lunedì 8 ottobre 2012

Quasi un balcone fiorito.


            

            Il negozio di fiori rimane poco distante da casa sua, a piedi lei ci impiega appena dieci minuti, ma forse proprio per questo alla signora Teresa le piace, anche oltre l’orario previsto per la chiusura dell’esercizio, rimanersene là dentro a fare ancora qualcosa per migliorare quel suo piccolo mondo: curare la vetrina, bagnare con grande attenzione le foglie delle sue piante, sistemare nella maniera migliore tutto l’assetto della sua pur piccola bottega di fiorista. Di tornarsene a casa, in quel piccolo appartamento dove le sembra di non avere quasi mai niente da fare, dove ormai va soltanto a dormire, le sembra che ci possa essere tempo più tardi, sempre più tardi. 
            Così molte volte resta in negozio, anche quando si accorge che tutto è già a posto, e che non ha praticamente più niente da fare, tutte le sue piante sono ben sistemate e tutto è ordinato, ma allora si rilassa, si piazza seduta dietro la piccola scrivania, spenge le luci e guarda fuori dalle larghe vetrine, con la vista filtrata dai mazzi di rose, di gerbere, e da tutte le altre piante, osservando quella vita che le scorre proprio davanti, con le automobili dai fari già accesi lungo il viale, e le persone che passano a piedi proprio da lì, percorrendo quel largo e bel marciapiede.
Può darsi sia una vita minore quella che vede la signora Teresa, ma per lei soltanto il fatto che abbiano scelto di passare da lì, proprio accanto al suo chiosco di fiori, le rende quasi simpatiche tutte le persone che transitano; e così continua a guardare, come in un film o in un documentario, immedesimandosi a volte in quella poca gente che c’è a quell’ora lungo il viale, e a volte sogna, come cercando di immaginare una realtà diversa e migliore. Lei non si è mai lamentata della sua sorte, anzi: però le sembra a volte che siano tanti quelli che vivono male, che non riescono ad accontentarsi di quello che hanno, e che proseguono ad inseguire idee indefinite. Per lei, con tutti quegli anni passati a vendere fiori, con ciò che significa, accontentando tante persone diverse, interpretando i desideri di tutti, la sua sensibilità nei confronti dei pensieri degli altri si è andata migliorando moltissimo, ne è consapevole. Tanto che quando entrano dentro al negozio anche dei nuovi clienti, la signora Teresa riesce a comprendere al volo la psicologia di quelle persone, e trova sempre il fiore più giusto ad ognuna, a seconda delle esigenze, senza sbagliarsi.
            Quando la sera rimane nel buio tra le piante, ad assaporare quello scorcio di esistenza che scorre davanti al suo negozio, le capita certe volte di ascoltare, pur non volendo, delle piccole discussioni che vanno avanti per lo spazio di pochi secondi, giusto il tempo che serve per passare a piedi lungo quel marciapiede. Ascolta le poche manciate di parole, ne soppesa il timbro, le inflessioni, a volte il senso con cui vengono dette, e poi, senza preoccuparsene troppo, immagina il resto, come se riuscisse a comprendere la vita degli altri da una semplice frase o da poche espressioni. Ma la signora Teresa è consapevole che la vita non è fatta solo di fiori e colori, e quindi spesso pensa che è assurdo cercare una risposta per tutto, bisogna pur arrendersi, ogni tanto, e accettare la realtà per quello che è. Lo dice per sé, ma vorrebbe suggerire questo pensiero anche a tanti di quelli che passano.
            Poi esce, abbassa la serranda, e se ne torna verso casa: domani ci sarà tutto il tempo, pensa alla fine, per affrontare altri pensieri e fare qualche riflessione diversa da quelle messe a punto stasera. Perché alla signora Teresa le pare ci sia tutto un mondo ancora da comprendere e da interpretare, e lei, nonostante i suoi fiori ed anche tutto il suo impegno, sa di avere ancora una visione soltanto parziale di moltissime cose. Ci sarà tutto il tempo, pensa, per capire di più.

            Bruno Magnolfi

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