lunedì 12 settembre 2011

La vita vicina (ripresa cinematografica n. 5).



Un uomo cammina senza una meta cercando dentro di sé un minimo di tranquillità e soprattutto il coraggio per tornarsene a casa. C’è un locale quasi in fondo alla strada, così entra dentro senza alcuna intenzione, giusto per dare un’occhiata. Mentre si sistema seduto al bancone conta gli spiccioli che gli rimangono dentro alle tasche, chiede una birra e il cameriere gliela serve senza guardarlo.

A quell’ora là dentro c’è ormai poca gente, e ognuno sembra proprio che badi soltanto alle proprie faccende. Una donna alle spalle invece gli si avvicina, chiede con un’occhiata al barista qualcosa da bere, infine si siede con una leggera espressione sorridente del viso. Sicuramente lei ha qualche anno in più rispetto a lui, ma vestita e truccata com’è riesce a mostrarsi giovanile e a camuffare benissimo la sua vera età.

Agli inizi parlano solo di cose senza importanza, poi lei dice senza mezzi termini che potrebbe fare del sesso con lui anche per pochi soldi. L’uomo risponde che non gli interessa quell’argomento, e se lei vuole possono farsi ancora un po’ compagnia, nient’altro, e in ogni caso ribadisce che lei deve sentirsi libera di fare tutto ciò che le va maggiormente, anche andarsene. La donna rimane seduta, adesso parla con più libertà di se stessa, della sua situazione, lui segue con attenzione ogni ragionamento e ogni tanto dice la sua.

Lui infine si offre di accompagnarla fino al suo appartamento, lei non abitava lontano, ma fuori a quell’ora non c’è più nessuno, e così fanno la strada con passo lento, come due innamorati, continuando con impegno a parlare. Quando si separano lei dice che era da tanto tempo che non conosceva un uomo simile a lui: così comprensivo, capace di ascoltare gli sfoghi di una donna qualsiasi come lei si sente di essere. Lui le sorride per la prima volta, la bacia sulla bocca, poi se ne va di malavoglia, lasciandola davanti al portone, senza chiederle il nome e neppure sapere dove andare di preciso a passare la notte.

Quando infine ha percorso poche decine di metri, con le mani dentro alle tasche, lui torna indietro per osservare con curiosità quale tra tutte le finestre buie di quel palazzo si sia illuminata. Lei si affaccia scostando la tenda giusto un momento, quasi sicura di trovarlo là sotto, gli chiede con dei cenni se gli va di salire, e lui risponde di si.

Bruno Magnolfi

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