tasca della giacca il biglietto, timbrarlo, e tutte le altre  cose necessarie a rendere di me una persona normale. Il decorso dei  fatti che avevo di fronte era slegato, ogni piccola operazione era un  rebus.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Rimasi fermo nell’attesa che i miei pensieri riprendessero il loro corso più naturale, ma tutto, proprio mentre cercavo di&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;riflettere  su quanto andava accadendo, nella mia mente si faceva più oscuro, non  proprio come se non avessi memoria di ciò che dovevo affrontare, bensì  come se tutte le azioni da compiere si fossero rimescolate tra loro  dentro di me, apparendo completamente indecifrabili. Pensai di  tornarmene indietro e di rientrare dentro al mio appartamento, mettermi a  letto, chiamare subito il medico, ma anche questa mi parve subito una  cosa estremamente complicata, quasi che i concetti di scala, di porta,  di corrimano, di chiavi, avessero invertito le proprie valenze,  risultando imbrogliati tra loro. Restavo sulla soglia del portone  condominiale, impossibilitato a fare qualsiasi altra cosa, e forse  qualcuno dalla strada mi aveva anche intravisto, immaginavo, magari  aveva pensato qualcosa di strano su di me, ma io non potevo far niente,  mi sentivo del tutto inabile a qualsiasi movimento.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Pensai  di chiedere aiuto, ma era difficile, probabilmente non sarei neppure  riuscito ad articolare correttamente delle parole, mi sentivo disperato,  non sapevo più assolutamente che fare. Sentii alle mie spalle dei  rumori, qualcuno probabilmente stava scendendo le scale dietro di me,  sicuramente mi aveva già visto, da dietro magari mi aveva lanciato anche  un saluto, ed io ad un tratto, quando ormai era vicino, lo riconoscevo:  era l’inquilino del quarto piano, però non riuscivo a dirgli niente in  risposta, restavo lì fermo, immobile, proprio come avevo sospettato  accadesse, e lui con un gesto ecco che allargava frettolosamente il  portone per permettere il passaggio anche della sua persona, poi con  rapidità prendeva subito il marciapiede alla sua destra, chissà in  direzione di dove, e in fretta, così come era arrivato, scompariva nel  niente.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-6196516946709737031?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/6196516946709737031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/avevo-sceso-le-scale-quasi-di-corsa-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6196516946709737031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6196516946709737031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/avevo-sceso-le-scale-quasi-di-corsa-la.html' title='Il meccanismo di un gesto.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-QhjRpUkK_vU/TnYmv3rGvRI/AAAAAAAADyY/BstVyVIFLk4/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1816713743676958746</id><published>2011-09-13T15:27:00.001-07:00</published><updated>2011-09-13T15:28:48.375-07:00</updated><title type='text'>.Invariabilità delle cose ormai definite.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-wbMji8id3D0/Tm_Y2WHYsLI/AAAAAAAADyQ/anDdwwNR1iI/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wbMji8id3D0/Tm_Y2WHYsLI/AAAAAAAADyQ/anDdwwNR1iI/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651974485534355634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Andrà  a finire male  per me, ne sono sicuro, avevo detto sperando che qualcuno  mi  ascoltasse, che ci fosse almeno uno pronto a recepire quelle parole,  a  interpretarle, a dirmi che non era affatto il caso di fare discorsi  del  genere, di abbattermi così, di immaginare tutta la realtà in maniera   così negativa. Ma in effetti niente era accaduto. Così, quasi senza   pensare, avevo percorso un tratto di viottolo lungo i binari del treno,   tenendomi al margine, proprio dove corre la fine della massicciata.   Avevo assaporato la polvere dei sassi, l’odore di ruggine, il senso di   niente che c’era lì attorno; poi, in quell’ora serale, un treno mi era   passato vicino, spostandomi leggermente con la sua massa d’aria. &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mi   era piaciuto il rumore assordante del vento e dei meccanismi in  azione,  l’acciaio che rotolava veloce sopra altro acciaio, e mi ero  immaginato  il colpo fenomenale del ferro che ti strazia nel buio senza  che nessuno  si accorga di niente, come un niente, appunto, una piccola  cosa che  accade in un attimo nel mentre sacrifichi una parte di te,  senza neppure  renderti conto. Ho proseguito a camminare, con gli occhi  puntati per  terra ad evitare ogni inciampo, e altri treni sono  transitati, ma ormai  più distanti, come se l’impatto iniziale fosse  ormai superato. Infine  sono tornato indietro, disgustato di tutto,  anche delle mie incapacità.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mi   sono sdraiato sul letto, da solo, nella mia stanza, nella morbida   oscurità della finestra schermata dalle tende, e ho cercato di pensare.   Quanto egoismo nei nostri modi di essere, anche nei miei, ho  riflettuto.  Ho provato il terrore che potesse suonarmi il telefono, ma  non è  accaduto. Avrei voluto allontanarmi da me, iniziare a pensare  qualcosa  indipendentemente dalla mia persona, da quello che sono, dalla  mia vita,  dai miei guai, ma tutto invariabilmente lì in quella stanza  ripiombava  sulle mie cose, su quelle piccole sciagurate faccende che  pareva non  volessero proprio filare per il verso giusto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ho   cercato di immaginare un mondo dove ognuno si preoccupa maggiormente   delle altre persone, ma mi sono reso conto in un attimo che nessuno mi   ha mai abituato a fare così. Pensavo, e capivo che non c’era dentro di   me la cultura appropriata ad affrontare le cose in maniera diversa, e   quindi era ovvio che soffrissi per ogni piccolo smacco subito dalla mia   persona. Mi sono concentrato, ed ho provato una voglia profonda di   sincerità, non soltanto dagli altri, ma anche da me stesso. Sono tornato   ad uscire, ho girato per strada, poi sono entrato dentro a un locale.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mi   sono messo al bancone ed ho offerto da bere ad un tizio che stava lì,   apparentemente senza pensieri. Gli ho chiesto se aveva bisogno di   parlare, o di qualche altra cosa, se potevo essergli utile, ma quello mi   ha ringraziato della birra, se l’è scolata, poi si è alzato ed è  andato  via. Anch’io allora sono uscito, e mi sono guardato le mani, ho  cercato  qualcosa tra le case e le strade che mi circondavano, ma non ho  trovato  un bel niente che mi desse una spinta, che potesse mostrarsi  capace di  quello scambio di sincerità di cui sentivo forte bisogno. Ho  continuato a  girare, ho fermato qualche persona sul marciapiede, ho  cercato di fare  domande, di interessarmi di qualche problema diverso  dai miei, ma tutti  mi hanno indicato quell’unica strada che avevo di  fronte. Così,  velocemente, sono rientrato nella mia casa, mi sono  sdraiato di nuovo  sul letto, con i treni che avevano ripreso a  fischiare forte nelle mie  orecchie, ma ho cercato di farmi forza, di  pensare che non avevo motivo  per fare così; poi, lentamente, ho preso  sonno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1816713743676958746?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1816713743676958746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/andra-finire-male-per-me-ne-sono-sicuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1816713743676958746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1816713743676958746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/andra-finire-male-per-me-ne-sono-sicuro.html' title='.Invariabilità delle cose ormai definite.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wbMji8id3D0/Tm_Y2WHYsLI/AAAAAAAADyQ/anDdwwNR1iI/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7233536255134840670</id><published>2011-09-12T12:52:00.000-07:00</published><updated>2011-09-12T12:54:56.850-07:00</updated><title type='text'>La vita vicina (ripresa cinematografica n. 5).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hyY28qJl5fQ/Tm5jOwZvftI/AAAAAAAADyA/4r-GZRWr5Mc/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hyY28qJl5fQ/Tm5jOwZvftI/AAAAAAAADyA/4r-GZRWr5Mc/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651563687558741714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Un  uomo cammina senza una meta cercando dentro di sé un minimo di  tranquillità e soprattutto il coraggio per tornarsene a casa. C’è un  locale quasi in fondo alla strada, così entra dentro senza alcuna  intenzione, giusto per dare un’occhiata. Mentre si sistema seduto al  bancone conta gli spiccioli che gli rimangono dentro alle tasche, chiede  una birra e il cameriere gliela serve senza guardarlo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;A  quell’ora là dentro c’è ormai poca gente, e ognuno sembra proprio che  badi soltanto alle proprie faccende. Una donna alle spalle invece gli si  avvicina, chiede con un’occhiata al barista qualcosa da bere, infine si  siede con una leggera espressione sorridente del viso. Sicuramente lei  ha qualche anno in più rispetto a lui, ma vestita e truccata com’è  riesce a mostrarsi giovanile e a camuffare benissimo la sua vera età.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Agli  inizi parlano solo di cose senza importanza, poi lei dice senza mezzi  termini che potrebbe fare del sesso con lui anche per pochi soldi.  L’uomo risponde che non gli interessa quell’argomento, e se lei vuole  possono farsi ancora un po’ compagnia, nient’altro, e in ogni caso  ribadisce che lei deve sentirsi libera di fare tutto ciò che le va  maggiormente, anche andarsene. La donna rimane seduta, adesso parla con  più libertà di se stessa, della sua situazione, lui segue con attenzione  ogni ragionamento e ogni tanto dice la sua.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lui  infine si offre di accompagnarla fino al suo appartamento, lei non  abitava lontano, ma fuori a quell’ora non c’è più nessuno, e così fanno  la strada con passo lento, come due innamorati, continuando con impegno a  parlare. Quando si separano lei dice che era da tanto tempo che non  conosceva un uomo simile a lui: così comprensivo, capace di ascoltare  gli sfoghi di una donna qualsiasi come lei si sente di essere. Lui le  sorride per la prima volta, la bacia sulla bocca, poi se ne va di  malavoglia, lasciandola davanti al portone, senza chiederle il nome e  neppure sapere dove andare di preciso a passare la notte.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Quando  infine ha percorso poche decine di metri, con le mani dentro alle  tasche, lui torna indietro per osservare con curiosità quale tra tutte  le finestre buie di quel palazzo si sia illuminata. Lei si affaccia  scostando la tenda giusto un momento, quasi sicura di trovarlo là sotto,  gli chiede con dei cenni se gli va di salire, e lui risponde di si.&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7233536255134840670?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7233536255134840670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/la-vita-vicina-ripresa-cinematografica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7233536255134840670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7233536255134840670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/la-vita-vicina-ripresa-cinematografica.html' title='La vita vicina (ripresa cinematografica n. 5).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hyY28qJl5fQ/Tm5jOwZvftI/AAAAAAAADyA/4r-GZRWr5Mc/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8891324626733819295</id><published>2011-09-09T19:41:00.000-07:00</published><updated>2011-09-09T19:42:28.491-07:00</updated><title type='text'>Scriverò un libro per questi quattro imbecilli.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-qtpwwx5qoik/TmrOdSLHufI/AAAAAAAADx4/cc65E5-WrEo/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-qtpwwx5qoik/TmrOdSLHufI/AAAAAAAADx4/cc65E5-WrEo/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650555684979718642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Immobile,  sdraiato su questo vecchio divano, osservo la luce del giorno che  filtra con garbo dalla tenda della grande finestra. Mi sento  completamente indolenzito, la mia mano sfiora il tappeto sul pavimento,  avverto la pelle sudaticcia e fastidiosa sotto a questa camicia piena di  grinze, e un gran mal di testa mi martella le tempie.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;C’è  stata una festa, rifletto tanto per partire da qualcosa di certo; ho  bevuto fino alla nausea, fino quasi a stordirmi, tanto da perdere  coscienza della mia situazione, del mio vivere giorno per giorno, senza  mai un dato sicuro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Certe  volte mi illudo che la mia condizione possa cambiare da un attimo  all’altro, che io riesca ad agganciare una tizia piena di grana e  sistemarmi a dovere. Ma per quanto mi tenga in allenamento, conosca  diverse persone del giro, riesca ad intrufolarmi tra la gente che conta,  alla fine non riesco a concludere niente, se non rimorchiare qualche  ragazza messa peggio di me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Il  mio ruolo lo porto avanti benissimo, riesco simpatico, in certi casi  affascinante, conosco benissimo le parole chiave di molti argomenti, e  so quando usarle. Però sembra proprio che nessuno, oltre queste serate  inefficaci e surreali, mi conceda un credito minimo che riesca a farmi  superare la lucidità del giorno seguente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Molte  volte ho pensato di prendere appunti, di scrivere un libro, un pamphlet  di memorie per questi anni trascorsi così, alla ricerca di qualcosa  forse di irraggiungibile, che per gente come son fatto io, forse non  arriverà mai. Oggi scrivono tutti, penso, non ci sarebbe niente di male.  Qualcuno magari sarebbe pronto a dire che se ne sentiva proprio la  mancanza di una cosa del genere. Dovrei forse comprarmi un registratore,  e buttar dentro tutte le cose che mi passano dentro la testa.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Certe  sere sono stato in mezzo a qualche presentazione di libro, scritto  magari dalla figlia dell’ingegnere e pubblicato dall’editore amico della  famiglia, ma ho respirato soltanto falsità, anche maggiore di quella  che uno come me riesce a mettere in campo. Però la strada potrebbe  essere buona, una patina culturale mi aprirebbe moltissime porte,  sicuramente sarei visto di buon occhio da moltissime separate piene di  soldi in cerca di qualche tizio da mantenere.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Poi  mi muovo, mi tiro su in piedi, ravvio i capelli e stiro con la mano il  colletto della mia camicia. Non posso continuare così molto tempo, penso  con una smorfia sopra la faccia. Devo trovare la maniera per svoltare  la strada, devo scrivere un libro, ecco, è proprio questa la maniera per  uscire da questa situazione impossibile. Potrei cominciare già adesso,  penso ancora, mentre questo insopportabile mal di testa continua ad  aleggiare dentro di me: sul tavolino c’è il retro bianco di un opuscolo e  anche una bella matita. Scrivo: “Immobile, sdraiato su questo vecchio  divano…”, poi mi fermo; nessun imbecille leggerà mai cose del genere,  penso; però non ho altro, tanto vale tentare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8891324626733819295?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8891324626733819295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/scrivero-un-libro-per-questi-quattro_2389.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8891324626733819295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8891324626733819295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/scrivero-un-libro-per-questi-quattro_2389.html' title='Scriverò un libro per questi quattro imbecilli.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-qtpwwx5qoik/TmrOdSLHufI/AAAAAAAADx4/cc65E5-WrEo/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-2094942638797585810</id><published>2011-09-07T14:59:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T15:01:14.616-07:00</updated><title type='text'>Senza neppure certezza del nome.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-pFACDBllrUU/TmfphYz9ONI/AAAAAAAADxc/qvzjR_DW4f8/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-pFACDBllrUU/TmfphYz9ONI/AAAAAAAADxc/qvzjR_DW4f8/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649741017364904146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Avevo  avvertito un bisbiglio nel buio della camera da letto, qualcosa di  strano, tanto da rendermi inquieto e non permettermi più di dormire.  Così mi ero alzato, avevo acceso la lampada e girato a lungo dentro alla  piccola stanza di quella pensione, poi mi ero seduto. Non c’era niente  che giustificasse un rumore come quello che avevo sentito, ma  soprattutto non era possibile che qualcuno fosse entrato là dentro per  bisbigliare strane frasi ai piedi del letto. Mentre i minuti passavano  nel silenzio completo dell’ora notturna, cercavo di pensare sempre di  più che mi fossi sbagliato, che il mio dormiveglia mi avesse giocato uno  scherzo, e con questa riflessione tornai a coricarmi, anche se non  riuscivo a trovare la tranquillità sufficiente per addormentarmi.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Ripensavo  a quello che avevo sentito, o almeno creduto di sentire, e sempre di  più mi pareva di aver distinto le sillabe distorte che compongono un  nome: il mio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Nei  giorni precedenti avevo vagato a lungo per la città, senza decidermi a  niente: cercavo un lavoro, questo era il punto, mi ero trasferito dal  mio piccolo paese di provincia proprio per questo, ma adesso che dovevo  mettere in atto tutte le strategie e le conoscenze che avevo per  riuscire a farmi dare un’occupazione, sembrava che qualsiasi pensiero  fosse capace di distrarmi da quei miei buoni auspici. Giravo per tutte  le strade in qualche caso addirittura perdendomi, tanto da dover  chiedere a qualche passante la direzione per tornare verso i quartieri  che conoscevo di più. Sentivo quasi, dentro di me, la necessità per  quella solitudine incontrastata che continuavo a cercare, quel muovermi  lungo le vie incuriosito da tutto, mescolandomi a tante persone del  tutto indifferenti alla mia situazione, preda com’ero di pensieri  ondivaghi ed inconcludenti. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;L’angoscia,  che per tutto il giorno riuscivo in qualche modo a tenere distante,  scaturiva fuori immediata quando rientravo nella camera della pensione,  ma non era sufficiente ad indurmi ad un comportamento maggiormente  concreto. I soldi che mi erano stati prestati dalla mia famiglia  diminuivano senza rimedio, ma io, che prendevo i pasti in  quell’alberghetto ordinando vini costosi e piatti speciali, fingevo  quasi di non accorgermi di quanto stava accadendo. Infine, con un gesto  quasi di disperazione improvvisa, ero andato dalla proprietaria di  quella pensione per pregarla di darmi un lavoro, o perlomeno qualcosa da  fare. Lei non aveva detto di no, semplicemente si era lasciata del  tempo per prendere una decisione, ed eravamo rimasti d’accordo che mi  avrebbe dato senz’altro una risposta alla fine di quella settimana.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mi  pareva che tutto potesse riprendere un senso, che la mia vita iniziasse  in qualche maniera a scorrere con regolarità, così quella sera avevo  bevuto qualche bicchiere di troppo. Avevo offerto da bere a tutti coloro  che stavano attorno a me nel ristorante, ed avevo parlato con chiunque  delle cose più sciocche. Mi ero coricato quando ormai era tardi, e mi  era parso, fantasticando senza alcun freno, che fosse l’ultima notte che  dormivo in quella spelonca, e che dal giorno seguente le cose avrebbero  preso un corso diverso per me. Ma quel bisbigliare il mio nome nel buio  aveva riportato ogni pensiero alla mia situazione reale, e  all’improvviso sentivo il calare delle preoccupazioni dentro di me, e la  mia fronte che si imperlava sempre più di sudore.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  notte passò così, in qualche maniera, senza che fossi riuscito a  chiudere occhio, e quando scesi nella saletta per la colazione, la  proprietaria della pensione mi disse che pur dispiacendole non c’era  posto per me tra il personale che aveva. Saldai così il conto con i  pochi soldi che mi erano ancora rimasti, firmando sul registro  dell’albergo accanto al mio nome, poi chiesi se per caso qualche cliente  avesse l’abitudine di bisbigliare nei corridoi durante la notte. Non  credo, mi fu risposto, in ogni caso c’è effettivamente qualcosa di  strano: il nome sul suo documento è diverso da quello con cui si è  firmato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-2094942638797585810?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/2094942638797585810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/senza-neppure-certezza-del-nome.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2094942638797585810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/2094942638797585810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/senza-neppure-certezza-del-nome.html' title='Senza neppure certezza del nome.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pFACDBllrUU/TmfphYz9ONI/AAAAAAAADxc/qvzjR_DW4f8/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-9079990618746581264</id><published>2011-09-04T15:59:00.000-07:00</published><updated>2011-09-05T05:29:26.983-07:00</updated><title type='text'>Ingiustificata solitudine.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-55Mdp6F46xc/TmTAnoLkufI/AAAAAAAADxQ/iGwuAWMmFRk/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-55Mdp6F46xc/TmTAnoLkufI/AAAAAAAADxQ/iGwuAWMmFRk/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648851619662838258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-cyOcULp1hc4/TmQC7D0iteI/AAAAAAAADxI/gfAYjOwcL_I/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cyOcULp1hc4/TmQC7D0iteI/AAAAAAAADxI/gfAYjOwcL_I/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648643046290666978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Alcune  conoscenti si erano fermate da me per chiedermi di uscire assieme a  loro, ma io avevo risposto, con apparente dispiacere, di non sentirmi  troppo bene, e per questo preferivo rimanere a casa, perlomeno quel  pomeriggio. Dopo qualche insistenza loro avevano acconsentito alla mia  volontà, ma se ne erano andate soltanto promettendo, sia a me che a loro  stesse, di ripassare più tardi per assicurarsi che non avessi bisogno  di qualcosa, e soprattutto per verificare che il mio malessere fosse  ormai scomparso, come si auguravano.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Le  osservai dalla finestra mentre si allontanavano parlando e ridacchiando  di qualcosa, ed io provai una certa distanza nell’immaginare i loro  giri dentro ai negozi, quel passeggiare senza meta che conoscevo bene,  il loro fermarsi dentro al solito caffè, e cose di quel genere. Mi  sedetti sopra una poltrona e la mia solitudine improvvisamente mi parve  una fortuna, qualcosa sicuramente da difendere come un aspetto  importante della personalità. Mi sentivo libera di fare e di pensare,  dentro alle mura della mia piccola casa, e mi pareva questo, a mio modo  di vedere, l’elemento di gran lunga più importante.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Mentalmente  cercai qualcosa di cui interessarmi, tanto per far trascorrere del  tempo, ma in breve la mia ricerca apparve inutile. I miei pensieri  pareva d’un tratto galleggiassero nel niente, sentivo fuori le auto e i  rumori della città, tutto quanto che proseguiva come sempre, ma la  distanza tra me e il resto sembrava aumentare ad ogni istante. Mi  sollevai dalla poltrona, girai per casa cercando qualcosa da toccare o  di cui occuparmi, almeno per qualche attimo, ma ogni mio sforzo fu del  tutto inutile. Vedevo tutto quanto intorno a me perfettamente a posto,  come se niente avesse necessità di un mio intervento, tanto da lasciarmi  inerte, praticamente inutile. Sentivo la mia personalità costantemente  incapace di affrontare i malesseri che mi sembrava di provare, e le  altre persone a cui pensavo, al mio confronto, mi apparivano tutte  estremamente fortunate.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Decisi  di cambiarmi d’abito e di raggiungere frettolosamente le mie amiche,  dire loro tutto ciò che in quel poco tempo mi era passato per la testa,  scongiurarle di non lasciarmi sola, incapace di affrontare quel vuoto  profondo che sentivo adesso dentro me, ma tutto mi parve complicato;  pensai che probabilmente non sarei neanche riuscita ad incontrarle, e  che avrei provato in quel caso uno sconforto anche maggiore.  D’improvviso riflettevo con angoscia che la preoccupazione provata per  me stessa stesse diventando quasi una fobia, e ne provai paura.  Continuavo a muovermi tra la camera da letto e il salottino torcendomi  le mani, senza decidermi a niente, come se, tutto ad un tratto,  quell’equilibrio del quale provavo perfetta sicurezza fino a poco prima,  quella sensazione di stabilità, quella coscienza che avevo messo a  punto in tutti i miei giorni, fosse scomparsa, perduta in un attimo  senza alcun’altra possibilità.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Passò  ancora del tempo in cui la mia costernazione raggiunse quasi il  paradosso, fino a quando sentii alcune voci giungere dall’esterno, e  forse udii pronunciare anche il mio nome: mi avvicinai velocemente alla  finestra e vidi le mie amiche che stavano tornando. Mi scesero le  lacrime, ma cercai subito di ricacciarle indietro pensando a quanto  sciocco fosse il mio comportamento. Mi venne voglia di aprire la porta e  di abbracciarle tutte quante quelle donne che venivano a salvarmi, ma  pur accogliendole cercai di conservare un atteggiamento più posato.  Infine quelle entrarono dentro la mia casa con la loro solita allegria,  constatarono subito però come la mia espressione dimostrasse uno  sconvolgimento che non riuscivano a spiegarsi, così come i miei modi  apparissero nervosi e pressoché ingiustificati: così mi fecero subito  sdraiare sul mio letto, e in breve si decisero a chiamare velocemente un  medico. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-9079990618746581264?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/9079990618746581264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/ingiustificata-solitudine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9079990618746581264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/9079990618746581264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/ingiustificata-solitudine.html' title='Ingiustificata solitudine.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-55Mdp6F46xc/TmTAnoLkufI/AAAAAAAADxQ/iGwuAWMmFRk/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3984562051064903902</id><published>2011-09-04T03:32:00.000-07:00</published><updated>2011-09-04T03:33:27.398-07:00</updated><title type='text'>Una donna con la sua bicicletta (ripresa cinematografica n. 4).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-zBUqccEpqd8/TmNT00-2WYI/AAAAAAAADw8/z6fftVbjxko/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-zBUqccEpqd8/TmNT00-2WYI/AAAAAAAADw8/z6fftVbjxko/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648450524693289346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix externalBlog"&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Non  è successo niente, pensavo osservando quei curiosi che continuavano ad  avvicinarsi a quel punto della strada dove la donna in bicicletta era  caduta, senza peraltro farsi troppo male. Alcuni l’avevano subito  soccorsa, altri erano sopraggiunti velocemente ad osservare i primi,  anche se io continuavo a pensare che non ci sarebbe stato affatto  bisogno di tutto quel trambusto. Ero rimasto immobile, fin da subito,  seduto sopra la panchina a pochi metri, perché quando mi ero accorto  dell’accaduto e al momento in cui forse avrei voluto e potuto  intervenire, qualcuno l’aveva già fatto prima di me, e attorno a quel  ciglio di strada si era formato in un attimo un piccolo assembramento di  persone, tanto fitto da darmi quasi fastidio.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  donna in bicicletta mi era passata vicino pedalando lentamente proprio  poco prima di cadere: io l’avevo osservata e lei aveva notato me. Tutto  adesso avrebbe ripreso la sua normalità in pochi minuti, pensavo, e  infatti la donna aveva presto recuperato la sua bicicletta e tutti  attorno poco alla volta si erano dileguati lungo quella strada. Forse  avrei potuto intervenire, pensavo, fare qualcosa, mostrare la mia buona  volontà. Avrei potuto aiutare quella donna a rimettersi in piedi,  sorreggerla fintanto che il piccolo dolore alla gamba le fosse passato;  avrei potuto rialzare la sua bicicletta, assentire ai commenti di lei su  quella pietra sconnessa che le aveva fatto perdere inequivocabilmente  l’equilibrio. Forse avrei potuto offrirmi di accompagnarla nel bar più  vicino, per un caffè, o qualcosa di forte per lenire lo spavento. Ma non  avevo fatto niente.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lei mi era  transitata vicino, forse una piccola intesa era passata tra di noi, ci  eravamo osservati per un attimo, io ero rimasto fermo, senza  espressione, avevo soltanto continuato a guardare la sua pedalata lenta,  il suo modo di fare particolare. Forse non avevo pensato niente, anzi  avevo distolto lo sguardo a un certo punto, proprio per non apparire  insistente, come qualcuno che riesce solo ad incuriosirsi degli altri,  senza rendersi conto di dimostrarsi soltanto fastidioso. Lei mi aveva  notato, questo si, ma non mi sembrava affatto una persona curiosa, un  tipo di donna che va in giro ad osservare tutti gli altri.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Era  caduta perdendo l’equilibrio in un attimo, ma la sua bicicletta era  quasi ferma tanto pedalava lentamente; il marciapiede era ingombro di  persone come sempre, ma io me ne stavo sopra la panchina,  tranquillamente, senza alcuna idea particolare nella mente. Forse avrei  voluto parlare a quella donna, dirle che mi aveva colpito il suo modo di  fare, quel girare svogliatamente lungo le strade cittadine. Ma la sua  caduta aveva richiamato l’attenzione di tutti quanti, io non avrei  potuto mai dirle quello che mi passava nella testa, non sarei neppure  stato utile, si sarebbe dimostrato solo un ingombro il mio, un inutile  affaccendarsi privo di qualsiasi significato; per questo non avevo fatto  niente.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi lei aveva ripreso  la sua bicicletta, era tornata a salire sopra al sellino, e si era  allontanata, forse con una certa timidezza per quanto era accaduto. Non  era successo proprio niente, continuavo a pensare tra me; osservavo il  traffico della strada restando seduto sopra la panchina, e provavo  dispiacere per quel capannello di persone che subito si era formato,  come se nessuno avesse altro da fare che non accorrere in massa per una  cosa così sciocca, una cosa da niente, senza significato. Restavo lì  senza decidermi a nulla, svogliatamente, e ad un tratto vidi la donna  con la sua bicicletta che era tornata indietro, si era soffermata a  riguardare la pietra sconnessa dove era caduta, poi era venuta verso di  me: grazie, aveva detto; poi si era allontanata.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3984562051064903902?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3984562051064903902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/una-donna-con-la-sua-bicicletta-ripresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3984562051064903902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3984562051064903902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/una-donna-con-la-sua-bicicletta-ripresa.html' title='Una donna con la sua bicicletta (ripresa cinematografica n. 4).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-zBUqccEpqd8/TmNT00-2WYI/AAAAAAAADw8/z6fftVbjxko/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3481296818233300785</id><published>2011-09-02T18:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-02T18:31:50.130-07:00</updated><title type='text'>Distrattamente.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-oo037NtgBR0/TmGDUdqbJKI/AAAAAAAADw0/Ei9yXxENwgo/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oo037NtgBR0/TmGDUdqbJKI/AAAAAAAADw0/Ei9yXxENwgo/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647939795282502818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Non  mi interessa, ero pronto a spiegare al citofono a quell’anonimo che  aveva appena suonato il mio campanello di casa, un piccolo appartamento  del terzo piano, immaginando qualcuno delle vendite porta a porta che ti  infastidiscono per ore con un prodotto o un servizio di cui in genere  già alla partenza si ritiene di poter fare a meno benissimo. Invece  nessuno aveva parlato, silenzio, come se la mia laconica risposta fosse  già stata inglobata all’interno di quel trillo elettrico.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Naturalmente  pensai ad uno sbaglio o a qualche ragazzo in vena di scherzi, e tornai a  sedermi sulla poltrona, riprendendo in mano il giornale e  dimenticandomi subito di quella faccenda. Invece, dopo neppure dieci  minuti, il campanello tornò a farsi sentire. Stavolta feci scattare il  meccanismo di apertura del portone e mi affacciai sulle scale, per  rendermi conto di persona chi potesse essere a infastidirmi così.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Una  donna saliva lentamente le scale, senza minimamente sollevare lo  sguardo per farsi vedere, così io, con pazienza, lasciai che completasse  tutte le rampe, fino a quando, tenendo leggermente sollevata la lunga  sottana con una mano, lei giunse a due gradini dal mio pianerottolo, si  soffermò, poi mi raggiunse allungando la mano come a volersi presentare,  ma restando in silenzio. Buongiorno, dissi io, senza riuscire  assolutamente a capire quale potesse essere il motivo che aveva fatto  arrivare fino da me quella persona. Posso entrare?, disse lei già  infilandosi nel portoncino, così io non riposi neppure, e mi limitai  soltanto a seguirla, improvvisamente preoccupato di qualcosa che neanche  io al momento avrei saputo spiegare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sono  Rosanna, disse lei una volta giunta nel corridoio e voltatasi verso di  me; eravamo bambini insieme, tanti anni fa, ti ricordi? Io non ricordavo  assolutamente un bel niente di quanto andava dicendo quella signora per  me sconosciuta, anche se forse potevamo veramente esserci frequentati  da piccoli, e comunque annuivo lasciando che continuasse a parlare,  anche soltanto per capire quale fosse il motivo finale di quella sua  visita. Ho bisogno di te, diceva lei, devo riuscire a farti ricordare  qualcosa di quel periodo, qualcosa che per me è estremamente importante.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Naturalmente  la invitai a sedersi, a parlare con calma di quelle faccende di cui mi  pareva all’improvviso di rammentare qualcosa, la strada dove abitavamo,  qualche nome a cui aveva accennato, ma quella donna continuava a  guardarmi come se non avesse alcuna voglia di parlarmi a lungo di quel  periodo, e le fosse sufficiente così, come se le bastasse starsene lì  con gli occhi sulla mia faccia, mantenendo un’espressione tra il  sorridente e il commosso, e non avesse bisogno di altro. Infine chiese  semplicemente di scusarla, per lei quell’infanzia era stato il periodo  più bello della sua vita, e sapere che c’era qualcuno che aveva vissuto  la sua stessa esperienza le faceva un enorme piacere.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Si  alzò, all’improvviso, senza neppure accettare il caffè che le avevo  proposto, disse che era meglio se andava, che forse non avrebbe neppure  dovuto venire, poi, ormai sulla porta, si volse verso di me, mi guardò  ancora una volta come soltanto una donna innamorata può fare; guardò i  miei capelli, i miei occhi, come a scolpire nella memoria quei tratti, e  infine riprese le scale, senza aggiungere altro. Per tutta la sera  pensai a lei, al nostro esser stati bambini, senza che a me fosse  rimasta di quel periodo la stessa traccia importante che lei aveva  conservato per così tanto tempo. Più tardi, sul pavimento, trovai un  piccolo foglio piegato, lasciato casualmente in un angolo: ti ho amato,  diceva; nient’altro. &lt;span&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3481296818233300785?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3481296818233300785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/distrattamente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3481296818233300785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3481296818233300785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/09/distrattamente.html' title='Distrattamente.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oo037NtgBR0/TmGDUdqbJKI/AAAAAAAADw0/Ei9yXxENwgo/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1586206424196792328</id><published>2011-08-31T13:33:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T13:34:35.567-07:00</updated><title type='text'>Il percorso meteorologico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-qqVuVHXEfBk/Tl6avm3QQAI/AAAAAAAADws/qiKeNOmR_tM/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qqVuVHXEfBk/Tl6avm3QQAI/AAAAAAAADws/qiKeNOmR_tM/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647121125446008834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lei  sa di essere una persona seria, se ne rende conto ogni volta che si  ferma con garbo a parlare con le persone che conosce, con i vicini che  abitano in quella stessa strada leggermente fuori mano dove abita anche  lei, o anche con i suoi colleghi di lavoro, in quei lunghi corridoi del  palazzo di uffici dove si reca ogni giorno con puntualità. Sa che per  lei l’età giusta è ormai trascorsa, ma anche se è rimasta da sola senza  essere riuscita a costruire, così come aveva sperato, una relazione  duratura, questo non ha, tra i suoi pensieri, quasi alcuna importanza.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ritiene  fondamentale invece riuscire ad organizzare bene il suo tempo, dedicare  le sue energie alle cose che le piacciono, ripetere costantemente i  gesti e i comportamenti che conosce a menadito, e di cui è convinta  praticamente che non possa esistere possibilità per migliorarli. Così si  sente bene, perfettamente a proprio agio quando si siede da sola sul  divano della sua piccola casa, e ritiene di aver fatto ogni volta tutto  ciò che si era prefissata: anche se nessuno le telefona o passa a farle  visita, non ha alcuna importanza, pensa; lei sta bene, la sua coscienza è  a posto, il suo percorso è stabilito, e niente o quasi può intervenire  per variarlo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Poi  apre l’armadio e osserva i suoi vestiti: ritiene di non aver niente di  adatto se vuole uscire vestita in modo da sentirsi veramente a proprio  agio, così come neppure un paio di scarpe, tra tutte quelle che  possiede, le paiono adeguate; non sa da cosa nascono questi suoi precisi  sentimenti, però sa che la sua è un’esigenza che sente nel profondo,  impossibile aggirarla. Infine indossa i capi che le appaiono come i meno  peggio, ed esce di casa, senza neppure sapere con certezza verso dove  vuole dirigersi. Sale sopra un mezzo pubblico, gira per le strade senza  meta, infine si ritrova nei pressi della stazione ferroviaria. Si siede  sopra una panchina, osserva le persone in partenza che si affrettano ai  binari, prova un impulso mal contenibile a partire, anche se non farebbe  mai una cosa di quel genere.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Quindi  si alza per tornare verso la sua casa, ma immagina qualcuno che la  fermi, le dica qualcosa che lei in un primo momento non riesce neppure a  comprendere: il percorso che si compie in certi casi è minimale, dice  la persona; ma questo non ha alcuna importanza: è dentro di noi che le  cose hanno un senso, un equilibrio apparentemente perfetto che sembra  non abbia bisogno di nient’altro. Ma l’attimo importante è quando si  verifica uno scarto, si interrompe quella completezza che ci pareva  ferrea, inamovibile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lei  resta ferma, in piedi, per un attimo lunghissimo, infine se ne torna  quasi di fretta verso casa, cerca di lasciare quel pensiero alle sue  spalle, tenta di tenerlo distante, di pedinarlo mentre corre verso  l’autobus. Sembra che niente adesso sia giusto nella sua giornata, che  il suo percorso personale abbia subito ora una vera e proprio  interruzione. Entra in casa e si siede, il suo barometro sul muro dice  che domani la giornata sarà probabilmente infastidita da una pioggia  debole; non importa, pensa lei, metterò il mio piccolo ombrello  pieghevole dentro la borsa.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi &lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1586206424196792328?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1586206424196792328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/il-percorso-meteorologico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1586206424196792328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1586206424196792328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/il-percorso-meteorologico.html' title='Il percorso meteorologico.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qqVuVHXEfBk/Tl6avm3QQAI/AAAAAAAADws/qiKeNOmR_tM/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3547340580428869443</id><published>2011-08-27T15:29:00.000-07:00</published><updated>2011-08-27T15:31:07.302-07:00</updated><title type='text'>In volo, sopra la gente.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-9LWgQXZuQYc/Tllv_PQ-aQI/AAAAAAAADwk/tiSntGv459o/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9LWgQXZuQYc/Tllv_PQ-aQI/AAAAAAAADwk/tiSntGv459o/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645666740105799938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Iniziai  a volare in un giorno qualsiasi, proprio quando meno me lo sarei  aspettato. Mi ero seduto in campagna sopra un muretto, ed ero rimasto  lì, ad osservarmi attorno e a meditare sui miei guai. Poi mi ero  sollevato in piedi per osservare qualcosa giù per la collina, in fondo  alla strada sterrata che si andava a congiungere con quella principale  che portava al mio paese, due chilometri più avanti. Mi ero sollevato  lentamente quasi senza accorgermene, fino a posizionarmi a tre o quattro  metri dal suolo. Muovevo le braccia come se nuotassi immerso in  un’acqua trasparente, e avanzavo con calma, con naturalezza, come se una  forza incomprensibile mi tenesse in quella posizione, e mi permettesse  di librarmi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Più  tardi rimisi i piedi sulla terra e tornai a casa. Sorridevo tra me di  quel segreto, custodendolo come una cosa rara, e mi permettevo di  osservare tutti quanti con un sottile senso di superiorità che  precedentemente non avevo mai provato. Nei giorni seguenti proseguii  sempre da solo con i miei esercizi, scoprendo che soltanto da quel  muretto riuscivo a spiccare il volo, ma ad ogni prova, senza alcuno  sforzo, riuscivo ad ottenere sempre buoni risultati. Ogni volta,  tornando a casa, mi sentivo sempre più distante e superiore nei  confronti dei vicini di casa e di tutti i miei tanti conoscenti, ed  avevo iniziato a provare quasi un senso di pena per coloro che  continuavano a salutarmi con semplicità, come sempre avevano fatto,  ignari delle differenze intervenute nel frattempo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;In  seguito, come capita spesso per tante cose, tutto quanto, e persino in  troppo poco tempo, divenne una semplice abitudine: non mi sentivo più  neanche particolarmente superiore agli altri, ed anzi, avevo iniziato in  breve a provare un certo nervosismo, pensando soprattutto che quel che  avevo messo a punto con la mia tecnica, non potesse servirmi nel futuro  praticamente a niente. Così avevo iniziato a riflettere su una buona  scusa per richiamare tutti quanti fino lì, di fronte a quel muretto che  mi permetteva di lievitare in aria, senza dire niente delle mie  capacità, ma le cose si dimostrarono più difficili di quel che avrei  pensato, e anche quando cominciai a dire che per me era una cosa di  importanza decisiva, molti di quelli del paese con cui avevo parlato,  giusto per convincerli delle mie buone ragioni, mi rispondevano che  avevano altro da portare avanti, e che non avevano tempo per seguirmi e  dedicarsi a me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Alla  fine riuscii a reclutare solamente tre persone, ma a me parvero  decisamente sufficienti, considerando che quando si sarebbe diffusa la  notizia del prodigio, tutti gli altri sarebbero corsi per assistere al  miracolo coi loro stessi occhi. Fu al momento che quei tre erano lì a  guardarmi, proprio nel momento in cui ero già salito in piedi sopra a  quel muretto, che sentii qualcosa dentro di me che non mi parve del  tutto convincente. Rimasi lì, difatti, ed i miei piedi non ne vollero  sapere di staccarsi dalle pietre. Gli altri non riuscivano neanche a  capire a che cosa gli era stato chiesto di assistere, così io iniziai a  scongiurarli di credermi sulla parola, che riuscivo veramente a spiccare  il volo, e che era già accaduto tante volte, addirittura ogni giorno  per dei mesi, addirittura fino al pomeriggio precedente a quel giorno  per me infausto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Se  ne andarono senza neppure dire niente, scuotendo la testa e lasciandomi  ai miei guai, e a me prese quasi una crisi isterica pensando a quello  che mi stava succedendo. Non passò molto tempo, provavo avversione  persino nel tornarmene a casa, e quando poi le autorità del paese mi  dovettero rinchiudere, io non riuscii neppure ad obiettare qualche cosa:  in fondo era giusto così, pensavo; meglio finire segregato piuttosto  che cercare di convincere quei paesani delle mie buone ragioni, tanto  più che probabilmente nessuno di loro mi avrebbe mai creduto, neppure se  davanti ai loro occhi fossi entrato tutto intero dentro a una nuvola,  lasciandoli per terra come sciocchi. Sapevo solo io che cosa avevo fatto  e quali erano state fino a poco prima le mie capacità, e in fondo per  me questo era già decisamente sufficiente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3547340580428869443?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3547340580428869443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/in-volo-sopra-la-gente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3547340580428869443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3547340580428869443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/in-volo-sopra-la-gente.html' title='In volo, sopra la gente.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9LWgQXZuQYc/Tllv_PQ-aQI/AAAAAAAADwk/tiSntGv459o/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4529979582846562309</id><published>2011-08-27T05:30:00.000-07:00</published><updated>2011-08-27T05:31:20.209-07:00</updated><title type='text'>La verità incomprensibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FRPbOX663HE/TljjbCXMl6I/AAAAAAAADwc/p23QrrYKIBI/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FRPbOX663HE/TljjbCXMl6I/AAAAAAAADwc/p23QrrYKIBI/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645512186539055010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="content clearfix"&gt;       &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;              &lt;/span&gt;Il  locale non era affollato. La signora Lucia si era seduta ad un tavolino  in fondo all’ampia sala del bar principale del suo quartiere, e si era  fatta servire dal cameriere una fumante tazza di the con del limone. Era  bello prendersi una pausa del genere ogni tanto, pensava; lasciare che  le cose scorressero un po’ senza preoccuparsene troppo. Le piaceva anche  star lì a guardare le persone che entravano e uscivano da quel locale,  ma senza curiosità, solo per il gusto di passare in rassegna espressioni  e modi di fare che la facevano sentir viva, in un luogo privilegiato di  osservazione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;              &lt;/span&gt;Un  uomo e una donna, molto più giovani di lei, erano entrati quasi con  timidezza dentro a quel bar, e con calma erano andati a sedersi proprio  vicino al tavolino della signora Lucia. La ragazza, spostando la sedia,  le aveva lievemente sorriso, come per un senso di rispetto per quel rito  del the in cui la signora sembrava occupata, poi aveva detto qualcosa  sottovoce, senza riferirsi a nessuno in particolare, come per un  commento neutrale. La signora Lucia dapprima aveva risposto con un  accenno del capo, poi aveva distolto il suo sguardo per tornare a  sorseggiare la sua bevanda.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;             &lt;/span&gt;L’uomo  aveva detto una frase a voce bassa, poco dopo, probabilmente chiedendo  alla ragazza la sua ordinazione per il cameriere, e lei aveva risposto  in modo un po’ goffo, guardandosi attorno, come nervosamente a cercare  un’ispirazione dallo stesso locale. Infine avevano chiesto al cameriere  di portare loro dei toast, del succo di frutta, del vino e anche un  caffè. Poi lui aveva preso un mano della ragazza tenendola in mezzo alle  sue, sopra al piano del tavolo, accarezzandola con delicatezza, e  continuando a guardarla negli occhi. Lei si era schernita, aveva  sussurrato qualcosa, poi era tornata a guardare la porta del bar,  attenta ad ogni persona che entrava.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;          Non era passato molto tempo,  la signora Lucia stava già pensando di andarsene, la serata cominciava a  scurirsi e a lei faceva piacere rientrare prima che per strada fossero  accesi i lampioni. Era entrato qualcuno da cui la ragazza non voleva  probabilmente farsi vedere, e così, all’improvviso, aveva mostrato una  grande agitazione: si era abbassata, nascondendosi dietro al tavolino,  come per mettere a posto una scarpa o qualcosa del genere, aveva poi  armeggiato a viso basso con la sua borsetta rimasta sopra una sedia  vicina, e infine aveva voltato la testa verso la signora Lucia,  coprendosi il viso alla meglio con la lista delle consumazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Il  cameriere era arrivato subito dopo appoggiando sul tavolo dei due i  piattini con le ordinazioni, ma la ragazza aveva fatto cenno al compagno  di volersene andare. L’uomo era sbottato dicendo qualcosa probabilmente  di poco elegante, e lei gli aveva assestato un piccolo pugno a una  spalla, come a mostrare quanto distanti fossero i loro pensieri. Infine  si era alzata, di fretta, aveva ripreso la sua borsetta e in un attimo  aveva infilato la porta, sparendo senza dire nient’altro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;              &lt;/span&gt;L’uomo  era rimasto come paralizzato; poi, lentamente, si era voltato verso la  signora Lucia, come a cercare una solidarietà del tutto improbabile.  Oggi le donne sono diventate per me assolutamente incomprensibili,  disse; la signora Lucia si limitò a guardargli la faccia, l’espressione  spaurita che aveva, gli occhi slavati e persi dietro ad una verità per  lui inconcepibile, ma non disse niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="rtejustify"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4529979582846562309?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4529979582846562309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/la-verita-incomprensibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4529979582846562309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4529979582846562309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/la-verita-incomprensibile.html' title='La verità incomprensibile'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FRPbOX663HE/TljjbCXMl6I/AAAAAAAADwc/p23QrrYKIBI/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8380447401414318605</id><published>2011-08-24T18:43:00.000-07:00</published><updated>2011-08-24T18:45:01.346-07:00</updated><title type='text'>Lontano dalle opinioni comuni.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-M13DNKZH1F4/TlWo68iNo3I/AAAAAAAADwU/yy892zq07Tc/s1600/IMG-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-M13DNKZH1F4/TlWo68iNo3I/AAAAAAAADwU/yy892zq07Tc/s400/IMG-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644603438614291314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Quasi  ogni sera, attraverso i muri sottili di quella palazzina di recente  costruzione, si sentiva quella coppia litigare, tanto da non provare  più, per quelle urla continue e quegli strepiti, una vera e propria  meraviglia. Al contrario, era stato proprio quel silenzio improvviso,  iniziato alla metà del mese e proseguito per diverse settimane, a  proporre a tutto il vicinato una vera e propria variazione dei  comportamenti di quei giovani sposini, una novità talmente inusuale da  destare molta curiosità nelle famiglie di tutto il condominio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Qualcuno  dei coinquilini si era spinto poi a valutare con maggiore attenzione,  soffermandosi sul pianerottolo davanti a quel loro portoncino, ogni più  piccolo segno che potesse assumere rilievo in quella vicenda, senza però  riuscire a trovare niente di diverso rispetto al periodo precedente, ed  altri avevano lanciato più di uno sguardo alle finestre di  quell’appartamento che si affacciavano proprio sulla strada, ma tali  indagini sommarie non avevano condotto proprio a niente, se non a  constatare che nulla di rilevante doveva essere accaduto, anche se la  curiosità di tutti proseguiva ad imperare. Ogni mattina ambedue gli  occupanti della casa, presa in affitto da non più di sette o otto mesi,  uscivano presumibilmente per andare a lavorare, anche se con orari  leggermente differenti, ed ogni sera rientravano quasi  contemporaneamente, tenendo in apparenza un comportamento così  ordinario, adesso che pareva filassero in perfetto accordo, da destare  in chi teneva d’occhio ogni loro movimento, più di un fondato sospetto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ormai  dai loro muri, quando i due sposi si trovavano in casa, si sentivano  provenire soltanto deboli rumori e quasi mai una parola o un accenno di  discussione, come se al periodo precedente fosse seguita una tregua  forte e duratura che teneva tutti nel dubbio e nell’attesa di qualche  nuovo evento. Solo la televisione, nella normale consuetudine di tutto  il resto del quartiere, regnava incontrastata in quella casa,  sintonizzata generalmente negli orari giusti sui canali che  trasmettevano i notiziari nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Il  vicinato, naturalmente, per non apparire troppo ansioso, evitava di  parlare di quella materia lungo le scale e nelle zone comuni, ma nel  chiuso delle famiglie quello era velocemente diventato quasi un  argomento d’obbligo, tanto da spingere qualcuno, senza peraltro  ricavarne alcuna novità, a chiederne notizia allo stesso amministratore  del loro condominio, un uomo grigio e piccolo che si vedeva di rado lì  nei pressi, però sempre vestito elegantemente, dispensatore di  complimenti e di saluti verso tutti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;L’epilogo  avvenne in un pomeriggio afoso della fine di quell’agosto, quando tutti  erano ormai rientrati dalle loro brevi vacanze, ed erano velocemente  ritornati ad appoggiare il proprio orecchio alle pareti, nella speranza  di captare qualche segno di quei vecchi litigi che avevano riempito di  soddisfazione tante monotone serate. L’ora era quella del tardo  pomeriggio, quando i bambini, sotto al controllo delle mamme, si  fermavano a giocare nei giardinetti davanti alla loro palazzina, e gli  uomini, tornando a casa dai rispettivi luoghi di lavoro, si fermavano  volentieri a scambiare qualche parola di fronte al loro condominio. I  due improvvisamente si erano affacciati alla finestra, appoggiando gli  avambracci sopra al davanzale e meravigliando tutti, qualcuno  immaginando fosse una finta, per la serenità di cui riuscivano  improvvisamente a dare mostra. C’era stato un attimo d’attesa,  naturalmente, mentre tutti, di tre quarti, con apparente disinteresse,&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;avevano  continuato, senza perdere una virgola, a tenerli d’occhio; poi quelli  avevano accostato con lentezza le imposte della loro finestra, come per  ritirarsi nell’appartamento, ma in realtà mostrando con soddisfazione, a  tutto il vicinato là riunito, un cartello che campeggiava attaccato  sull’esterno di quelle semplici persiane: affittasi, diceva, quasi come  uno schiaffo a tutto il condominio, e forse, a ben vedere, a  quell’intero quartiere.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8380447401414318605?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8380447401414318605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/lontano-dalle-opinioni-comuni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8380447401414318605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8380447401414318605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/lontano-dalle-opinioni-comuni.html' title='Lontano dalle opinioni comuni.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-M13DNKZH1F4/TlWo68iNo3I/AAAAAAAADwU/yy892zq07Tc/s72-c/IMG-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7504832599804060985</id><published>2011-08-24T17:40:00.001-07:00</published><updated>2011-08-24T17:46:39.272-07:00</updated><title type='text'>La libertà oltre il molo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3NJD5ztd_ag/TlWbAEge3DI/AAAAAAAADwM/51e4KQcziJo/s1600/IMG_0001-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3NJD5ztd_ag/TlWbAEge3DI/AAAAAAAADwM/51e4KQcziJo/s400/IMG_0001-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644588133491072050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  strada di asfalto  grigio scendeva lentamente fino al piccolo porto    marittimo, in un caldo  di polvere, di erba secca e generale sentore  di   gasolio. All’attracco  non c’era quasi mai più di una nave alla  volta,   due in situazioni  eccezionali, e sul molo alcuni vecchi si  ostinavano  a  pescare a  bolentino dei pescetti senza troppa  importanza, ma più  per  passare il  tempo che per sentirsi davvero  utili a qualcosa. Il  caldo  estenuante,  sottovento al promontorio,  pareva quasi un’ironia  nei  confronti di qual  mare scuro e intenso che  si frangeva in schiuma  bianca  solo oltre  mezzo miglio fuori al  largo, in una striscia ricca  di vento,  di  correnti fresche e di senso  di libertà, lungo quel solco  immaginario   che lasciavano le navi  appena se ne andavano. &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;In     bicicletta, praticamente ogni giorno, lui scendeva, tenendosi sui     freni, fino giù alla marineria, cercando qualcuno con cui scambiare     quattro parole che spesso si moltiplicavano, fino a replicare i medesimi     argomenti di altre volte, discorrendo delle scarsissime novità che     venivano registrate in quei dintorni, e nell’attesa di risalire col     fresco della sera fino al poggio riarso che dominava quella piccola     insenatura naturale, quasi nascosta al mare aperto da quel braccio di     roccia, come un gigante che ne cautelasse una preziosa intimità.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Solitamente     lui entrava con calma nell’unico caffè all’aperto, quando non si     fermava ancora prima, e si sedeva su di una seggiola di alluminio     rivestito, conservando l’aria di chi può permettersi una pausa, ma con     un’espressione quasi da introverso, il cappello sulla fronte e la     camicia azzurra, da marinaio in attesa. Quel pomeriggio di fine agosto     sembrava poi che tutte le persone che normalmente frequentava si   fossero   tenute bene alla larga da quel piazzale accanto al porto, e   lui non si   era quasi accorto di quella donna abbronzata, seduta a un   tavolo,  unica  presenza nel caffè, vestito lungo, aderente, bianco   sulla pelle,  proprio  come la schiuma delle onde.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Prese     il giornale rimasto sgualcito dalla mattina sopra al tavolo, poi   volse   la testa verso di lei, proprio mentre la donna diceva al   cameriere di   servirle per favore un’altra vodka fredda. Cercò qualcosa   nel suo   vocabolario mentale che potesse corrergli in aiuto, al fine   di allungare   una parola o una battuta, ma non trovò assolutamente   niente, troppa   distanza, pur con tanto dispiacere, lo separava da una   persona di quel   tipo. Fu lei ad essergli d’aiuto, come captando   qualcuna di quelle sue   lente vibrazioni, e disse solo: non si dovrebbe   mai bere con tutto   questo caldo, come fosse una frase riferita più a   se stessa che a   qualcuno pronto ad ascoltarla, ma così lui si sentì  di  replicare: certe   volte però si può essere giustificati.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lei     si sollevò dal suo tavolo, prese il bicchierino e andò a sedersi da     lui, proprio lì accanto. Lo guardò un momento, poi appuntò lo sguardo     verso il mare aperto là di fronte, assaporando un altro piccolo  sorso,    come fosse l’ultimo. Quando andarono via, camminando  lentamente  insieme   sulla strada, lui non si accorse di aver  dimenticato persino  la sua   bicicletta, abbandonandola accanto allo  stesso marciapiede. Il  cameriere   del caffè, che lo conosceva da oltre  vent’anni, venne fuori  da sotto   gli ombrelloni, oltre il perimetro  dei cespugli mezzi secchi  dentro ai   grandi vasi di cemento, giusto  per guardare quelle figure  allontanarsi   quasi incredulo; poi scosse  la testa, pensò tra sé che  forse in ognuno   di noi c’è sempre qualcosa  di dormiente, qualcosa che  neppure riusciamo a   immaginare, e infine  riprese il suo lavoro,  riflettendo che in fondo   non era accaduto  davvero niente di speciale,  mentre forse la vita   scivolava via, fino a  prendere il largo, sotto ai  suoi occhi.&lt;/p&gt; &lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7504832599804060985?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7504832599804060985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/blog-post_24.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7504832599804060985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7504832599804060985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/blog-post_24.html' title='La libertà oltre il molo.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3NJD5ztd_ag/TlWbAEge3DI/AAAAAAAADwM/51e4KQcziJo/s72-c/IMG_0001-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-4089625141509879402</id><published>2011-08-19T08:42:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T08:44:06.261-07:00</updated><title type='text'>(Profilo n. 13). Incontenibile mare.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ECdglHexFMs/Tk6ElWe-EXI/AAAAAAAADvM/arex8mr7SqQ/s1600/IMG_0005.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ECdglHexFMs/Tk6ElWe-EXI/AAAAAAAADvM/arex8mr7SqQ/s400/IMG_0005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642593160367313266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Cammino  lentamente lungo la strada, mi fermo un momento ad osservare il negozio  della signora Maria, poi proseguo fino alla fermata degli autobus. Non  c’è nessuno, mi siedo sopra la panca metallica, ogni dieci minuti arriva  un mezzo pubblico, scendono due o tre persone e se ne vanno svelte per i  fatti propri. Osservo tutto ciò che si muove attorno a me, il tempo  sembra proprio corra parallelo a questi semplici elementi ordinari; le  auto che transitano, l’autobus che sbuffa&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;quando apre le porte pneumatiche, le persone che hanno occhi soltanto per le proprie preoccupazioni.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Il  tempo, ecco, tutto questo tempo la cui quantità, in una sola volta,  inebria come un mare scuro e profondo, e che qui invece è scandito  goccia per goccia nella trasparenza inefficace della quotidianità. Mi  alzo, torno indietro fino al negozio della signora Maria, ne guardo la  vetrina fermandomi, lei forse mi vede, vorrebbe sorridermi, penso, ma  non lo fa, o non lo fa ancora. Ci conosciamo da trent’anni, penso mentre  la guardo; io passo ogni giorno da qui, ne osservo il profilo, lei sa  di piacermi anche se non ci siamo scambiati mai una sola parola.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ma  oggi è diverso, penso: lei viene verso la porta vetrata, la apre, esce  sul marciapiede, dice buongiorno, poi continua a guardarmi negli occhi.  Mi dispiace, dico io sottovoce, di darle tutto questo fastidio; ma non  riesco proprio a fare a meno di comportarmi così. Lo so, dice la signora  Maria; poco per volta ho continuato ad affezionarmi ai suoi modi, alla  maniera di fermarsi davanti al negozio, alle sue rughe profonde, da uomo  saggio, con quegli occhietti vivi che osservano sicuramente molto di  più di tutto quello che vedono. Non so come ringraziarla, dico io, di  queste parole. Mi piacerebbe tenerle la mano, starle vicino, anche  soltanto sentirla respirare, sapere che qualcosa brilla ancora dentro di  noi, nonostante la nostra età già avanzata. Non siamo ancora diventati  sterili come sono ormai tutti, dico io, sappiamo gioire delle piccole  cose, un semplice gesto apre ancora per noi tutte le porte. Lei continua  a guardarmi, ma non dice niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  signora Maria non risponde a questi pensieri, resta là dietro a quel  suo bancone dentro al negozio, impegnata con qualche cliente, però si  lascia guardare, mi permette di fare dei sogni su qualsiasi cosa io mi  senta di desiderare; forse ride di me certe volte, penso, e delle mie  fantasie in cui lei viene fuori, sul marciapiede, mi viene incontro,  quasi fermando per un attimo questo stupido tempo che prosegue per  sempre a sgocciolare fuori con ritmicità da un contenitore di mare  dentro al mio povero cuore; poi lei dice soltanto: lo so, lo sento tutto  quello che scorre, non potrebbe essere in altra maniera.&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-4089625141509879402?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/4089625141509879402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/profilo-n-13-incontenibile-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4089625141509879402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/4089625141509879402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/profilo-n-13-incontenibile-mare.html' title='(Profilo n. 13). Incontenibile mare.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ECdglHexFMs/Tk6ElWe-EXI/AAAAAAAADvM/arex8mr7SqQ/s72-c/IMG_0005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-5828694269185600735</id><published>2011-08-17T15:57:00.001-07:00</published><updated>2011-08-17T16:09:23.448-07:00</updated><title type='text'>-Il diradarsi delle ombre .</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-R5OV85EmNck/TkxHYywnu0I/AAAAAAAADvE/IZO6f81WJeU/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 319px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-R5OV85EmNck/TkxHYywnu0I/AAAAAAAADvE/IZO6f81WJeU/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641962924456524610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fermo  nel letto,  immobilizzato da lunga malattia, l’uomo da solo pensava alla  sua vita,  sicuramente confinata, per tutto il suo futuro, soltanto in  alcune  delle molte attività che lui aveva svolto fino a poco prima. La  sua  paralisi, seppur parziale, non gli avrebbe più permesso di  esercitare  tantissime delle cose in cui normalmente si era da sempre  impegnato, e  questo era già più che sufficiente a procuragli un notevole   abbattimento morale. &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Fuori   da lì il mondo procedeva come sempre, indifferente a quei suoi   problemi, e lui, forse per egoismo, sentiva adesso fortissimo l’ostacolo   insormontabile che lo separava dalle tante cose che da adesso non   sarebbe più riuscito a compiere. Poi però, ad un tratto, si era   vergognato di quei suoi pensieri, aveva riflettuto meglio le cose, forse   cercando di affrontarle da un punto di vista differente, ed aveva   compreso in un lampo che non avrebbe più dovuto confinare le sue idee in   ciò che il suo corpo non sarebbe più stato capace di eseguire, bensì   doveva impegnarsi in quegli aspetti del pensiero che precedentemente   aveva tralasciato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Certo,   questa era la strada: c’erano tanti argomenti di cui poteva ancora   occuparsi, forse avrebbe potuto addirittura scoprire nuovi interessi,   nuovi aspetti della realtà a cui non si era mai in nessun modo dedicato;   sicuramente la maniera peggiore di reagire a ciò che era successo,   sarebbe stata quella di isolarsi nella sua nuova condizione, piangendo   dei bei tempi in cui poteva fare tutto, anche se il tutto era sempre   stato qualcosa di sfuggente, un elemento quasi sottovalutato e diluito   tra i tanti aspetti della quotidianità. La parte destra del suo corpo   adesso non rispondeva più ai suoi comandi cerebrali, soltanto camminare o   essere autonomo diventavano fatti quasi impossibili. Sentiva forte il   morso crudele dell’esistenza, ma non voleva abbandonarsi al dolore e ad   uno stupido rimpianto, non potevano essere questi i freni alla sua  vita.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;I   suoi pensieri erano lucidi adesso, e se tutti i muscoli, le membra,   tutto il suo corpo, non voleva più rispondere alla sua volontà e alla   sua mente, ciò doveva assumere un significato marginale: lui era vivo, e   la sua vita avrebbe trovato le forme per mostrarsi, per interagire con   le cose e anche con gli altri. Poi era entrato nella camera il suo   amico, quello di sempre, con il suo sorriso commosso e forse quasi   sciocco, i gesti minimi che mostravano la partecipazione al suo dolore.   Non preoccuparti, gli aveva subito detto l’uomo; è solo un’altra   esperienza quella che adesso sta iniziando. Una nuova fase della vita,   forse anche migliore rispetto a tante altre.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-5828694269185600735?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/5828694269185600735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/fermo-nel-letto-immobilizzato-da-lunga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5828694269185600735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/5828694269185600735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/fermo-nel-letto-immobilizzato-da-lunga.html' title='-Il diradarsi delle ombre .'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-R5OV85EmNck/TkxHYywnu0I/AAAAAAAADvE/IZO6f81WJeU/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-6703847901177279555</id><published>2011-08-15T18:58:00.000-07:00</published><updated>2011-08-15T18:59:55.017-07:00</updated><title type='text'>Terra bruciata.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TUjeZZvoI5U/TknPAUxFgnI/AAAAAAAADuE/Q4ZLGjTnbLE/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TUjeZZvoI5U/TknPAUxFgnI/AAAAAAAADuE/Q4ZLGjTnbLE/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641267612739797618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;       &lt;/span&gt;Pioveva da giorni, ed io ero entrato nei  magazzini dei formaggi all’ingrosso tanto per dare un’occhiata. Sapevo  che là dentro ultimamente, tanto per non farsi notare, si ritrovavano  spesso alcuni della banda per cui lavoravo, ed entrare là dentro quel  giorno, pur con il cappello sugli occhi, era per me un po’ come sfidare  la sorte, considerato che non mi ero più fatto vedere da loro nelle  ultime due o tre settimane. Ero entrato nella sala principale mentre la  gente trattava le partite di cacio di qualsiasi genere e tipo, e l’odore  nell’aria era talmente accentuato che si faceva quasi fatica persino a  respirare.&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;p class=""&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sul  tavolato dove si camminava alcuni passavano con i carrelli pieni di  forme, e si sentivano le suole delle scarpe scivolare sull’untuosità dei  formaggi, così tutto appariva precario e instabile, quasi che niente là  dentro fosse stabilito una volta per tutte. Avevo girellato osservando  il personale che continuava a trattare sui prezzi, poi avevo sentito  qualcuno che diceva qualcosa da dietro le mie spalle, come per invitarmi  a voltare la faccia. Mi ero girato quanto bastava, ed erano lì, tutti  quanti, cinque o sei componenti della banda con cui avevo lavorato per  quasi due anni, e mi guardavano con calma e intanto sorridevano, con il  loro classico modo di prendere tutti per i fondelli.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;La  prima parola era la loro, io mi potevo soltanto preparare per  giustificarmi, tenermi pronto con parole adeguate per dire che ero  venuto lì apposta a cercarli, e per informarli che da domani avrei  ripreso il lavoro come sempre, che tutto era a posto, ma loro sembravano  parlare senza cercare di riferirsi proprio a me, come se volessero  continuare soltanto a sorridere e a dire a voce alta che non c’era  proprio niente da fare, prima o poi in quella città ci si imbatteva in  chiunque, e altre cose del genere. Davvero?, disse poi Sandro sempre  ridendo e sempre con la sua solita impossibile ironia, quando spiegai le  mie buone ragioni e che sarei tornato al lavoro, perché ero stato  malato ma che adesso stavo meglio, ero venuto fin lì proprio per  dirglielo. Lui continuava a sorridere con la sua faccia da schiaffi, con  le mani sprofondate dentro alle tasche del suo bel vestito di seta, e  proseguendo a guardarmi, senza far altro.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;Fai un salto in  ufficio, più tardi, magari nel tardo pomeriggio, disse con finta  serietà, capace che hai giusto bisogno di un paio di spiccioli per  rimetterti in sesto: passi da lì tipo stasera, poi ci vediamo domani al  solito posto. Feci subito cenno di si, capivo che erano tutti arrabbiati  con me, così dissi grazie, ma sottovoce, e Sandro mi sfiorò leggermente  una spalla, poi si abbassò, visto che era molto più alto di me, e in un  orecchio mi disse di aspettare là dentro ancora un’oretta, di tener  d’occhio una certa persona che mi fu indicata, e poi tutti quanti se ne  andarono via.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;In tutto quel tempo da quando non mi ero  più presentato da loro avevo cercato di entrare in un’altra banda  locale, perché i modi di Sandro e dei suoi non mi piacevano più: Sandro  era capace di tutto, mi facevano paura quei suoi modi, però ero sicuro  che lui non fosse informato di niente, se avesse saputo qualcosa per me  sarebbe stato un bel guaio, ma da quel che mi avevano fatto capire tutto  pareva essere filato via liscio. Al pomeriggio, come mi avevano detto,  avevo preso la macchina per andare da Sandro, ma dopo i primi cinquanta  metri mi ero subito accorto che i freni erano andati. Era stato qualcuno  dei suoi ragazzi, non c’era alcun dubbio, l’avvertimento era ben  studiato, visto che la mia strada era leggermente in discesa. Al  semaforo rosso andai ad immettermi sul viale chiudendo gli occhi e  piegando repentinamente sulla mia destra, ed un’auto riuscì per un  soffio a schivarmi, strombazzando e sbandando sull’asfalto bagnato.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;Poco  più avanti c’era un meccanico, così alla meglio mi fermai lì davanti e  gli chiesi di riparare la macchina per il giorno seguente. All’ufficio,  come lo chiamavano tutti, arrivai con un autobus, continuava a piovere  senza fermarsi, ed io oramai mi sentivo tutto bagnato. Sandro fece  chiudere la porta, io credevo che dopo lo scherzo dei freni tutto fosse  concluso, invece mi presero in due per le spalle, e lui, con quel suo  solito odioso sorriso venne verso di me con una siringa caricata chissà  con che cosa. Si fece sotto con calma, poi mi graffiò il viso con l’ago,  lasciandomi uscire qualche goccia di sangue, e poi mi infilzò la  siringa sopra la spalla, alla base del collo, mentre continuavo con  tutte le forze a cercare di divincolarmi.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;Il giorno  seguente mi svegliai in un posto all’aperto, vicino ai binari, poco  lontano dalla stazione dei treni, così barcollando salii sul primo  convoglio che passava da lì, e senza neppure chiedermi niente andai via,  fuori dai piedi.&lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=""&gt;Bruno Magnolfi&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-6703847901177279555?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/6703847901177279555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/terra-bruciata_2049.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6703847901177279555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/6703847901177279555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/terra-bruciata_2049.html' title='Terra bruciata.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TUjeZZvoI5U/TknPAUxFgnI/AAAAAAAADuE/Q4ZLGjTnbLE/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7236924139580230003</id><published>2011-08-14T10:58:00.000-07:00</published><updated>2011-08-14T12:31:17.726-07:00</updated><title type='text'>Al cospetto di un pensiero diverso.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aquP8C0VUR8/Tkgif10omXI/AAAAAAAADsk/vyFcX82t92A/s1600/IMG.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aquP8C0VUR8/Tkgif10omXI/AAAAAAAADsk/vyFcX82t92A/s400/IMG.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640796463700679026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrado  entra in  casa, si siede, aspira la tranquillità che emana  dalle sue  cose, da  quegli oggetti comuni da cui è circondato. Immagina  qualcuno,  là  dentro, accanto a lui, un personaggio qualsiasi,  inventato, che si   muova lentamente lungo la parete, e che  semplicemente osservandolo sia   in grado di ricavare un giudizio su  quella sua solitudine, quelle   abitudini, quel continuo cercare la  protezione delle mura di casa. Lo   vede, sta fermo, lo guarda. Lui si  volta, sa perfettamente che se riesce   a distrarsi il suo personaggio  svanisce, riappare soltanto nei casi in   cui resta immobile e non ha  niente di cui occuparsi. Allora si siede,  il  suo personaggio è lì,  accanto a lui, sembra che dica tra sé: il  vento  muove le foglie degli  alberi, sulle strade la gente s’incontra,  dentro  ai locali alcuni si  sentono bene a scambiare opinioni tra loro.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Silenzio,    l’orologio sul muro ticchetta le ore per proprio conto, Corrado si    alza, la serata fuori dalla finestra appare bella, non c’è alcuna    ragione per trattenersi ancora tra le mura domestiche: il suo    personaggio è presente, adesso è seduto con le braccia rilasciate sopra    le gambe, sembra aver assunto un atteggiamento diverso, come se non    trovasse più necessario rompere l’intimità della casa per lasciare    entrare quel tanto di fresco, di inesplicato, di novità che le strade    della città sembrano offrire.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Corrado    si sente preoccupato: qualche volta la sua solitudine è superiore a    qualsiasi altra realtà, e anche uscendo, andandosene in giro in mezzo    alla gente, le cose non sembrano cambiare, anzi, certe volte quella    sensazione angosciosa sembra acuirsi. Si muove per casa indeciso su    tutto, poi capisce, dallo scatto della serratura nel portoncino, che la    sua vicina del piano di sopra è rientrata. Resta attento a qualsiasi    rumore, la sente muoversi lungo le tre stanze dell’appartamento  identico   al suo, la segue da un vano a quell’altro, gli riesce persino  di   vederla tanto è concentrato intorno a tutti quei suoi  comportamenti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Infine    cala il silenzio, Corrado disperato guarda il suo personaggio che lo    osserva a sua volta, sembra quasi che uno di loro non riesca a  rendersi   conto di quel vuoto improvviso, come se il tempo, invece di  prendersi   una semplice pausa, si fosse interrotto del tutto. Corrado  si alza,   adesso sente il bisogno di fare qualcosa, allora indossa la  giacca, il   peso rassicurante delle chiavi dentro una tasca, la voglia  improvvisa di   lasciare là dentro tutto quanto: esce chiudendo con cura  il portoncino   del suo appartamento, senza avvertire dentro la testa  neppure un   pensiero su ciò che sta componendosi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Poi    si immobilizza sul pianerottolo, osserva le scale che scendono e    salgono, quasi smette di respirare tanto la spinta che prova è ormai    determinata: in un attimo, senza neppure riuscire a rendersi conto    davvero di ciò che lo spinge, è davanti alla porta della sua vicina, al    piano di sopra. Appoggia con accortezza l’orecchio sul legno, analizza    ogni rumore che percepisce, resta lì a lungo come incapace di  qualsiasi   altra cosa, fino a quando il suo personaggio, con modi lenti  e   rassicuranti, gli si para davanti, lo prende per mano, lo riporta  nel   suo appartamento. Corrado adesso si sente più tranquillo, ma  quella   solitudine sa che lo sta frastornando, si convince in un attimo  che deve   finire, che deve smetterla di starsene lì, lo ha promesso a  qualcuno, a   quel personaggio che non lo abbandona, che è sempre con  lui e non lo   tradirà mai, probabilmente, per nessuna buona ragione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;Bruno Magnolfi  &lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7236924139580230003?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7236924139580230003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/blog-post_14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7236924139580230003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7236924139580230003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/blog-post_14.html' title='Al cospetto di un pensiero diverso.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aquP8C0VUR8/Tkgif10omXI/AAAAAAAADsk/vyFcX82t92A/s72-c/IMG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-1791236278043791421</id><published>2011-08-13T00:43:00.000-07:00</published><updated>2011-08-13T00:46:22.190-07:00</updated><title type='text'>Un luogo non solo per me.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Zcvy06lW4hE/TkYrNnnUPBI/AAAAAAAADr0/hUUvQt7MYtc/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Zcvy06lW4hE/TkYrNnnUPBI/AAAAAAAADr0/hUUvQt7MYtc/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640243096300305426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                           &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Certe  volte immagino di starmene qua, in questa piccola stanza senza  finestra, e nel debole chiarore di una lampadina gialla e un po’ fioca,  raccogliere i pensieri che più mi tormentano. Lo so che fuori da qui mi  prendono in giro, dicono di me che sono ritardato, ma a me non importa,  sono sempre stato così, non saranno certo gli altri con quei loro  stupidi e strampalati discorsi a farmi cambiare. Però tutti mi lasciano  sempre da solo, non vogliono mai che io stia con loro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Su  una parete, in questa stanza, c’è qualcosa che mi rende un po’  inquieto, un disegno, un cartone colorato attaccato ad un chiodo. Non si  capisce cosa si sia cercato di raffigurare, si vede distintamente il  profilo di una persona, ma il segno non è stato preciso, e tutto è  confuso, come una macchia di tanti colori scuri e indistinti. Mi piace  osservare il cartone attaccato sul muro, è come se ogni volta che torno a  guardarlo ci trovassi dentro qualcosa di diverso, quasi il disegno  stesso cambiasse ogni volta. Sono attratto da quello che vedo, ma ne ho  anche paura, volto lo sguardo, ma poi torno immancabilmente con gli  occhi verso il disegno.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;In  questa piccola stanza non si sente neppure un rumore, neanche una voce,  soltanto qualche scricchiolio che ogni tanto esce da un angolo ingombro  di vecchi giornali. Qui dentro ci posso entrare ogni volta che voglio,  senza preoccuparmi di niente, chiudo un attimo gli occhi e sono subito  qui, alla faccia di tutti coloro che hanno sempre da dire qualcosa di me  e dei miei modi. Loro non lo sanno che io ho la mia stanza dove venire a  pensare, credono che io sia uno qualsiasi, e invece non si rendono  conto che prima o poi riuscirò a capire il disegno e a uscire da qui con  le idee tutte in fila, le riflessioni più giuste di tutti.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Se  qualcuno di quelli che mi prendono in giro mi portasse qualche volta  con sé, mi lasciasse parlare, mi ascoltasse davvero, forse racconterei  del disegno, del cartone attaccato sul muro e della stanza dove spesso  mi trovo. Ma a nessuno interessa mai niente di me, sembra sempre che la  mia presenza dia noia, provochi soltanto disagio e bisogno di prendere  in giro. Non lo so, certe volte mi pare che l’unico posto per me sia la  stanza dove alcune volte mi piazzo, ma c’è sempre quel cartone con la  persona disegnata che mi spinge prima o poi fuori da lì. Io cerco di  resistere, guardo il disegno, tento di superare quella paura che mi  prende, ma poi tutto sparisce, torno alle mie solite cose, anche se  sento che già mi manca quel senso di completezza che provo soltanto qui  dentro.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Prima  o poi, ne sono sicuro, riuscirò a capire chi è la persona che è stata  raffigurata su quel cartone: forse sta proprio lì tutto l’enigma della  mia stanza e del resto. Sono sicuro che riuscirò presto a scoprire tutto  quanto quello che serve, lo dirò a tutti, e forse qualcuno di loro mi  seguirà per riuscire a vedere quello che sarò riuscito finalmente a  capire, ed allora dovranno ricredersi, rimarranno sicuramente stupiti, e  così, una volta per tutte, cambieranno la loro opinione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-1791236278043791421?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/1791236278043791421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/un-luogo-non-solo-per-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1791236278043791421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/1791236278043791421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/un-luogo-non-solo-per-me.html' title='Un luogo non solo per me.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Zcvy06lW4hE/TkYrNnnUPBI/AAAAAAAADr0/hUUvQt7MYtc/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-8773211601175317339</id><published>2011-08-12T13:44:00.000-07:00</published><updated>2011-08-12T13:45:37.619-07:00</updated><title type='text'>(Profilo n. 12). Nessuna alternativa.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-OgIZGAOurds/TkWQy-DEwbI/AAAAAAAADrM/ulc-gHWgjGw/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OgIZGAOurds/TkWQy-DEwbI/AAAAAAAADrM/ulc-gHWgjGw/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640073313675166130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Come  era già accaduto altre volte, perfino il giorno precedente la festa  patronale del paese, mentre sistemavo accanto al marciapiede la mia  motocicletta, avevo visto un gruppo di persone che bisbigliava  indubbiamente qualcosa sul mio comportamento, guardandomi e commentando i  miei gesti, i miei modi, la mia persona. A me interessavano ben poco i  discorsi fatti da certa gente, così fino ad allora mi ero sempre  preoccupato soltanto delle mie faccende, lasciando il vicinato ai suoi  sterili e monotoni discorsi, anche se, a lungo andare, iniziavo a  sentirmi piuttosto infastidito da quei loro modi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lo  sapevo benissimo cosa pensassero tutti di me: ero uno strano, forse  troppo magro, sempre vestito di scuro, abitavo da solo e restavo sempre  in silenzio, non mi fermavo mai a parlare con nessuno di loro, e anzi,  spesso scansavo tutte le persone che parevano osservarmi perennemente  con la coda dell’occhio, forse per tenermi maggiormente sotto controllo.  Probabilmente qualcuno di loro aveva addirittura paura di me, che  potessi avere dei poteri malefici nei loro confronti, per esempio, ma  nessuno, in quei dieci mesi da quando abitavo in quella casa, aveva  cercato di dirmi qualcosa intorno a quegli argomenti. Avevo una rendita e  non lavoravo, così questo fatto, agli occhi di quegli sciocchi paesani,  era forse ancora più pesante del resto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Sistemata  la motocicletta ero entrato nella mia casa, un’abitazione grande e ben  fatta che avevo ereditato da uno zio morto diversi anni prima, e  qualcuno mi aveva seguito con lo sguardo fino a quando non avevo  richiuso il portone, ma inizialmente non mi ero preoccupato per nulla:  niente di diverso dal solito, avevo pensato; tutti si aspettano qualcosa  da me che non sanno neppure cosa sia, e proprio per questo forse hanno  paura dei miei gesti, del mio modo di guardare le cose, dei miei  comportamenti. Ma una volta salite le scale interne e arrivato nella mia  stanza preferita, avevo osservato attentamente la strada scansando  leggermente le tendine della finestra, e avevo visto che loro erano  ancora là, e sembrava complottassero qualcosa, forse stavano decidendo  di affrontarmi una volta per tutte, e magari avvertirmi che in quel  paese non ero assolutamente ben visto e che forse era meglio se me ne  andavo al più presto possibile.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Ma  io non volevo darla vinta a quella gente senza cervello, anche se mi  sentivo ben stufo di tutte quelle faccende, usavo la mia motocicletta  per farmi dei giri in campagna quasi ogni giorno, qualche volta arrivavo  in città, e il resto del tempo lo passavo in casa mia a dipingere, a  leggere e a prendere appunti: non davo proprio fastidio a nessuno. Ma  capivo però che un comportamento del genere non era con facilità  tollerato, e adesso che si annunciava la festa patronale di quel paese,  il sospetto che potessi in qualche modo amareggiarla con la mia presenza  o con qualche sistema che solo io potevo conoscere, secondo loro, si  era sicuramente fatto più forte.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Quando  tornai ad uscire di casa vidi che la mia motocicletta era stata gettata  per terra, quasi un avvertimento per quello che sarebbe potuto  accadermi, così mi limitai a rimetterla in piedi e ad assicurarmi che  non ci fossero danni; decisi subito che per dare un dispiacere a  qualcuno, nonostante non fossi credente, avrei partecipato senz’altro  alla festa cattolica del giorno seguente, detti un’occhiata alla strada  che adesso appariva deserta, misi in moto e andai a fare i miei giri.  Non era simpatico quello che stava accadendo, ma non sapevo in nessuna  maniera come contrastare quel comportamento di aperto disprezzo verso di  me.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Infine  decisi di andare a parlarne col parroco. Lo trovai in chiesa che stava  preparando gli addobbi per San Lorenzo, e lui non disse niente di nuovo,  era a conoscenza di cosa stesse accadendo, soltanto mi pregò di avere  pazienza e di tenermi a distanza per il giorno seguente, cosa che mi  fece imbestialire ancora di più. Il mattino del giorno di festa mi alzai  molto presto, caricai sulla mia motocicletta un bagaglio leggero e me  ne andai: avrei chiesto in seguito a qualcuno di mia conoscenza di  venire con un furgone a prendere il resto della mia roba; la casa potevo  metterla in vendita anche da subito. Nient’altro mi pareva possibile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-8773211601175317339?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/8773211601175317339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/profilo-n-12-nessuna-alternativa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8773211601175317339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/8773211601175317339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/profilo-n-12-nessuna-alternativa.html' title='(Profilo n. 12). Nessuna alternativa.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OgIZGAOurds/TkWQy-DEwbI/AAAAAAAADrM/ulc-gHWgjGw/s72-c/IMG_0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3851554132294813112</id><published>2011-08-11T07:53:00.000-07:00</published><updated>2011-08-11T07:54:44.357-07:00</updated><title type='text'>L'organizzazione imperfetta.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-K7xpK-st6-Y/TkPs_6JJqYI/AAAAAAAADqs/Mcrhoh5hRsA/s1600/IMG_0002.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-K7xpK-st6-Y/TkPs_6JJqYI/AAAAAAAADqs/Mcrhoh5hRsA/s400/IMG_0002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639611741081545090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Si  contavano in numero elevato coloro che non si erano neppure presentati  all’ultimo appuntamento: il dirigente aveva parlato di una realtà  deludente e malata (aveva proprio usato questa parola), e di una  situazione della quale non riusciva neppure a dare una definizione  esauriente, tanto si sentiva indignato. Giancarlo stava lì, assieme agli  altri, con le mani sprofondate dentro alle tasche, e gli sembrava, in  quella riunione all’aperto, che le nuvole in cielo volassero via veloci  come aeroplani, e che qualcosa sfuggisse per sempre a quel bisogno  generale di analisi delle cose.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;L’orario  della mensa nell’insediamento non era stato cambiato, nonostante  parecchie lamentele, e lui andando via dall’assembramento si diresse per  abitudine da quelle parti, anche se non aveva minimamente appetito.  L’appuntamento era stato fissato per un giorno della settimana seguente,  ognuno dei presenti doveva cercare di convincere gli altri a non  disertarlo, - è di fondamentale importanza -, aveva tuonato il loro  dirigente. Un buon numero di persone era già presente nelle sale da  pranzo, così Giancarlo si era allontanato a passo deciso, ma senza una  meta.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Infine  era andato a sdraiarsi sul bordo di un fosso poco lontano, e aveva  osservato da lì una nuvola bianca che si dissolveva con rapidità. Gli  avevano gridato qualcosa, subito dopo, e lui aveva immediatamente  provato un senso di colpa, quindi si era alzato, era andato agli uffici e  aveva chiesto un colloquio, ma gli era stato risposto che in quel  periodo, considerato ciò che stava accadendo, non si stava dando alcun  seguito a quel servizio, a meno che non fosse stato un caso di  incontrovertibile urgenza.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Lui  si sentiva deluso e vuoto di tutto, non ne aveva ancora parlato con  anima viva, ma era sicuro che quella organizzazione perfetta stesse  incrinandosi senza rimedio, forse non doveva neppure pensarci, perché a  chiedere in giro, come sempre accadeva, gli avrebbero sicuramente  risposto così: c’era già chi se ne stava occupando. Perciò era tornato  al suo negozio di prodotti biologici, e si era reso conto che con appena  dodici azioni delle sue mani riusciva ad aprire l’esercizio, pronto ad  accogliere il primo acquirente, senza che niente fosse tralasciato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;I  suoi clienti ultimamente desideravano tutti qualcosa per dormire e  dimenticare, e lui a tutti proponeva degli infusi di una radice in  realtà quasi priva di effetti, ma che stava facendo miracoli in chi ci  credeva. Coloro che non venivano al suo negozio evidentemente erano rosi  dal dubbio, e lui era tenuto a segnalare ogni acquisto sospetto,  registrando il numero di matricola dei suoi clienti, e quindi, per  sottrazione, anche coloro che apparentemente non avevano bisogno di  nulla.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;Giancarlo  dovette attendere poco avanti che arrivasse qualcuno, e un buon numero  di persone affollarono il negozio per tutto quel pomeriggio. Il suo  lavoro era quasi metodico, tutto andava avanti come ogni giorno, le  risposte erano sempre le stesse, salvo usare qualche espressione diversa  tanto per dare un senso di novità ai suoi prodotti. Poi, quasi alla  fine del turno, in un momento in cui non c’erano altri clienti,  entrarono due persone con il distintivo dell’organizzazione. Dissero che  il colloquio richiesto da lui straordinariamente gli era stato  concesso, doveva dire subito a loro qual’era il problema da cui si  sentiva gravato.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Giancarlo  spiegò che era solamente una sciocchezza, una cosa così marginale che  non valeva neanche la pena parlarne, ma i due si insospettirono, gli  intimarono di chiudere in fretta il negozio e lo portarono via, forse  per convincerlo ad un trasferimento. Nessuno ne seppe più niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3851554132294813112?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3851554132294813112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/lorganizzazione-imperfetta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3851554132294813112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3851554132294813112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/lorganizzazione-imperfetta.html' title='L&apos;organizzazione imperfetta.'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-K7xpK-st6-Y/TkPs_6JJqYI/AAAAAAAADqs/Mcrhoh5hRsA/s72-c/IMG_0002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-7773348179260467033</id><published>2011-08-09T14:44:00.000-07:00</published><updated>2011-08-09T14:48:39.160-07:00</updated><title type='text'>Oltre ogni partenza .(Bionda, naturalmente).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-gp2f7-O79Rw/TkGqut4UPDI/AAAAAAAADqc/8fMFAvj2qPs/s1600/IMG_0004-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gp2f7-O79Rw/TkGqut4UPDI/AAAAAAAADqc/8fMFAvj2qPs/s400/IMG_0004-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638975928011078706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;&lt;span&gt;Oltre ogni partenza (Bionda, naturalmente).&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                                                                                                                                                                                                            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Era  appena l’alba quando l’uomo, dalla finestra di casa sua, aveva visto  salpare la nave petroliera che per giorni era stata alla fonda in quello  spicchio di mare. Aveva provato per questo come uno strano dispiacere,  una specie di sofferenza da nostalgia per quella presenza silenziosa a  cui improvvisamente scopriva di essersi come affezionato, e che ora  evidentemente perdeva, senza alcuna diversa possibilità. Si fece la  barba, si guardò a lungo dentro lo specchio, poi tornò ad osservare  dalla finestra: la nave ormai era quasi un punto nero sopra l’orizzonte,  immerso in una leggera foschia rotta soltanto da un pennacchio quasi  indistinto di fumo grigio.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Andò  in cucina, si preparò del caffè e fece colazione; infine tornò a  riflettere su come avrebbe potuto essere stata la sua vita se, come  tante volte aveva desiderato, fosse partito, come altri avevano fatto,  da quel piccolo posto di mare, magari negli anni giusti, quando le cose  erano relativamente più facili, ma si ritrovò, una volta di più, a  sorridere amaramente di sé e delle sue incapacità, senza riuscire a  immaginare niente di diverso dalle solite faccende. Non c’erano state  grandi scelte durante la sua vita, le cose gli si erano sempre  presentate una dietro l’altra, e lui era andato avanti senza avere fatto  mai un progetto più ampio e articolato: il suo dispiacere era quello di  non avere mai neanche tentato qualcosa di diverso, però adesso non ci  poteva forse fare niente.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;La  nave ad un tratto era sparita, ma lui si proiettava già con lei verso  il porto di attracco, una grande città marinara, immaginava, e in questo  modo si sentiva bene, quasi come se i suoi orizzonti realmente si  allargassero. Scese giù in strada, ma fuori, sul lungomare, non c’era  ancora nessuno, esclusa una donna che aveva notato già altre volte  intorno a quell’ora, una turista che forse doveva soffrire di una  leggera forma di insonnia, pensava lui adesso, o di preoccupazioni tali  da non lasciarla riposare bene. La osservò senza interesse; lei vide  lui, e parve soltanto per un momento che alcuni elementi dei loro  differenti pensieri fossero in qualche modo comuni, come se anche quella  donna bionda, esattamente come lui, si proiettasse con grande facilità  verso chissà dove. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Buongiorno,  disse lui, quando ormai erano vicini, e la donna rispose prontamente,  sottovoce, ma con un’ombra di tristezza sopra al viso, come se i suoi  pesanti pensieri non potessero risultare alleviati da nessuno, meno che  mai da circostanze così casuali. Lei proseguiva la sua passeggiata  solitaria, lui l’osservava allontanarsi, senza che niente di scambievole  potesse inserirsi tra due persone in fondo così distanti come loro; e  questo fu vero almeno fino a quando qualcosa di lei e della nave  petroliera parve trovare una certa vicinanza di comportamento: l’uomo  provò una fitta, un senso di disagio, quasi un bisogno di sentire vicino  a sé qualcuno di cui non conoscesse nulla, un forestiero, forse,  proprio come erano quella nave e quella donna, e di cui, proprio pur  senza saperne nulla, non poteva negare di sentirsi improvvisamente  attratto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Scusi,  disse; e lei si volse senza fretta, quasi immaginando il resto. Lui la  guardò per alcuni momenti, lei si lasciò osservare; niente, concluse  lui, volevo soltanto guardare nuovamente il suo viso, la sua  espressione, ecco, forse per ricordarmene in modo più preciso in  seguito, quando lei oramai sarà partita. La donna sorrise, poi riprese a  camminare.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-qxNAyhXBzTI/TkGqgCZcUqI/AAAAAAAADqU/FgUepm_XBKQ/s1600/IMG_0001.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qxNAyhXBzTI/TkGqgCZcUqI/AAAAAAAADqU/FgUepm_XBKQ/s400/IMG_0001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638975675820692130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-7773348179260467033?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/7773348179260467033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/oltre-ogni-partenza-bionda-naturalmente_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7773348179260467033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/7773348179260467033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/oltre-ogni-partenza-bionda-naturalmente_09.html' title='Oltre ogni partenza .(Bionda, naturalmente).'/><author><name>tesorogiulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04124461862158962557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7vtHN7ZteYM/TB4R0bPtVPI/AAAAAAAACJg/EQiQeRjMU74/S220/tesoro.G.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-gp2f7-O79Rw/TkGqut4UPDI/AAAAAAAADqc/8fMFAvj2qPs/s72-c/IMG_0004-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8158049468798114303.post-3668815976896247687</id><published>2011-08-06T08:49:00.001-07:00</published><updated>2011-08-06T08:51:04.802-07:00</updated><title type='text'>Solo per musicisti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-DeOKlgPQORM/Tj1ilGapWOI/AAAAAAAADos/YLSydbhLbs0/s1600/IMG_0003-1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-DeOKlgPQORM/Tj1ilGapWOI/AAAAAAAADos/YLSydbhLbs0/s400/IMG_0003-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637770698054785250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi   sento sbandato da mesi, giro per le strade con le mie bacchette   preferite “Regaltip jazz” perennemente infilate dentro una tasca,   sperando di trovare un ingaggio qualsiasi in questa città, finché non   vedo sulla pagina di un giornale che c’è una piccola scuola di musica   con sale prova sul retro di un locale famoso. Mi presento esattamente   nella maniera come mi trovo, senza neppure darmi una ripulita, e parlo   con il signor Martin, dirigente del locale e del resto, che dopo qualche   domanda generica mi dice: va bene, e aggiunge che se non ho dove  andare  posso stare lì assieme agli altri, fino a quando non ci sarà la  prova  di ingresso alla scuola. &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Il   giorno successivo il signor Martin mi prende da una parte e senza dire   niente mi rifila un pacco di dischi di vinile, come se fosse la  lezione  da fare. Passano altri giorni in cui io bighellono avanti e  indietro  facendo i miei &lt;em style=""&gt;paradiddle &lt;/em&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;su  un  vecchio rullante e su qualsiasi superficie piana che trovo, fino a  che  spunta di nuovo il signor Martin che mi dice di salire dietro a una   vecchia batteria Pearl sopra al palco, mentre lui mette su la   registrazione di un pezzo senza capo né coda di Anthony Braxton ai fiati   da solo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Stacci   dietro ragazzo, dice senza dare troppa importanza alla cosa, e così io   cerco di fare del mio meglio, ma è quasi impossibile perché tutto mi   scappa continuamente da qualsiasi parte, e io rullo e schiaccio quanto   posso sul &lt;em style=""&gt;ride&lt;/em&gt; e sopra ai &lt;em style=""&gt;tom, &lt;/em&gt;ma il   tempo è una concezione astratta in quel pezzo, così ad un tratto   rallento, mi calmo e comincio poco alla volta a capire cosa ci sia   veramente da fare. Inizio a concentrarmi su una mia cosa senza più   rincorrere niente, invento in un lampo un tempo dispari senza accentarne   la battuta, e ad un tratto mi accorgo che Braxton sta quasi venendomi   dietro. Poi la registrazione finisce, il signor Martin è già andato  via,  ma io sento dentro una carica da aver bisogno di suonare per due  ore  filate.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Il   giorno successivo il signor Martin mi fa salire di nuovo sullo   sgabello, mi dice di suonare con calma qualcosa tanto per scaldarmi, e a   un certo punto fa venire uno dei ragazzi con uno di quei bassi a  cinque  corde e una passione sfrenata sia per il funky che per Marcus  Miller.  Faccio del mio meglio appena attacca, ma sento subito che me la  sto  cavando benissimo, quello è velocissimo e virtuoso ma manovra su  tempi  facili anche se è sempre in &lt;em style=""&gt;levare, &lt;/em&gt;così faccio la stessa cosa e tutto funziona senza problemi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Il   signor Martin annuisce e fa cenno di smettere a un certo punto, dice:   va bene; sa che conosco a menadito gli standards, e così adesso posso   entrare nella sua scuola di jazz. Si va avanti per una decina di giorni   ad un ritmo infernale, suonando e provando ad ogni ora possibile i  pezzi  più differenti, fino a che, durante una pausa, scopro su un  manifesto  che c’è il mio nome dentro a un quintetto per rivedere la  roba di  Coltrane in un concerto da fare nella serata seguente. Il  signor Martin  mi guarda con la coda dell’occhio e mi fa un cenno. Vado  verso di lui,  lui sorride, dice: non preoccuparti, segui il tuo  istinto, andrà tutto  benissimo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Inizio   a suonare regolarmente una volta la settimana in parecchi locali con   quel quintetto, e anche in qualche teatro, poi si fa un piccolo tour che   va avanti due mesi. Quando si torna il signor Martin ha appena avuto  un  colpetto, così lo andiamo a trovare in ospedale. Stiamo lì tutti   assieme con i sorrisoni ed il resto, e lui dopo un po’ mi fa un cenno,   io mi avvicino e lui dice un po’ sottovoce: ragazzo hai della stoffa.   Nei giorni seguenti lui se ne va, e noi poco dopo ci chiudiamo dentro a   una sala e registriamo il disco dei pezzi su cui abbiamo lavorato per   tutto quel tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Certe   volte lo sogno, il signor Martin, mentre mi dà affettuosamente una   pacca sopra la spalla e mi sorride. Non mi ha mai dato una pacca sopra   la spalla, penso subito quando mi sveglio, ma a me piace ricordarlo   così, come se avesse avuto per me anche quel gesto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Bruno Magnolfi&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8158049468798114303-3668815976896247687?l=cuordicarciofo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/feeds/3668815976896247687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/mi-sento-sbandato-da-mesi-giro-per-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3668815976896247687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8158049468798114303/posts/default/3668815976896247687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cuordicarciofo.blogspot.com/2011/08/mi-sento-sbandato-da-mesi-giro-per-le.html' title='Solo per musicisti'/><author><name>tesorogiulia</name><ur
